“La luce sugli oceani”, romanzo di M.L. Stedman – recensione di Maria Romagnoli Polidori

“La luce sugli oceani”, romanzo di M.L. Stedman – recensione di Maria Romagnoli Polidori

Giu 25, 2013

                “Sono la figlia che hai sempre voluto./Adesso sei tu mia madre./E nessuno lo verrà mai a sapere.”

Sono queste le parole scritte sulla copertina del romanzo La luce sugli oceani di M.L. Stedman, scrittrice australiana che vive ora a Londra.

E anche il disegno tracciato in essa ci rimanda al tema della storia raccontata dalla Stedman. Vi è infatti raffigurata una bambina con le codine e un vestitino bianco. Il mare dietro di lei e il faro completano l’immagine. Una bambina con accanto le parole che ho citato inizialmente, il mare (o meglio l’oceano) e un faro che segnala alle navi la direzione giusta da prendere. Segnale luminoso che è metafora dell’intera vicenda narrata dalla scrittrice australiana.

Vicenda molto curiosa anche dal punto di vista editoriale. Tutto nasce nel 2011 quando una famosa agenzia letteraria invia ai principali editori mondiali il romanzo che sarà venduto in 25 paesi. Nell’ottobre dello stesso anno, alla fiera di Francoforte, anche giornali italiani, come Il Corriere della Sera e la Stampa  citano La luce sugli oceani, come l’opera narrativa più importante della manifestazione letteraria. La casa editrice Garzanti lo pubblicherà nel maggio del 2012 e sarà subito un successo editoriale. Questi i motivi del favore del pubblico.

Un’ambientazione molto particolare: Janus Rock.  I personaggi descritti psicologicamente a tutto tondo. Tom, Isabel, la bambina, Hannah.  Solo per citare i principali.  Partiamo dal nome dell’ambiente in cui si svolge parte della vicenda. Janus Rock. Una località isolata per indicare la solitudine dei due personaggi principali: Tom e Isabel. Janus Rock è , come afferma l’autrice in un’intervista pubblicata alla fine del romanzo, un chiaro richiamo a Giano bifronte  e infatti è un luogo in cui si concentrano gli opposti: la luce e l’ombra, la salvezza e il pericolo, il vasto e il minuscolo.

Un ambiente isolato, lontano dal mondo considerato normale, quello sulla terraferma.  Tom, il guardiano di questa luce che guida i marinai nella giusta direzione,reduce dalle ferite psicologiche della prima guerra mondiale e da un’infanzia non proprio felice. Isabel, la moglie, che ,dopo tre aborti, non riesce a rassegnarsi alla sua incapacità di non poter procreare. E un giorno, l’oceano sembra offrire loro la soluzione alle loro vite: una barca con il cadavere di un uomo e una neonata che strilla e sembra rendere  a Isabel quel dono  che il suo corpo non riesce a portarle: essere madre.

I due non denunciano alle autorità il fatto, pensando che il loro gesto non avrà conseguenze. Che invece ci saranno. La maternità e la felicità di due persone non si possono basare sull’inganno, sulla menzogna e sulla bugia.  Il faro che guida i marinai nella giusta direzione sembra invece indicare alla coppia una sbagliata. Quella dell’inganno. Sarà Tom a essere il più dilaniato tra amore e senso di colpa. Perché l’amore che nutre per Lucy , così viene chiamata la neonata, non basterà alla sua coscienza per assolverlo dall’inganno fatto ai danni di qualcun altro, Hannah, la vera madre della piccola  Grace,  (questo il vero nome della bambina), che, nonostante il trascorrere del tempo, continua a sperare di ritrovare la figlia.  Personaggi scavati nei moti più recessi dei loro animi dalla scrittrice.

Isabel crescerà la bambina come sua figlia fino al momento in cui alcuni discorsi sentiti su una donna che ha perso marito e una figlia neonata in una barca, non richiameranno in lei sentimenti di paura, rancore e angoscia. Hannah , che nonostante il suo amore incondizionato per il marito e la figlia, disperatamente si aggrappa alla speranza di riavere ciò che ha perduto.

E il dilemma che la Stedman ci vuole mettere davanti: l’amore può cancellare  la colpa, l’inganno, commessi a danno di qualcun altro? È giusto essere madri ad ogni costo? La risposta alla prima domanda è positiva, come dimostra il sorprendente finale. Negativa, secondo la scrittrice, quella relativa  all’altro problema: non si può ingannare qualcuno senza mettere in conto la sofferenza degli altri e di noi stessi. L’essere genitori e l’amore di Tom e Isabel per Lucy non può andare oltre le regole.

E Hannah  dovrà fare i conti con l’affetto che Lucy-Grace avrà per i suoi genitori adottivi. Il prezzo da pagare sarà molto alto per tutti. Anche se: quando si tratta di figli, i genitori diventano puro istinto. Speranza e paura. Regole e leggi volano via dalla finestra.  Ma Lucy non potrà mai essere una vera luce per i suoi genitori adottivi o per la sua madre naturale.

Solo l’amore incondizionato guiderà i personaggi del romanzo ad una soluzione che sarà frutto del tempo e del rispetto dei sentimenti di ciascun personaggio.

 

Written by Maria Romagnoli Polidori

 

One comment

  1. Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l’alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull’isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d’improvviso la quiete dell’alba. Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell’ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro.

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