“La meraviglia è nemica della prudenza”, saggio della poetessa Fausta Genziana Le Piane

“La meraviglia è nemica della prudenza”, saggio della poetessa Fausta Genziana Le Piane

Giu 23, 2013

Edizioni Eventualmente, piccola casa editrice siciliana che ha in catalogo titoli originali di nuovi talenti, soprattutto del Sud, presenta La meraviglia è nemica della prudenza, un saggio di approfondimento della giornalista e poetessa Fausta Genziana Le Piane sull’assai apprezzato romanzo L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, attrice e scrittrice scomparsa nel 1996.

L’arte della gioia, dato alle stampe postumo nel 1998, è un capolavoro letterario giustamente riconosciuto come tale dalla critica internazionale. Narra la storia di Modesta, donna siciliana di inizio ‘900, forte e coraggiosa, che sfida l’ambiente povero e oppressivo in cui nasce per intraprendere una crescita culturale, fisica, spirituale e sensuale.

Percorso inconcepibile per la cultura locale dell’epoca, smascherata nei suoi usi e costumi arretrati. Un secolo dopo il tema è ancora di grande attualità in Italia, come dimostra la tragedia quotidiana del femminicidio (moderna versione del delitto passionale), o il problema di garantire la presenza femminile negli organi decisionali politici e aziendali.

Fausta Genziana, letteralmente rapita dall’intensità della narrazione, ha voluto approfondire le tematiche in essa presenti per raggiungere quanti più lettori possibile, evidenziando alcune piste di lettura che compaiono a ogni tappa della maturazione di Modesta. “Da molto tempo cercavo un incontro con una donna di cui scrivere, intelligente, forte, anticonformista dalle parole limpide e potenti“, afferma. “Ho trovato Goliarda Sapienza, del sud come me. È stato un colpo di fulmine ed una vera rivelazione.

Temi quali le donne “intese come universi sconosciuti, territori da esplorare e scoprire, veri unici poli di attrazione e fari nella notte dei tempi e dei mondi”, l’arte della gioia e della finzione, l’importanza dello studio delle parole e il viaggio, ma anche la povertà, le tradizioni, il libero amore, il carcere, la malattia tra realtà e fantasia, e la rinascita. Insiste molto Fausta Genziana sulla metafora dei capelli, attraverso cui la Sapienza illustra l’indole dei personaggi e il rapporto della protagonista con loro, arricchita da un’interessante analisi sul significato storico-mitologico della chioma (“…le donne istruite libere portano i capelli corti“).

Il saggio si conclude con l’intervento di persone che conobbero personalmente Goliarda Sapienza e che aiutano a comprenderla meglio: il poeta e scrittore Beppe Costa, il dottor Alberto Vaudo, il pittore Ruggiero di Lollo, i poeti Plinio Perilli e Paolo Ruffilli.

Fausta Genziana Le Piane è nata in Calabria, vive e lavora a Roma. Laureata in Lingue, è giornalista e si occupa di critica. Scrive poesie (tra i libri: Incontri con Medusa, La Notte per Maschera, Gli steccati della mente e Stazioni/Gares), alcune delle quali tradotte in diverse lingue, altre musicate dal compositore Giorgio Fiorletta. Altre ancora sono diventate oggetto di studio, a cura del Professore Patrick Blandin, per gli studenti della facoltà di Lingua e Cinema Italiani dell’Università di Tolosa e di Bordeaux.  Ha pubblicato anche una serie di quaderni (I Quaderni di Casa Duir) tra cui: Enrico Benaglia, il pifferaio magico, Alla scoperta delle fave, Alla scoperta dell’arte del collage e del décollage, Non di solo pane, Artisti Calabresi a confronto, Occhio all’etichetta!
Attualmente cura una rubrica d’arte per la Consulta delle donne di Wanda Montanelli (“Parliamo d’arte”) e Kenavò, una pubblicazione bimestrale internazionale da lei fondata.

 

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  1. Temi quali le donne «intese come universi sconosciuti, territori da esplorare e scoprire, veri unici poli di attrazione e fari nella notte dei tempi e dei mondi», l’arte della gioia e della finzione, l’importanza dello studio delle parole e il viaggio, ma anche la povertà, le tradizioni, il libero amore, il carcere, la malattia tra realtà e fantasia, e la rinascita. Insiste molto Fausta Genziana sulla metafora dei capelli, attraverso cui la Sapienza illustra l’indole dei personaggi e il rapporto della protagonista con loro, arricchita da un’interessante analisi sul significato storico-mitologico della chioma («…le donne istruite libere portano i capelli corti»). Il saggio si conclude con l’intervento di persone che conobbero personalmente Goliarda Sapienza e che aiutano a comprenderla meglio: il poeta e scrittore Beppe Costa, il dottor Alberto Vaudo, il pittore Ruggiero di Lollo, i poeti Plinio Perilli e Paolo Ruffilli.

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