Forte tempesta solare nelle prossime settimane: la Nasa avverte di possibili black-out

Forte tempesta solare nelle prossime settimane: la Nasa avverte di possibili black-out

Giu 19, 2013

La notizia della quale si parla maggiormente negli ultimi giorni riguarda un allarme lanciato dalla Nasa, circa possibili black-out nei prossimi due mesi, per la presenza di una forte tempesta solare. Nelle prossime settimane dovremo quindi monitorare il segnale di cellulari e Gps, poiché sarebbe in corso un’estesa tempesta solare che potrebbe far sentire i suoi effetti per un tempo molto lungo.

La notizia si è diffusa grazie al Solar Dynamics Observatory della Nasa, un telescopio spaziale lanciato l’11 febbraio 2010 per studiare il Sole. L’osservatorio già da fine maggio ha rilevato la presenza di un grande buco coronale sulla superficie del Sole, il più grande osservato da molti anni a questa parte. I buchi coronali sono aree dove la corona del Sole è più scura, più fredda rispetto alle aree circostanti.

Naturalmente per corona s’intende la parte più esterna del Sole, estesa per milioni di km e con una forma che varia continuamente nel corso del tempo. Tali buchi sono in relazione con delle concentrazioni unipolari di linee di campo magnetico aperte; durante il minimo solare, i buchi coronali si trovano principalmente nelle regioni polari del Sole, mentre durante il massimo solare sono dislocati in tutta la superficie solare. I componenti ad alta velocità del vento transitano lungo le linee magnetiche che passano attraverso i buchi coronali.

L’osservatorio spiega che i buchi coronali portano delle particelle di vento solare verso la nostra magnetosfera. Tali particelle causano, nella migliore delle ipotesi, suggestivi fenomeni come l’aurora boreale, ma in casi più gravi provocano tempeste elettromagnetiche che vanno ad interferire con i sistemi elettronici terrestri, dalle sonde ai Gps.

In parole semplici, una tempesta geomagnetica o magnetica, è un disturbo della magnetosfera terrestre, di carattere temporaneo, causato dall’attività solare e rilevabile dai magnetometri in ogni punto della Terra. Durante una tempesta solare il Sole produce forti emissioni di materia dalla sua corona che generano un forte vento solare, le cui particelle ad alta energia vanno ad impattare il campo magnetico terrestre dalle 24 alle 36 ore successive all’emissione di massa coronale.

La Nasa avverte che nei prossimi due mesi sarà possibile assistere a fenomeni tipo black-out dei satelliti con conseguenze sui sistemi Gps, i sistemi di comunicazione degli aerei e anche i segnali cellulari. Si tratta di una tempesta magnetica particolarmente lunga e persistente, se si pensa, che gli effetti durano al massimo 48 ore, e in rari casi si possono estendere a una o più settimane.

In questo caso invece il rischio è di avere a che fare con conseguenze più durature, soprattutto sui sistemi wireless dell’Europa occidentale. Senza contare gli effetti sulla salute visto che le particelle ad alta energia rilasciate dal vento solare possono generare radiazioni dannose per l’uomo, con i rischi quale il danneggiamento cromosomico ed addirittura causare il cancro.

I casi di tempesta solare in tempi recenti sono due: nel 1989 in Quebec e nel 2003 in Sudafrica, quando si è verificato l’affascinante fenomeno dell’aurora boreale. Aurora boreale o australe, a seconda dell’emisfero in cui si verifica, è un fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre, caratterizzato da bande luminose di colore rosso, verde, azzurro detti archi aurorali.

Il fenomeno è causato dall’interazione di particelle cariche, protoni ed elettroni, di origine solare con la ionosfera terrestre. Tali particelle eccitano gli atomi dell’atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezze d’onda.

Gli esperti sostengono che la Terra in questi mesi sia colpita da potenti flussi di radiazioni ultraviolette, raggi x, ioni, elettroni e protoni provenienti dal Sole in misura simile al 1989. Il Sole attraversa cicli della durata di undici anni in cui va da un minimo ad un massimo rispetto al suo numero di macchie solari. Nel 2009 ha toccato il momento di massima quiete, ora invece sta aumentando la concentrazione di energia cinetica.

Le conseguenze sul clima terrestre ci saranno senz’altro, e porteranno un aumento della temperatura dell’acqua e fenomeni meteorologi di oscillazione, mentre non si hanno prove sul riscaldamento globale.
L’argomento è molto complesso. Ci auspichiamo di aver spiegato in maniera chiara ciò che accade quando si verifica una tempesta solare, e gli effetti che essa può avere sulla Terra e sui suoi abitanti.

Vogliamo tuttavia essere ottimisti, e non cedere ai tanti pareri catastrofici che in questi giorni dilagano dalle principali fonti d’informazione. Concentriamoci invece su una “voce fuori campo” che, come fosse un film, ci dice che andrà tutto bene. Speriamo si verifichino soltanto piccoli disagi, risolvibili e presto superabili.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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