Intervista di Michela Zanarella al giovane talento della musica Anto

Intervista di Michela Zanarella al giovane talento della musica Anto

Giu 6, 2013

Anto è considerato un giovane talento della musica a livello internazionale, apprezzato dai fan e dalla critica continua la sua scalata al successo, dopo i due album “Whisper My Name” e “Broken Pieces“, che gli hanno dato una notevole popolarità.

La musica lo ha salvato e continua a regalargli enormi emozioni.

Vi lascio subito alle parole in  esclusiva di Anto per noi di Oubliette Magazine. Buona lettura!

 

M.Z.: Anto, qual è il tuo rapporto con la musica?

Anto: Il mio rapporto con la musica è qualcosa di assolutamente speciale e imprevedibile. Potrei dire che è come una continua scoperta nel conoscere la Musica e indagare me stesso mentre scrivo. Infatti, grazie ad essa, noto come molte sensazioni che sono nascoste o imprigionate nel profondo, risalgano magicamente in superficie, talvolta ferendomi e altre volte facendomi riflettere… è questa la magia della musica: riesce a toccarti in punti che nessun altro riesce a fare!

 
M.Z.: Sei considerato un giovane talento nel panorama musicale internazionale, come sei riuscito a farti conoscere anche all’estero? Ci descrivi le tappe principali del tuo percorso artistico?

Anto: Sicuramente il modo più intuitivo e rapido per cercare di farsi conoscere all’estero è utilizzare Internet. Grazie all’avvento dei social network, il modo di comunicare e di promuoversi si è esteso fino a ricoprire tutto il globo, quindi a volte basta un semplice “click” per permettere ad un’altra persona che si trova dall’altra parte del mondo, di ascoltarti. Ho iniziato con MySpace, quando ancora era all’apice del successo. Credo sia stato il primo strumento in assoluto che abbia portato una rivoluzione nel mondo delle relazioni interpersonali e della musica. Successivamente ho continuato a svolgere il mio lavoro di promozione sugli altri social network che sono nati in questi anni, quali Facebook, Twitter ed anche Youtube che, in questi ultimi tempi, sta incrementando la sua importanza anche in questo campo. La difficoltà sta ogni volta nel cercare di capire cosa possa attirare le persone sul tuo profilo e come rendere virale una notizia che pubblichi. Questa è la sfida quotidiana che determina la differenza e il passaggio dall’essere “anonimo” all’essere “riconosciuto”.

 
M.Z.: Tra le tue canzoni mi ha particolarmente colpito “Sunlight In The Rain”, ci racconti com’è nato questo brano? Il testo ha un significato molto profondo, ce ne parli?

Anto: “Sunlight In The Rain” è una canzone che ha più piani di lettura. Ho scelto appositamente questo genere di scrittura (assieme alla scrittrice canadese Christine Noels), per far sì che le persone possano attribuirle un significato completamente personale. La mia interpretazione è un ringraziamento alla Musica. Posso dire fermamente che la Musica mi ha salvato e che continua a farlo. In un mondo dove è davvero difficile, a volte, essere capiti completamente, e ci si sente come se non si facesse parte di questa realtà, la musica riesce sempre a dare un significato alla tua esistenza e al tuo scopo in questa vita. Per me, quindi è una canzone di ringraziamento e devozione a quest’amore eterno.

 
M.Z.: La tua vena poetica si riconosce in alcuni tuoi testi. Hai mai pensato di comporre insieme a qualche poeta; cos’è per te la Poesia?

Anto: In realtà scrivo già con una scrittrice/poetessa ed è per l’appunto Chrissy (Christine Noels).
La poesia, per me, è la chiave d’accesso alle verità dell’essere umano. Non parlo di poesia scolastica, dove sei seduto su un banco di scuola ad imparare metrica, parafrasi e tutte le regole legate ad essa; onestamente, per me, quella parte distrugge quello che invece è il significato di una poesia. Una poesia non deve essere spiegata. Nasce libera e libera deve restare… ed ognuno deve poterne trovarne il significato secondo la propria esperienza personale che è in continua evoluzione durante tutto l’arco di una vita.

 
M.Z.: C’è un artista con cui vorresti collaborare? Un cantautore del passato a cui ti senti particolarmente vicino per stile nel fare musica?

Anto: Sì, avrei voluto conoscere Kurt Cobain. Mi ha sempre affascinato la sua personalità contraddittoria e torturata; avrei voluto chiedergli come sentiva la musica, cosa sentiva quando scriveva… insomma, avrei voluto conoscerlo direttamente come artista e come essere umano.

 
M.Z.: Musica e social network, una tua riflessione sui nuovi canali di diffusione della musica.

Anto: Come ho detto in precedenza, i social network sono uno strumento molto importante per chi vuole promuoversi sul web e far conoscere la propria arte. Sono una miniera che pullula di opportunità, basta soltanto saperle cogliere. Se me lo consentite, nel mio piccolo, vorrei provare a dare un consiglio a chi come me si spende nel mondo della musica: cercate di utilizzare internet ed i social network nel modo più utile e intelligente possibile, continuate a rinnovarvi e cercate di trovare il vostro posto per emergere dalla folla!

 
M.Z.: Progetti per il futuro?

Anto: In questo momento sto continuando a scrivere canzoni e non vedo l’ora di rientrare in studio per poterle registrare. Il mio progetto è sicuramente quello di far arrivare la mia musica a più persone possibili, di continuare a suonare, di viaggiare per portare la mia musica un po’ ovunque e di continuare a emozionare ed emozionarmi.

 

Written by Michela Zanarella

 

 

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