Nuove osservazioni dalla Nebulosa Anello Messier 57: scoperta nel 1779

Nuove osservazioni dalla Nebulosa Anello Messier 57: scoperta nel 1779

Mag 28, 2013

Il telescopio spaziale Hubble ha realizzato una nuova serie di osservazioni della Nebulosa Anello, rivelando dettagli finora sconosciuti. Per la prima volta infatti, la nebulosa a forma di anello anche conosciuta come Messier 57, viene proposta in una nuova e più dettagliata versione, permettendo così agli astronomi di produrre un’immagine tridimensionale.

La Nebulosa Anello, registrata per la prima volta nel Diciottesimo secolo, si trova nella costellazione boreale della Lira, ha un diametro di circa due anni luce, e grazie alla sua relativa vicinanza alla Terra (circa duemila anni luce), è tra gli oggetti celesti più osservati dagli appassionati di astronomia.

La sua forma l’ha resa famosa sui libri di scuola, anche se inizialmente si era ipotizzato che non vi fossero particolari materiali al suo interno. I recenti studi hanno dimostrato appunto che essa ha una struttura molto più complessa di quanto si pensasse, con un anello che contiene enormi quantità di gas.

Ci appare a forma di anello per un effetto prospettico, perché la stiamo osservando da uno dei suoi due poli. Se potessimo osservarla da un’altra angolazione, vicina al piano equatoriale, avrebbe una forma meno definita e circolare.
La nebulosa non è come una ciambella, ma piuttosto come una ciambella di marmellata, perché è piena di materiale al centro”, ha affermato C. Robert O’Dell della Vanderbilt University di Nashville. L’astronomo è a capo di un gruppo di ricerca che ha utilizzato l’Hubble e altri telescopi terrestri per poterla osservare al meglio.

Il centro di questa ciambella può sembrare vuoto, in realtà è pieno di materiale di minore densità che si allunga sia verso che lontano da noi, creando una forma simile ad un pallone da rugby.
La parte più luminosa rappresenta il colorato anello principale. Questo è composto di gas gettato fuori da una stella morente al centro della nebulosa. Questa stella è sulla buona strada per diventare una nana bianca, un corpo molto piccolo, denso e caldo che è lo stadio evolutivo finale di una stella come il Sole.

Precedenti osservazioni effettuate con altri telescopi avevano già messo in evidenza la presenza di materiale gassoso nella parte centrale della Nebulosa Anello, ma grazie alle nuove immagini di Hubble combinate con quelle di altri telescopi, è ora possibile farsi un’idea più chiara della sua forma e della sua composizione.

Il puntino bianco che si vede al centro dell’anello è una nana bianca, una stella di piccole dimensioni a bassa luminosità, ma estremamente densa, ultima fase dell’evoluzione delle stelle di massa piccola.

Buona parte dei gas della Nebulosa Anello sono stati emessi dalla stella circa 4.000 anni fa. Inizialmente la stella aveva una massa maggiore rispetto a quella del Sole. Dopo miliardi di reazioni nel suo nucleo, che hanno portato alla conversione d’idrogeno in elio, la stella ha iniziato ad andare in riserva di carburante. Si è espansa diventando una gigante rossa e ha emesso grandi quantità di gas, ancora presenti e visibili nell’immagine, poi ha iniziato a contrarsi emettendo luce ultravioletta che ha acceso i gas circostanti.

Le parti più esterne della nebulosa si sono formate quando i gas centrali, che si muovevano verso l’esterno a oltre 50.000 km/h, sono andati a sbattere contro i materiali lungo l’anello principale, che si muovevano un po’ più lentamente. Si stima che la Nebulosa Anello si stia espandendo a una velocità di quasi 70.000 km/h e, secondo i ricercatori, continuerà a farlo per almeno altri 10.000 anni, diventando sempre più rarefatta e tenue, fino a confondersi con lo spazio circostante.
La squadra di O’Dell ha misurato l’espansione della nebulosa confrontando le nuove osservazioni di Hubble con studi effettuati nel 1998.

Scoperta nel 1779 dall’astronomo Darquier Antoine de Pellepoix, venne osservata successivamente quello stesso mese da Charles Messier che l’aggiunse al catalogo che porta il suo nome. Entrambi gli astronomi “inciamparono” in questa scoperta inseguendo il percorso di una cometa che, attraversando la costellazione della Lira, passò molto vicino alla nebulosa.

Davvero suggestiva l’immagine tridimensionale offerta in questi giorni dagli astronomi, e quando adesso mangeremo una ciambella alla marmellata, penseremo un poco a Messier 57, l’archetipo delle nebulose planetarie, un tempo ritenuta “vuota”, ora ricca di materia luminosa.

 

Written by Cristina Biolcati

 

http://youtu.be/PmQ0VU6RLqQ

 

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