Intervista di Alessia Mocci alla regista Barbara Rossi Prudente ed al suo “Esterno Sera”

Intervista di Alessia Mocci alla regista Barbara Rossi Prudente ed al suo “Esterno Sera”

Mag 27, 2013

Dal 27 ottobre al 4 novembre 2011 Roma ha accolto il suo rinomato Festival del Cinema. Anche quest’anno sono state tante le sorprese ed i registi emergenti. Fra tutti abbiamo deciso di parlarvi di Barbara Rossi Prudente e del suo lungometraggio a basso budget “Esterno Sera” proiettato il 1 novembre al Centro Elsa Morante.

Nel 1999 Barbara ottiene il Premio Solinas per lo script del film “Esterno Sera”, nel 2004 un David di Donatello per il lavoro come co-sceneggiatrice nel cortometraggio “Sole” di Michele Carrillo. Dal 1996 è regista di cortometraggi indipendenti come “L’acca non c’è più”, “Storielle”, “Indagine su un equivoco al di sopra di ogni sospetto”, “Non ti aspettavo”.

Quest’ultimo partecipa al concorso Tribeca International Film Festival di New York nel 2006. Barbara si è dedicata anche ai documentari: è del 2000 “La carne fresca” che tratta della prostituzione in Brasile; nel 2008 invece gira “La bambina deve prendere aria” sull’emergenza dei rifiuti in Campania. Barbara ha lavorato anche come regista d’animazione con Andrea Cerini per il film “L’oro rubato”.

“Esterno Sera” vede come protagonista una ragazza di 25 anni di nome Alba, una ragazza dal presente tormentato che dopo una decina d’anni riceve la visita di Fabrizio, suo cugino con il quale aveva interrotto il rapporto. Un segreto che si nasconde da tempo nella famiglia, un mistero che ora Fabrizio vorrebbe rivelare ma non sempre ciò che si vuol fare combacia con il possibile. Nel cast troviamo Ricky Tognazzi, Valentina Vacca, Emilio Vacca, Salvatore Cantalupo, Alessandra Borgia.

Barbara è stata molto disponibile nel rispondere a qualche domanda sulla sua carriera e su “Esterno Sera”. Buona lettura!

 

A.M.: Quando nasce la tua passione per l’arte cinematografica?

Barbara Rossi Prudente: Credo che la passione per il cinema sia nata quando da bambina sfogliavo i diari in cui mio nonno appuntava le sue personalissime considerazioni in materia di cinema e teatro. Dopo aver guardato un film, aveva l’abitudine di riempire un paio di paginette. Direi che seguiva un metodo preciso: descriveva solo brevemente la trama mentre  si soffermava nel comporre con curia e minuzia il racconto emotivo che quella visione gli aveva procurato. Da li, è venuto naturale che esplorassi un mondo, per me misterioso, capace di catturare l’attenzione di quell’uomo a cui volevo un gran bene ed a cui portavo gran rispetto. Seguirono poi anni di visioni pomeridiane in oratorio (I salesiani erano l’unico luogo in città dove si proiettava il cinema per ragazzi) ed a tredici anni arrivò finalmente il mio primo abbonamento ad un “cinema vero”. Ci andavo tutti i mercoledì. Da sola od in compagnia, quasi sempre di mia madre questa volta. Oggi, quando penso a quegli anni, non so dire se quella per il cinema era già una passione. Di sicuro era qualcosa che nella mia vita c’era e che mi faceva compagnia nei bui pomeriggi invernali e nelle fresche arene estive. Semplicemente c’era e mi sedeva accanto come un’amica, anche quando mi giravo ed i volti dei miei vicini di poltrona non avevano per me nulla di familiare.

 

A.M.: Essere un’esordiente al Festival di Roma. Come l’hai vissuta?

Barbara Rossi Prudente: Esterno Sera è un film prodotto dalla 19.11 PRODUZIONI, la mia piccolissima e giovane società di produzioni. Il film è stato uno sforzo in termini di impegno ed energie ( anche emotive) non indifferente quindi serviva che una volta pronto si confrontasse subito con il pubblico. Il Festival di Roma è stata una buona opportunità, di cui posso dire di sentirmi soddisfatta. Peccato solo che la sala in cui si svolgeva la Vetrina dei Giovani Cineasti fosse così lontana dal centro e che non ci fosse alcuna navetta per raggiungere lo spazio.

 

A.M.: Quant’è la percentuale di realtà in “Esterno Sera”?

Barbara Rossi Prudente: A questa domanda rispondo con difficoltà. Direi che la percentuale di realtà oggettiva è molto bassa. “Esterno Sera”  non è un film autobiografico. Sicuramente, i personaggi della storia sono un mix di profili di persone che nella vita mi è capitato di conoscere, incrociare ed a cui sentirmi legata per qualche ragione. Riguardo alla trama, l’ho scritta seguendo Alba, la protagonista del film. Mi sono affidata a lei e di lei mi sono fidata. Ho colto l’invito ad entrare nel suo mondo, permettendomi però ogni tanto di decidere per lei.

 

A.M.: Com’è stato lavorare con Ricky Tognazzi?

Barbara Rossi Prudente: Lavorare con Tognazzi, è stato interessante così come lo è ogni volta che ci misura con una ricchezza di esperienza che l’altro ti propone. A  me piace molto lavorare con gli altri. L’idea di condivisione mi fa felice e mi fa amare questo mestiere. Ho lavorato bene anche con i fratelli Vacca, Emilio e Valentina, cugini nel film, fratelli nella vita. È stato bello dirigere Cantalupo, lavorare con lui sulla fisicità di un padre che implode. La relazione con gli attori è sempre arricchente, per me.

 

A.M.: Come hanno reagito gli spettatori alla prima del film?

Barbara Rossi Prudente: Con lunghi applausi.

 

A.M.: Ci racconti qualche aneddoto curioso riguardante le riprese de “Esterno Sera”?

Barbara Rossi Prudente: Gli aneddoti sarebbero tantissimi. Pensa quante cose si possono raccontare su un film a basso budget in cui a volte, per esempio, arrivi sul set, tutti ti guardano e nessuno osa dirti che non hai più quella location. Tra tutti però, mi piace condividere un momento magico creatosi con Valentina Vacca. Alba quando si lancia di notte contro le automobili, indossa una cuffia da bagno fuxia. Quella cuffia  l’avevo comprata ad Ischia in una piccola merceria senza nessun appeal commerciale. Ne volevo in verità una bianca con le rose a  rilievo ma quando andai a comprarla la signora mi disse che aveva appena venduto l’ultima. Bene. A fine film, Vale mi fa un regalo. Apro e c’è quella cuffia bianca. L’aveva comprata lei, quando neppure ci conoscevamo, quando non sapevamo che avremmo fatto un film insieme e passeggiavamo ad Ischia, guardando pigramente la vetrina di una merceria senza nessun appeal.

 

A.M.: La sceneggiatura del film ha vinto come Migliore Sceneggiatura al Premio Franco Solinas. È stato il tuo primo Premio?

Barbara Rossi Prudente: Con “Esterno Sera”, sì, ho vinto il Premio Solinas per la migliore sceneggiatura. La stessa è stata pubblicata da Arduino Sacco Editore. Qualche anno dopo ho scritto con Michele Carrillo “Sole”, un corto da lui diretto che ha ottenuto il David come miglior corto. Un mio precedente lavoro “Non ti aspettavo” , da me scritto e diretto, ha partecipato a numerosi festival ma la più grande soddisfazione è stata quando seppi che era stato selezionato in concorso al Tribeca Film Festival di New York.

 

A.M.: Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri?

Barbara Rossi Prudente: I progetti futuri, sono futuri.  Al momento mi fa felice di parlare di “Esterno Sera”, sognando di accompagnarlo per mano verso una sua distribuzione in sala.

 

A.M.: Ringrazio Barbara per la fruibilità e sincerità delle sue risposte e le auguro di riuscire nell’impresa della distribuzione nelle sale cinematografiche del suo lungometraggio.

 

Written by Alessia Mocci

 

Intervista del 2011 edita presso il magazine cartaceo UBmagazine

 

 

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