Beatificazione di Don Giuseppe Puglisi: ottantamila persone presenti alla liturgia

Sabato 25 maggio 2013 alle ore 10:35 circa il Cardinale Arcivescovo  emerito di Palermo De Giorgi rappresentante del Papa ha letto la formula di beatificazione di Don Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993. Alla cerimonia presieduta dal Cardinale Romeo arcivescovo di Palermo hanno partecipato tutti i vescovi della Sicilia, oltre a centinaia di Sacerdoti e di diaconi.

Alla funzione liturgica erano presenti oltre ottantamila persone, momento centrale della funzione religiosa è stato svelamento del immagine del beato festeggiato dalle colombe rappresentanti lo spirito Santo (non si sa se è stata voluta) e dell’entrata della reliquia del beato: una costola del beato.

Significative le parole del cardinale Romeoformava le coscienze e questo dava fastidio” “è una grande icona antimafia, col suo esempio possiamo dire no allo strapotere della criminalità

Nella sua  omelia il cardinale ha ricordato le numerose vittime della mafia: Rosario Livatino, Giovanni Falcone e Paolo Borsellinosi sono impegnati a ridare dignità alla nostra isola e alle nostre città”.

Don Giuseppe Puglisi meglio conosciuto come padre Pino Puglisi, (Palermo, 15 settembre 1937 – Palermo, 15 settembre 1993) è stato un presbitero italiano, ucciso dalla mafia il giorno del suo 56º compleanno a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale.

Nasce il 15 settembre 1937 a Brancaccio, quartiere periferico di Palermo, da una famiglia modesta (il padre calzolaio, la madre sarta). A 16 anni, nel 1953 entra nel seminario palermitano da cui uscirà prete il 2 luglio 1960 ordinato dal cardinale Ernesto Ruffini e durante quegli anni diventa amico di Carlo Pelliccetti e Davide Denensi che gli stanno vicino e lo aiutano fino al giorno in cui Davide Denensi si trasferisce in Svizzera. È stato parroco in diverse parrocchie prima di approdare al Brancaccio.

Il 29 settembre 1990 viene nominato parroco a San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo, controllato dalla criminalità organizzata attraverso i fratelli Graviano, capi-mafia legati alla famiglia del boss Leoluca Bagarella: qui inizia la lotta antimafia di Don Pino Puglisi.

Egli non tenta di portare sulla giusta via coloro che sono già entrati nel vortice della mafia ma cerca di non farvi entrare i bambini che vivono per strada e che considerano i mafiosi degli idoli, persone che si fanno rispettare.

Egli infatti attraverso attività e giochi fa capire loro che si può ottenere rispetto dagli altri anche senza essere criminali, semplicemente per le proprie idee e i propri valori. Si rivolge spesso ai mafiosi durante le sue omelie, a volte anche sul sagrato della chiesa.

Don Puglisi tolse dalla strada ragazzi e bambini che, senza il suo aiuto, sarebbero stati risucchiati dalla vita mafiosa e impiegati per piccole rapine e spaccio. Il fatto che lui togliesse giovani alla mafia fu la principale causa dell’ostilità dei boss, che lo consideravano un ostacolo. Decisero così di ucciderlo, dopo una lunga serie di minacce di morte di cui don Pino non parlò mai con nessuno. Nel 1992 viene nominato direttore spirituale presso il seminario arcivescovile di Palermo.

Il 29 gennaio 1993 inaugura a Brancaccio il centro Padre Nostro per la promozione umana e la evangelizzazione. Non passerà molto tempo da questa data che sarà ucciso dalla mafia.

 

Written by Rosario Tomarchio

 

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