86a Adunata Nazionale Alpini Piacenza: emozioni e testimonianze alpine

12 maggio 2013: gli Alpini di tutta Italia e d’oltralpe hanno sfilato per le vie di Piacenza come atto finale dei tre giorni di adunata nazionale, l’86a della storia.

Gli Alpini di tutto il mondo hanno infatti invaso, pacificamente, le strade di Piacenza, con la loro vitalità e allegria. Perché quando arrivano gli Alpini tutto cambia in città, nessuno può fare a meno di notare la loro presenza. I loro cappelli, i loro canti, la loro gentilezza ed i loro sorrisi avvolgono tutto e tutti e trovarsi all’interno di tale contesto di festa fa venir voglia a chiunque di indossare il loro cappello con la penna, nera, marrone o bianca che sia, svettante verso il cielo. Questi raduni sono l’occasione per stare insieme, per rivedere vecchi amici o per passare del tempo con quelli già consolidati.

Noi di Oubliette purtroppo non c’eravamo ma tra i nostri lettori ci sono numerosi Alpini di tutta Italia e proprio a loro abbiamo chiesto di condividere con tutti noi le emozioni e le sensazioni vissute durante questi giorni di raduno. Non è stato possibile avere un contatto con tutti i partecipanti dell’adunata (oltre 400.000 tra Alpini effettivi e in congedo) ma speriamo che i loro ricordi e le loro foto rappresentino un pensiero duraturo di questo evento che si ripete annualmente con successo e passione. Ritroverete l’emozione degli Alpini che hanno partecipato, la voglia di continuare a partecipare negli anni venturi a queste splendide adunate. Alcuni tra gli Alpini da noi contattati non sono riusciti, per motivi vari, a partecipare all’adunata ma abbiamo pensato di inserire anche alcuni loro pensieri.

Tra un anno l’adunata si terrà a Pordenone ma per il momento godiamoci i ricordi di quanti hanno vissuto per tre giorni nella splendida Piacenza. Sarebbe bello se a questa pagina si aggiungessero (anche solamente con dei commenti alla fine della pagina) tutti coloro che non hanno potuto vedere il loro commento scritto qui. Questo articolo vuol essere un luogo di incontro e di confronto e speriamo sia cosa gradita da parte di tutti gli Alpini che ringraziamo per la loro solita gentilezza e disponibilità.

Non va infine dimenticato che gli Alpini sono sempre in prima fila quando è necessario il loro aiuto in occasioni d’emergenza come possono essere stati i terremoti o altri eventi catastrofici che hanno flagellato la nostra Italia negli ultimi anni. Grazie anche per questo Alpini.

Abbiamo appena terminato la sfilata e ci stiamo ‘sfamando’ sotto gli alberi del bellissimo Viale Martiri della Resistenza! Bellissima Adunata con tempo fantastico! E’ sempre bello sfilare in memoria dei nostri veci! Oggi si ricorda e da domani si lavora! Onorare i morti aiutando i vivi!!! A pordenenone 2014!!!! W gli Alpini!

Alberto Giudici, SottoTenente (164o corso auc) 5° rgpt artiglieria da Montagna, batteria comando e servizi, caserma Ugo Polonio, Merano, 1996/1997.

All’adunata di Piacenza ho avuto il piacere di conoscere l’Alpino Ivan Fioroni di Doccia (Gruppo Alpini Doccio) che saluto! Una cosa che sconsiglio è di fare il giro della città in giornata, visto il poco tempo, ma una cosa che mi ha colpito di Piacenza è il numero delle chiese.

Mauro Chiabrando, battaglione Alpini “Susa“, terzo reggimento Alpini 1983.

Bellissima e come ogni adunata anche questa mi ha regalato emozioni e sensazioni nuove. Grandi incontri e momenti commoventi. Venerdì sera è stato davvero emozionante cantare all’unisono sotto la pioggia battente l’Inno d’Italia. L’anno scorso dopo 38 anni ho ritrovato il mio Capitano dell’epoca, Silvio Saccarelli e i Sergenti Maggiori Antonio Castino (riabbracciato oggi) e Carmelo La Cognata. L’anno scorso a settembre quando, appunto, ci siamo ritrovati, a dispetto della nomea di noi alpini le lacrime sono scese molto più copiose del vino. Il cap. è salito appositamente da Ladispoli per noi.

Franco Tassano, Btg Alpini Susa – 133^ Compagnia Mortai, 1974.

Non ho partecipato all’adunata di Piacenza per impegni famigliari e perché ho dovuto occuparmi dello stand “alpino” della locale “Festa del Volontariato”. La motivazione della grande partecipazione all’Adunata Nazionale ed ai vari Raduni Alpini credo stia in questa motivazione: per molti di noi, dopo quello della naja, lo zaino della vita che abbiamo preso sulle spalle ha lasciato segni indelebili, ecco allora che ognuno di noi vuol esserci all’Adunata Nazionale. Per riesumare racconti , per far rivivere le marce, i campi in condizioni climatiche difficili e le pesanti “corvée” ..ma il tempo passa veloce e le cose da dirsi da raccontarsi sono infinite.”

Angelo Dalla Torre, Grazie, 71°Cp 1/65 (1965-66) Btg Gemona… Mai Daur

Ho partecipato all’adunata anche se per motivi di lavoro solo nel pomeriggio. Sono andato proprio per partecipare con la mia sezione, d’altronde Piacenza è vicinissima cosi ne ho approfittato. E’ stato bellissimo come sempre, e devo dire che i piacentini ai lati della strada sono stati calorosi e incitavano noi alpini in modo meraviglioso. C’erano anche tante mamme con i loro bambini e noi di conseguenza le salutavamo con un bel W la Mamma. Insomma… un bellissimo pomeriggio assieme ai piacentini e ora che sto rispondendo al tuo messaggio seduto in poltrona ti dico che nonostante abbia di fatto goduto solo della partecipazione alla sfilata sono orgoglioso di portare il cappello alpino e felice perché ovunque si va siamo sempre applauditi. Forse anche perché l’impegno degli alpini nel volontariato ci fa apparire come gente sempre pronta nel bisogno senza se e senza ma. Un abbraccio…Alpino!

Mauro Mode, btg Morbegno 9/80 5 reg.

È stata come sempre divertente, ed emozionante come al solito anche la sfilata dove tra l’altro ho sfilato davanti alla sezione, ma rispetto alle altre c’è stata meno partecipazione da parte della gente e organizzata un po’ peggio rispetto alle altre. Le serate di venerdì e sabato di pioggia hanno un po’ rovinato.

Francesco Angeloni

Ieri a Piacenza si è toccato con mano cosa vuol dire essere Alpino e Italiano. Alpini da nord a sud, alpini delle sezioni estere legati come un cordone ombelicale non reciso con l’Italia. Un popolo unito dove non politica ma solo la parola solidarietà. Alpini chiamati ubriaconi, ci sta anche il bere in compagnia ma quando il momento conviviale finisce, eccoli in prima fila al terremoto dell’Aquila o del recente in terra emiliana o dove c’è bisogno di portare non chiacchiere ma concreti aiuti. L’adunata alpini serve anche a compattare le fila di questa Italia che negli alpini scopre il suo lato migliore. Grazie alpini di esistere.

Roberto Bezzi, fotografo ufficiale sezione ANA Bergamo.

Forse la cosa più bella può essere quella che ho scritto come slogan per il coro della brigata alpina Tridentina, e ti prego di ricordarlo. Gli alpini dimostrano che c’è un’Italia pulita, solidale, coesa e coerente. Ed è per questo che stanno bene insieme.”

Giordano Zacchini, componente e Presidente (tuttora) del Coro della Brigata Alpina Tridentina. Servizio militare svolto nel Coro presso il Reparto Comando e Supporti Tattici Tridentina, scaglione 5/95.

Il sentire i tanti dialetti, la nostra lingua originale… l’emozione nello sfilare… il vedere i tanti visi felici di chi assisteva alla sfilata… i calorosi battimani di coloro che assistevano dalle loro finestre alla sfilata… le tantissime e diversissime penne nere che svettavano sui nostri amati e venerati cappelli, di sicuro ogni penna ha la sua storia.

Mario Ravasi, Artigliere da Montagna, C.M., III° 66 ,52° btr., Gruppo Sondrio, 5° Art. da Mont. Vipiteno-BZ.

Naturalmente ero presente all’adunata di Piacenza e mi è piaciuta. E’ stata la mia 43° adunata. Beh, cosa dire, per noi Alpini è sempre una particolare emozione da vivere, anche dopo 43 anni dalla “Naja”. Debbo dire che anche quest’anno c’è stato un immenso lavoro logistico da parte degli enti preposti all’organizzazione, ma anche gli Alpini si sono comportati bene. Ho visto qualche “ciuca” ma veri e propri “cadaveri alcoolici” non ce ne sono stati. Era ora che imparassimo!!!

Bernard Rech, 7° Rgt. Alpini, Btg. Feltre, 64. cp.”La Crodarola”, ’69-’71.

Io c’ero a Piacenza, ero del servizio d’ordine e ho lavorato da giovedì fino alle 22.00 di domenica. Ti posso dire che è stata una grande sfilata, un grande raduno alpino. La gente era entusiasta di noi, gli alpini erano disciplinati, io li fermavo per non far passare i trabiccoli ma senza insistere più di tanto e anche durante la sfilata erano ordinati e ci hanno fatto onore. Ti posso dire che è stata un ottima adunata e io ho avuto l’onore di portare lo striscione che ha dato l’inizio alla sfilata alpina 2013 di Piacenza.

Gianmario Brembilla, partito il 13-ottobre 1986 per svolgere il CAR a Merano; inserito al CAR alla compagnia 50° la Balda caserma Ross; mandato dopo un mese a Malles Glorenza Valle Venosta nella compagnia 49° di Dio fucilieri assaltatori lupi di Malles, battaglione alpini tirano 5° alpini Brigata Alpina.

Piacenza è distante da Brescia esattamente 100 km… sempre vista transitando in autostrada ma mai il tempo per una sosta. Quale occasione migliore di questa per una visita di 2 giorni passeggiando per le strade e vicoli di un città in festa. L’atmosfera festosa e il clima decisamente favorevole hanno contribuito alla riuscita di questa 86a Adunata Nazionale, unita alla cordialità e all’ospitalità dei piacentini. Una preferenza particolare non è descrivibile, tutto è andato nel migliore dei modi anche se, per fare sfilare dalle 9 del mattino alle 21 la sera 300.000 alpini, qualche ritardo lo si può anche tenere di conto. Personalmente ho avuto il grande piacere di incontrare persone che hanno fatto il CAR a Cuneo nel 1966, e non ci si era più incontrati da allora. Rivedere vecchi amici con i quali ci si ritrova ogni anno… partecipare al raduno del 5° Artiglieria, mettere le basi per un raduno più ampio nel 2015, e grazie a questa occasione incontrare un ex Tenente della mia Btr che fu aiutante del mio Comandante che desiderava incontrare ex Artiglieri del Vestone. Giunto appositamente da Trieste con il figlio. Emozioni ad ogni incontro… difficile sorridere… solo un nodo alla gola e gli occhi lucidi… Capita quando incontri persone che si ricordano ancora di te con affetto dopo 46 anni… Ti viene da pensare che forse hai lasciato qualcosa loro, come loro hanno lasciato qualcosa a te.

Valter Finulli, 3° Contingente 1966, G.A.M. Vestone 35a Batteria, 5° Reggimento Artiglieria da Montagna a Merano dal 8 dicembre 1966 al 16 dicembre 1967.

Rientrato da un triduo di fuoco a Piacenza per l’Adunata… La sfilata è ancora negli occhi e devo ringraziare il sole che mi ha fatto mettere gli occhiali così da non mostrare le lacrime di commozione che mi sgorgano ad ogni sfilata che faccio… Come tutti gli Alpini il pensiero è già a Pordenone tra un anno… Grazie Piacenza e soprattutto grazie ai piacentini che hanno sopportato l’invasione pacifica ma un po’ caotica delle penne nere.”

Ezio Calegari, Compagnia Controcarri Orobica 8 sc. 1987.

Anche questa adunata è passata ed ora sono tornato a casa con un po’ di nostalgia mitigata, però, dalla certezza che l’anno prossimo a Pordenone ci troveremo ancora per nuove emozioni. Ogni adunata ti rimane nel cuore per un’emozione diversa. Questa la ricorderemo per l’omaggio, per l’affetto sincero che gli alpini hanno voluto tributare a Corrado Perona che, dopo nove splendidi anni di presidenza, è in procinto di lasciare l’incarico. Solo gli alpini sanno voler bene con questa intensità!

Cesare Lavizzari

Non ho potuto partecipare all’adunata ma vedere le immagini in TV mi hanno fatto pensare al mio amico Luca Sanna e ho visto che era presente anche Luca Barisonzi.”

Carlo Giuliano, 3Reggimento Alpini di Pinerolo 36″cp anno 2008.

Ci sarebbero tante cose da dire sugli alpini!!! Ma penso che la frase a me che ieri ho letto su uno striscione ha colpito molto. Aiutiamo l’Italia da 90 anni senza nessun compenso!!! L’unico aspetto negativo dell’adunata è che purtroppo molti alpini si sono lamentati per i pochi bagni in centro!

Davide Boscarecci, Cadore 7 reggimento anno 87.

Sì, ho partecipato all’adunata con il gruppo Livenza che fa parte della sezione di Pordenone. La sfilata è stata magnifica, anche il pubblico è stato caloroso con noi alpini, d’altronde non poteva essere diversamente. Gli alpini, dove vanno, portano allegria e simpatia. Alla prossima adunata a Pordenone!

Luciano Poles, Compagnia alpini paracadutisti, del quarto corpo d’Armata, Primo contingente 1972 (incarico Avio rifornitore).

“L’adunata è sempre bella!!! Sono contento di aver ritrovato i colleghi della protezione civile che erano con me a Cento e a Mirandola, poi tutto sommato Piacenza è una bella città ed anche la gente è stata molto disponibile. Sono anche riuscito a vedere vecchi amici che non vedevo da anni.

Ivan Fioroni, 92/93 3°reggimento battaglione Susa.

Cosa aggiungere, ad ogni raduno si condividono le stesse emozioni gli stessi valori alpini, che sono quelli che ci portano ogni anno ad affrontare mille peripezie e difficoltà pur di non mancare a questo importante appuntamento. E se per caso devi saltare un raduno per le mille difficoltà che la vita ci pone d’avanti, lo fai con il magone e le lacrime che ti porti fino al prossimo anno. Ogni anno incontri sempre persone diverse più o meno speciali che fanno parte della stessa famiglia, la famiglia Alpina. Ad esempio quest’anno ho incontrato due persone speciali, un Piacentino conosciuto su Facebook, Alberto Fermi, e Padre Jems, un prete di nazionalità Indiana che dirige una parrocchia in un paesino della Valpolicella, amato è rispettato da tutti i suoi parrocchiani.”

Antonino Di Marco, Naja a Cuneo, Car al Battaglione Mondovì gennaio 1984; un mese dopo al Battaglione Saluzzo; incarico Alpiere Esploratore.

Grande festa, non solo per la sfilata. Bella gente, allegra, in quei pochi giorni per me è sempre la prima volta ma questa volta son rimasto colpito dai giovani: Piacenza tornerà come prima, triste e vuota, dicevano. Ho spiegato cosa era la mappina, il significato dei colori non sapevano niente, ci dovrebbe essere un insegnamento anche su questo. Noi con le elementari abbiamo dei buoni contatti al di la di questo.”

Pietro Bussi, partito Giugno ‘71, Comp.Com Edolo a Merano, congedato Settembre ‘72.

Sì, c’ero, ed è stato bello… è una cosa che aspetti per tutto l’anno e quando arriva non ce ne per nessuno, devi andare è troppo importante. Richiama sempre più giovani ed è un bene che ci sia.”

Danilo Bettega, 2°art.mont.vicenza 21^btr anno 1982.

Sì, ho partecipato. Come tutte le adunate ci son delle cose belle e altre un po’ meno. Tra le belle c’è l’accoglienza, l’entusiasmo della gente e il modo in cui ci hanno accompagnato durante la sfilata con un battito continuo di mani e ovviamente le persone che son con te nell’accampamento. Tra le meno l’organizzazione (i campi erano mal predisposti, livellati male, bagni sporchi) e purtroppo i soliti idioti che vanno a trafugare nelle tende portando via cappelli alpini e soldi, i nostri vicini ne sanno qualcosa. Ma comunque grazie Piacenza e W gli Alpini!

Emiliano Girotto, Militare fatto nel 95/96 nel battaglione logistico Julia di istanza a Vacile (Pordenone), Vice capo gruppo del gruppo di Strassoldo-Aiello-Joannis sezione di Palmanova. Da alpino vorrei aggiungere che secondo me hanno fatto male a togliere il servizio obbligatorio di leva perché faceva bene ai giovani d’oggi.

Lunedì 13 maggio 2013: è passata un’altra adunata… Piacenza è stata una Signora adunata… Eravamo in tanti, ci siamo divertiti, abbiamo brindato, dormito poco, sorriso ed incontrato persone che da molto tempo non vedevamo… La cosa personalmente più bella è stata durante la sfilata della domenica: ho visto gente che merita di più di quello che realmente ha… gente che crede ancora nell’Orgoglio di essere italiano, che non si vergogna a sventolare il Tricolore, che applaude la nostra genuinità senza tanta ipocrisia… ho visto qualche occhio gonfio e altre lacrime rigare il viso della gente assiepata lungo la strada… ho visto che sotto le ceneri di un’Italia ormai allo sbando, ci sono ancora braci che ardono… W gli alpini!

Basilio Probo, 6° reggimento alpini, Battaglione Bassano, 62° Compagnia Fucilieri, scaglione 12/97.

Eccomi qua, ritornato dall’adunata degli ALPINI a Piacenza. D’altronde la foto del profilo parla chiaro, da vero alpino non potevo mancare. Tutto bene, belle giornate di sole, a parte sabato verso sera che ha fatto una burrascata con pioggia e vento, ma ho sentito che nella zona ci sono state anche bufere con grandine. Comunque nel complesso bene, dai, bella compagnia, bei canti, buon il mangiare ed il bere (tutto portato e preparato da noi stessi). Se c’è una lamentela da fare, sono i trasporti. Chiaramente in queste occasioni la macchina si lascia ferma, e si va a piedi, a piedi ed a piedi ancora, si continua a camminare. Ma in centro tutti siamo d’accordo, ma fuori dalla zona rossa dovrebbero circolare i bus navetta come in tutti gli altri posti. Anche domenica mattina dovevano funzionare: per portare gli alpini all’ammassamento e per riportarli dallo scioglimento alle zone dei vari accampamenti. Invece non c’erano altro che persone che si lamentavano per l’assenza dei fantomatici fantasmi-bus-navetta. Superata anche questa!! Per tutto il resto che dire: Viva gli Alpini, Monte Grappa tu sei la mia Patria,/ Sul ponte di Bassano noi ci darem la mano,/ gloria a voi soldati del Grappa!!!

Luciano Franceschini, caserma “22 marzo 1848″ ad Agordo (Belluno), 3° contingente dell’anno 1970, compagnia Belluno “78^ i LUPI”, 7° Reggimento Alpini, Brigata Cadore.

Tutto bene, in turno con i Vvf a Vicenza. Sono stato a Piacenza a fare servizio con la squadra sanitaria ANA. L’impressione… è sempre una grande festa. Non sono riuscito a sfilare, però sono stato lungo il percorso e vedere tutte quelle “penne nere” sfilare compatte, belle e fiere come diceva uno dei miei primi istruttori (come ho sempre preteso dai miei militari). Ti da proprio il senso di appartenenza e trasmette lo spirito di corpo che da sempre ci contraddistingue! W gli Alpini! W l’Italia!

Massimo Gigliotti, Squadra sanitaria ANA di Padova, servizio prestato come Tenente presso la 2^ compagnia ponti radio, inquadrata nel 2° reggimento trasmissioni.

Per necessità familiari ho potuto partecipare soltanto la domenica mattina e ho sfilato con la mia Sezione. Ho avuto la sensazione che si sia trattato di una bella adunata, organizzata bene e molto sentita dalla popolazione. Merito al Presidente Plucani e ai suoi collaboratori.

Andrea Rossi

 

Ringraziamo tutti gli Alpini che hanno gentilmente dedicato un po’ del loro loro tempo per la realizzazione di questo articolo che rappresenta un pezzo d’Italia.

Ed un grazie speciale ai fotografi Roberto Bezzi (fotografo ufficiale sezione ANA Bergamo), Mario Ravasi e Valter Finulli che hanno permesso la pubblicazione da parte nostra di alcune loro foto dell’adunata.

W gli Alpini!!!

 

Written by Rebecca Mais

Photo by Roberto Bezzi, Mario Ravasi, Valter Finulli 

 

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