“Il grande Gatsby”, film di Baz Luhrmann: non merita le molteplici critiche negative

“Sapevo che baciando quella ragazza sarei stato per sempre sposato a lei. E mi fermai.”

 

Anni ’20, Nick Carraway è un giovane aspirante scrittore che si è appena trasferito in un grazioso cottage a Long Island a pochi passi dalla casa della cugina Daisy, sposata con il ricco Tom Buchanan, e accanto al castello di un certo misterioso Gatsby.

Quest’ultimo lo invita ad una delle sue sfarzose feste che riunisce i più importanti personaggi della società newyorkese ma nessuno è a conoscenza di chi realmente sia il padrone di casa.

Ben presto scoprirà che Daisy e Gatsby si sono conosciuti anni prima e Nick diviene il silenzioso confidente di entrambi e l’unico a conoscenza infine dell’effettiva identità di Jay Gatsby.

Il grande Gatsby, riadattamento dell’omonimo libro di Francis Scott Fitzgerald, presentato pochi giorni fa, accolto piuttosto freddamente, al Festival di Cannes, è diretto da Baz Luhrmann, noto per “Romeo+Giulietta”, “Moulin Rouge” ed  il più recente “Australia”. La parte iniziale del film, nella quale si sviluppano le grandiose feste nella dimora di Gatsby, ricordano gli spettacoli deliranti che vediamo svolgersi nel musical “Moulin Rouge”.

Ma se in quest’ultimo vedevamo una sfavillante Parigi con un Moulin Rouge simbolo di lussuria ed esagerazione, nella pellicola del “Grande Gatsby” si respira appieno l’atmosfera degli anni ’20.  L’eccesso delle feste, il lusso, i charleston, i costumi rifulgenti, rispecchiano tutti il periodo in cui la storia è ambientata.

Nonostante l’utilizzo di brani musicali recenti nessuno di questo stona però con il periodo storico in questione in quanto ognuno di essi è stato riadattato ai ritmi di quegli anni, tanto da rendere brani famosissimi talvolta irriconoscibili.

Feste celate da finte pareti e alcol che sgorga a fiumi contribuiscono al coinvolgimento dello spettatore in quell’epoca del proibizionismo in cui i membri della società più abbiente parevano trascorrere il loro tempo a divertirsi e a bere ma sempre con il timore che le forze dell’ordine potessero accorgersene.

Leonardo di Caprio, interprete di Gatsby, si mostra con la sua solita bravura ed azzeccata è la scelta di Tobey Maguire che con i suoi occhi stupiti e la sua semplicità interpreta il personaggio di Nick Carraway nel migliore dei modi immaginabili. Egli è l’occhio che tutto osserva e tutto giudica ma sempre in maniera discreta. Una scena memorabile che lo vede protagonista è certamente quella in cui egli si affaccia dal balcone della casa dell’amante del marito adultero di Daisy e con il suo sguardo curioso osserva da lontano le vite scorrere negli appartamenti di fronte. A rendere la scena ancora più particolare il riuscito 3D.

Ma il suo non è l’unico occhio presente nella pellicola, appare infatti più volte un enorme cartellone pubblicitario, situato nel tratto di strada tra Long Island e New York, di un oculista che con i suoi grandi occhiali tutto osserva, come un grande fratello che in silenzio scruta la realtà imperterrito.

Non è poi assente la componente razzista. In un’epoca in cui la popolazione nera non aveva ancora compiuto il suo riscatto vediamo questi lavorare come servi dei ricchi bianchi che esplicitano in modo insistente la loro errata idea di supremazia genetica.

Il Grande Gatsby altro non è che una bellissima storia d’amore ed al tempo stesso uno spaccato di vita attuale. È la vicenda di un uomo che si costruisce una vita ed un’identità  fittizie consapevole del fatto che sarebbe risultato più credibile se considerato dalla gente un assassino od un criminale Ma Gatsby è semplicemente un sognatore che fa ogni cosa in buona fede e soprattutto con amore. È un uomo che trascorre le sue giornate cercando di afferrare una luce verde, verde come la profonda speranza di una vita felice e per troppo tempo sognata e mai realizzata.

Sorprende perciò leggere in prevalenza critiche negative, forse la semplice trasposizione della vicenda  basata un sentimento semplice come l’amore non è stato sufficiente per conquistare la critica, forse si attendevano sesso ed orge a gogo. Come essere d’accordo poi con chi bistratta l’aspetto psicologico del film quando questo è uno degli aspetti più rilevanti e meglio tratteggiati?

Gatsby é un eroe romantico, uno dei pochi rimasti, che, come il viandante del celebre dipinto del romantico Caspar David Friedrich, scruta il suo destino dal molo con incertezza e fiducia.

 

(The Great Gatsby, USA, Australia, 2013)

Regia: Baz Luhrmann

Interpreti: Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Isla Fisher, Jason Clarke, Jordan Baker.

Durata: 143 min

 

Written by Rebecca Mais

 

 

 

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