Il regista di “Lanterne Rosse”, Zhang Yimou è sotto inchiesta: ha 7 figli e vive in Cina

Il regista di “Lanterne Rosse”, Zhang Yimou è sotto inchiesta: ha 7 figli e vive in Cina

Mag 11, 2013

Zhang Yimou (1951) è il sofisticato regista di “Lanterne Rosse” e “Sorgo Rosso“, amato dal regista americano Quentin Tarantino e conosciuto in Italia anche per aver curato al Maggio Musicale Fiorentino un allestimento della Turandot.

Ma in patria, in Cina, rischia una multa da 19 milioni di euro per aver messo al mondo 7 figli, un reato che nel Paese del figlio unico è difficilmente perdonabile.

Le autorità cinesi hanno avviato un’inchiesta sul regista cinese, uno dei più conosciuti all’estero, per verificare se abbia violato le norme sulla rigorosa pianificazione familiare. La notizia dell’inchiesta e’ apparsa sul sito web del Quotidiano del Popolo, l’organo di stampa del Partito Comunista Cinese.

Ma già circolavano sul web le accuse e le critiche al regista per aver violato le leggi che proibiscono alle famiglie di avere più di un figlio.

Secondo il Chonqing Evening News, Zhang, che ha 61 anni, nell’ultimo decennio ha avuto tre figli con l’attrice Chen Ting, con cui si è sposato in segreto nel 2011, a cui vanno aggiunti un maschio avuto dalla moglie precedente, Xiao Hua, e tre figli nati da relazioni con donne diverse di cui non si conosce l’identità.

La notizia, propagatasi rapidamente sulle reti sociali cinesi, ha scatenato una bufera di critiche anche alla legge del figlio unico che, secondo molti, si applica solo alle classi medie e inferiori della popolazione, ma non alle star milionarie ed ai leader politici.

Lo scorso dicembre nel Guangdong le autorità hanno avviato un’inchiesta su una famiglia che avrebbe procreato 8 gemelli con la fecondazione in vitro, un caso che ha confermato le critiche ad una politica che le famiglie più ricche sono in grado di aggirare.

Fascinoso, protagonista di chiacchierate storie d’amore con le sue attrici, molto amato all’estero e premiato negli anni ’80 e ’90 nei principali festival europei per i suoi film di critica sociale, negli ultimi anni Zhang si e’ trasformato in uno dei registi più commerciali della Cina anche se la sua ascesa alla fama è stata accompagnata da crescenti critiche, tanto in Cina- dove molti lo accusano di essersi venduto a logiche commerciali– che all’estero, perché secondo alcuni fa un cinema nazionalista e al servizio del regime.

Ciononostante negli ultimi anni è stato molto coccolato dal regime tanto da aver ricevuto l’incarico della regia delle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Pechino.

La politica del figlio unico fu inaugurata alla fine degli anni ’70 per frenare la crescita demografica cinese e, secondo le statistiche governative, ha calmato il trend da 1,35 milioni di nuovi abitanti all’anno nel 1980 ai 630mila attuali.

Ma ormai si susseguono gli appelli ad allentare la politica, che ha portato a numerosi squilibri e che, soprattutto nelle zone più sviluppate della Cina come la provincia di Canton, non consente una forza lavoro sufficiente a coprire le necessità del pulsante mercato locale.

Zhang Yimou è regista di racconti delicati e femminei come “La storia di Qui Ju”, racconti che vogliono celebrare la bella Cina e le sue attrattive naturali, ma non solo anche la ricercatezza delle arti marziali. Ricordiamo altri film più recenti come: “La strada verso casa”, “Non uno di meno”, “Hero”, “La foresta dei Pugnali Volanti”, “La città proibita”.

E voi lettori cosa pensate di questo trattamento? È corretto che ci sia ancora la legge al figlio unico in Cina?

 

 

Fonte

Agi.it

 

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