Riapre il Museo Van Gogh di Amsterdam: mostra permanente dal 1 maggio 2013 al 12 gennaio 2014

Riapre il Museo Van Gogh di Amsterdam: mostra permanente dal 1 maggio 2013 al 12 gennaio 2014

Mag 6, 2013

Pochi giorni fa, esattamente il primo maggio, il Museo Van Gogh ha riaperto ad Amsterdam, dopo sette mesi di lavori che l’hanno rinnovato e munito di soluzioni eco sostenibili per la perfetta conservazione delle sue opere.

I 40 anni di vita del museo rappresentano un’occasione per dar vita ad una mostra, aperta fino al 12 gennaio 2014, che illustra i risultati di un progetto di ricerca sul metodo di lavoro di questo artista eccezionale. Dopo sette mesi di restauro, tornano quindi a casa le opere di Van Gogh, la cui collezione era stata in parte temporaneamente trasferita al museo dell’Hermitage.

Duecento le opere esposte, molte le sorprese che hanno accolto le centinaia di visitatori che hanno atteso in coda l’apertura delle porte. Il cambiamento più grande è senza dubbio rappresentato dai colori delle pareti. Colori più scuri in tutto l’edificio, blu, giallo e grigio, maggiormente in accordo con lo stile dell’artista. Ci sono molti più dipinti da vedere, disegni, lettere, materiale del pittore, oggetti che prima non si trovavano al Museo. Per la prima volta viene esposta la tavolozza dell’artista, al fine di poter comprendere da vicino lo sviluppo della sua opera.

Ci sono i celebri Girasoli, presenti in due versioni, una delle quali presa a prestito dai musei londinesi. I visitatori possono ora ammirarli, insieme alle altre opere di Van Gogh, che con il suo stile unico e personale ha segnato la pittura del XIX secolo e influenzato quella dei secoli successivi.

Il Museo Van Gogh ad Amsterdam (Vangoghmuseum) è uno dei principali musei della città, costruito nel 1973. Al suo interno sono esposte alcune delle più grandi opere della pittura mondiale : centinaia tra dipinti e disegni realizzati da Vincent Van Gogh, oltre ad opere di Gauguin, Pissarro, Toulouse-Lautrec e Monet.

La visita al Museo Van Gogh è un’esperienza unica. In nessun altro posto è possibile ammirare una collezione così vasta di opere dell’artista. In un percorso organizzato, i visitatori possono seguire l’evoluzione dei suoi lavori attraverso le diverse fasi della sua vita e paragonare le sue opere a quelle di altri artisti del suo secolo. Il museo è anche luogo di numerose mostre su diversi argomenti della storia del XIX secolo.

Vincent Van Gogh, pittore olandese della seconda metà dell’Ottocento, unico nel suo genere, ha avuto una carriera breve, ma molto produttiva. In soli 9 anni ha generato più di 900 opere. La sua lotta con la malattia mentale è diventata leggendaria, ma mai quanto il suo genio.

Molti hanno attribuito lo stile distintivo di Van Gogh e le sue pennellate distorte ed intense alla sua pazzia, ma è diventato evidente nel tempo che egli dipingeva, durante uno stato mentale più che stabile. Non c’era alcuna distinzione tra arte e visione creativa. Un autodidatta geniale che stendeva vernice sulla tela in modo spontaneo, con estri impetuosi. Eppure niente è più falso  Van Gogh era un pittore che credeva nel mestiere dell’artigiano, nel lavorare sodo e che provava, in modo sistematico, a diventare padrone della propria arte.

Van Gogh at work, questo il titolo della mostra, è il frutto di una ricerca di ampio respiro volta ad approfondire il metodo di lavoro dell’artista, di come egli sia diventato pittore unico di un’opera imponente. A partire dal 2005 una squadra multidisciplinare di ricercatori ha indagato sulla tecnica e sull’uso dei materiali. Seguendo un filo cronologico la mostra offre quindi una prospettiva sull’evoluzione dell’arte del pittore, non essendoci soltanto molte cose da vedere, bensì anche da “fare”. E’ possibile cioè toccare con mano i materiali utilizzati e osservare come i colori avessero effetto gli uni sugli altri. Il pubblico può anche dilettarsi a guardare al microscopio dei campioni di vernice o ad analizzare scansioni a raggi x.

Dopo la ristrutturazione, la collezione permanente rimane nell’edificio principale, progettato da Gerrit Rietveld. Mentre la nuova ala, opera dell’architetto giapponese Kisho, di solito, è sede di mostre temporanee.
Nello specifico, i dipinti sono organizzati cronologicamente in 5 periodi, ciascuno dei quali rappresenta una fase diversa della vita e del lavoro dell’artista : Olanda, Parigi, Arles, Saint-Rémy e Auvers-sur-Oise.

Del primo periodo, fino al 1886, troviamo diversi ritratti, quasi tutti anonimi, ed alcune scene di vita quotidiana. A caratterizzare questa fase è la quasi completa assenza di luce. Nel secondo periodo, quello di Parigi, l’arte di Van Gogh cambia notevolmente, poiché proprio nella capitale francese egli sviluppa lo stile della pittura impressionista, e l’amore per la manipolazione della luce e del colore.

Molti dei suoi “autoritratti” sono propri di questo momento. Al periodo di Arles appartengono alcune versioni dei suoi mitici quadri di Girasoli. Era agosto, e l’artista volle immortalare la bellezza dei girasoli in fiore, in una serie di 12 immagini. Del periodo di Saint-Rémy incuriosisce la scelta artistica dell’opera “Rami di mandorlo in fiore”, che esordisce come dedica alla nascita del nipote, figlio del fratello Theo. Dell’ultimo periodo, troviamo diverse opere, tra cui “Campo di grano con volo di corvi”, uno dei suoi ultimi quadri, dipinto l’ultima settimana di luglio del 1890, quella della sua morte. Egli diventa così prototipo di artista maledetto che vive la sua breve vita tormentato da enormi angosce ed ansie esistenziali, al punto di concludere tragicamente la sua esistenza, suicidandosi.

Interessantissima mostra, che merita sicuramente una visita. Molto ben organizzata, omaggio degno di questo fenomenale artista.

 

Written by Cristina Biolcati

 

One comment

  1. Credo di avere un quadro del vostro incredibile pittore, l’ho ereditato insieme ad altri beni, ma nonostante sia dato per certo al 99,99% la paternità, non riesco a crederci. So come funzionano le case d’aste e le perizie in merito, ma credo sia lui.

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