“American Horror Story Asylum”: Bene e Male alla resa dei conti

“American Horror Story Asylum”: Bene e Male alla resa dei conti

Mag 1, 2013

Il 1 maggio 2013 verrà trasmesso l’ultimo episodio di Asylum, il secondo capitolo delle serie antologica American Horror Story firmata da Ryan Murphy già autore di Glee e Nip&Tuck e Brad Falchuk (co creatore di Glee).

La serie si incastona nel genere horror, che quest’anno ha dominato la programmazione di Fox (ricordiamo i successi ottenuti da The Walking Dead e The Following) con buoni risultati in termini di ascolto, all’incirca 3,8 milioni di spettatori.

American Horror Story è una narrazione delle paure americane, rappresentate per lo più attraverso luoghi e allegorie. Nella prima stagione, denominata “Murder House”, si affrontava il tema della Paura: una casa luogo di terribili omicidi veniva acquistata da una famiglia, vittima delle terribili presenze al suo interno.

La storia

In American Horror Story-Asylum le vicende si svolgono negli anni 60, in un manicomio criminale, Briarcliff, un “Asylum”, un luogo di accoglienza per “anime perdute” gestito da alcune suore, capeggiate da Sorella Jude (una splendida Jessica Lance) coadiuvata dall’ostile dottor Arden (un magistrale James Cromwell).

All’interno di quella che non può che definirsi una prigione-manicomio convergono malati di mente e feroci criminali ma anche qualche innocente in attesa di giudizio e considerato pericoloso.

Non solo, il Demonio in persona si impossesserà di una suora, Suor Mary Eunice, portando il caos e la depravazione.

Il giudizio

Questo secondo capitolo di American Horror Story è sicuramente degno e all’altezza del precedente, sia dal punto di vista recitativo (spicca non solo la Lance ma anche Frances Conroy nel ruolo della Morte) che dal montaggio delle scene. Confermata la tendenza alla moltiplicazione delle trami parallele, che stavolta però viene gestita con maggiore rigorosità.

Rispettata la claustrofobia tipica della Casa della prima stagione: Briarcliff, come la Murder House è un luogo lugubre, una metafora dell’animo oscuro degli ospiti, che nasconde le “Vergogne” di quel tempo, quegli anni 60 pieni di euforia e di pregiudizi, contro i malati, i neri, i fanatici gli omosessuali e i “deviati” di ogni genere.

Tutti loro in Briarcliff trovano una sorta di accoglienza malevola, che li punisce e li castiga, portandoli non alla redenzione, come vorrebbe un istituto gestito da suore, bensì alla follia e alla violenza.

Le metafore

American Horror Story Asylum, ci offre per questo una metafora del concetto di Bene e Male e dei luoghi in cui alberga: se nella Murder House passato e presente della casa si agitavano in cerca di attenzione, i personaggi dell’Asylum sono soli in una eterna contesa fra il Bene e il Male. La differenza fra i due è labile e nemmeno Suor Jude, severa immagine di integrità e garante della correttezza, riesce ad incarnare a pieno quel senso di Devozione cattolica al Bene. La suora impossessata, immagine della purezza, viene contaminata dal Male, proprio a confermare che il Male può raggiungere chiunque, può albergare e nutrirsi della nostra purezza, nascondendosi nel nostro Briarcliff interiore.

Anche gli ospiti della clinica, tutti presi dalla voglia di fuggire lontano da tanta violenza, non sono chiaramente delineati nella loro carica positiva o negativa: sono tutti appiattiti nella loro desolazione, perché nascosti agli occhi del mondo in quanto “vergognosi”, bisognosi “di cure e attenzioni” come sottolinea Suor Jude con particolare rigidità ad ogni nuovo ospite.

La metafora del Bene e del Male indistinguibili è concentrata nella statua della Madonna che già nella sigla contorce il volto in un ghigno malefico, un emblema di quanto i confini fra giusto e sbagliato siano labili e sfumati, di quanto dietro il Bene ci sia sempre necessariamente la faccia del Male e di come in ognuno di noi viva un “mostro” vergognoso che non vorremmo mai far uscire, che rimane lì nascosto nell’ombra, lontano da tutti, in quelle celle oscure di Briarcliff che sono Asilo di tensioni maligne, alla disperata ricerca del modo di uscire.

News

American Horror Story avrà un terzo capitolo, si chiamerà American Horror Story Coven e sarà ambientato in varie epoche e città americane tra cui New Orleans. L’argomento? Le streghe. Confermato gran parte del cast della seconda stagione e parte del primo, con una new entry d’eccezione, la cattivissima Kathy Bates di “Misery” che per l’occasione sarà “cattivissima”.

 

Written by Antonio Mazzuca

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