Resoconto del live dei Marta sui Tubi all’Alcatraz di Milano: Giovanni Gulino senza cappello ma con i soliti baffi

Resoconto del live dei Marta sui Tubi all’Alcatraz di Milano: Giovanni Gulino senza cappello ma con i soliti baffi

Apr 8, 2013

Il concerto dei Marta sui Tubi del 4 aprile all’Alcatraz di Milano è stato all’insegna dell’ultimo album, “Cinque: la luna e le spine”. Tra le prime canzoni, “Dispari”, sentita per la prima volta a San Remo, cui allegramente il chitarrista Carmelo Pipitone ha cambiato il testo, che è diventato “Oscar Wilde.. e Benvegnù!”

La band è stata precisa, trascinante, calorosa, non si è risparmiata, ha scherzato con il pubblico e lo ha ringraziato più volte (“Soldi ne avete? No, non ne avete. Soldi non ce ne sono, quindi grazie di averne spesi per venire qui”). Il cantante Giovanni Gulino – una volta tanto senza cappello, ma sempre con i baffi – ha rilevato che il pubblico dei Marta ad ogni concerto si moltiplica “e quindi scopa”.

Sempre in ambito di sesso, tema dominante della serata, e di interazioni con il pubblico, Giovanni ha invitato, durante la presentazione di “La ladra”, di cogliere l’occasione per limonarsi l’amica presente al concerto. Ora o mai più. Più avanti ha chiesto ai presenti di alzare la mano qualora fossero vergini, qualora avessero fatto almeno una volta “sesso da soli” (la risposta non li ha soddisfatti) e ovviamente qualora l’avessero fatto in tre. Sorpresa: anche Ivan Rustichella Paolini, il batterista, e il Carmelo nazionale hanno alzato la mano.

Ma la alzi anche tu la mano?”, ha chiesto Giovanni sorpreso, e Carmelo a spiegare che a domanda lui risponde, e poi a specificare: “Eravamo in tre sul furgone…

Tra i brani dell’ultimo anno eseguiti, impeccabili, dal suono pieno, con i Marta sui Tubi in splendida forma, “I nostri segreti” con un sorprendente tapping, la “canzone dedicata all’amico che abbiamo in comune: il tossico di ogni compagnia”, ovvero “Il collezionista”, il pezzo in inglese (con Giovanni ad invitare il pubblico a imparare la lingua per capirla) “Vagabondhome”, “La polvere si posa sui maiali” e i già citati “La ladra” e “Tre”.

Dei brani vecchi, “La spesa”, “Divino”, su cui il pubblico si è scatenato , “Dominic”, il pezzo per le donne facili, durante il quale Carmelo ha sbagliato il suo cantato e allora giù a ridere, “Cristiana” e “L’abbandono”. Una curiosità: Giovanni nel presentare “Divino” ha sostenuto che il brano è nell’ultimo album. Ahi ahi ahi.

“La polvere si posa sui maiali”, un blues cantato da Pipitone, ha visto un’interessante ospitata: la Bandakadabra, composta da tre trombe, una fisarmonica, tre sax contralti, due sax tenori, un sax baritono, un sax soprano, tre clarinetti, una percussione, un bassotuba, due bombaradini e due tromboni.

Una dedica implicita (su “Vagabondhome”) è andata a Jannacci ed a Califano, di cui Gulino si è dichiarato invidioso, e molti pensieri sono stati indirizzati a Lucio Dalla, che i Marta, nonostante l’abbiano visto solo tre volte (hanno lavorato assieme per “Cromatica” e per lui era stata scritta :::), reputano una guida e un amico, tanto da definirlo “il nostro grandissimo amico Lucio”.  “Cromatica” è stata eseguita con la Bandakadabra.

In una partentesi tra i loro colloqui, Carmelo e Giovanni hanno discusso anche del Papa, presentando “Cristiana”. Due posizioni differenti. A Giovanni il Papa piace, sicuramente “più del burocrate tedesco che c’era prima”, al che Carmelo: “Ti piace vincere facile!”. A lui, ha fatto capire il chitarrista con la cresta, dei papi poco interessa, e, ha aggiunto, “di sicuro questo ha anche la controfigura”.

Nei bis, “Vorrei”, la canzone di San Remo su cui il pubblico, evidentemente più di nuova che di vecchia data, si è esaltato tantissimo, ancor più che durante “Divino” o “Dominic”.

Angolo pubblicitario relativo il banchetto dei cd: “Volete cd degli Zen Circus o del Teatro degli Orrori? Non li abbiamo!

Quindi “Cromatica” con la Bandakadabra in versione ridotta, in cui è spiccato un lungo assolo di Fulvio Chiara alla tromba. Poi momento stupidera con Ivan – in perfetta forma, guantato e codato – che parte più volte con una rullata su cui Carmelo fa seguire il giro di “Roxy bar”. Giovanni, incapace di resistere, via a cantare “ e ci troveremo come le star “. “Come fai dopo questo giro a non metterci un La Minore!?”, si è giustificato più volte Carmelo, non riuscendo per quasi cinque minuti a iniziare “Cinesterica”, imprigionato dal riff del famigerato Vasco Rossi.

I bis sono continuati con una spumeggiante “Camerieri”. Molte le parti di testo improvvisate, con Giovanni e Carmelo a rimpallarsi. “Terroni che servono ai tavoli” e “Terrorismo psicologico” e “Devo andare ad Oslo per trovare un posto in cui non ci siamo terroni” ed infine un “cotoletta alla milanese” sparata lì con accento bolognese. Al che risate sino a piangere. Gran finale con un pezzo che non viene fatto spesso ma che viene chiesto sempre, “Vecchi difetti”.

 

Written by Silvia Tozzi

 

 

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