“Il salto”, estratto dall’album SpettAttore di Marcondiro

“Il salto”, estratto dall’album SpettAttore di Marcondiro

Apr 4, 2013

“Mentre ti abbracciavo un fremito/ scese lungo la schiena/ tesa come tutti i pensieri appesi ad una corda/ così non toccammo terra ma volammo/ come quando un giorno di primavera ci toccammo/ sull’erba distesi ed abbracciati/ e tu mi dicevi non aver paura amore/ stringimi e voleremo a testa in giù….” – Il Salto

Nel 2002 un fatto di cronaca sconvolge le coscienze giovanili: il primo maggio di quell’anno due ragazzi muoiono facendo bungee jumping a Terni. Un’immagine che tuttora fa venire i brividi: due persone che non sapevano a cosa andavano incontro, si sono buttate nel vuoto sorridendo felici del gioco.

L’album, licenziato da Halidon nel 2011, ha ottenuto ottimi consensi dalla stampa e dai circuiti radiofonici e continua a riscuotere successi tali da consentire l’uscita di un terzo singolo a distanza di 2 anni dall’uscita del disco.

Musica in bilico tra pop e teatro, testi tra l’ironico e l’impegnato, il cantautore cosentino propone un mix di ironia e qualità. Marcondiro, autore che da anni lavora dietro e davanti ai riflettori della musica, del teatro e della televisione, ama giocare con gli ossimori, i neologismi ed il non sense.

Gli arrangiamenti di “SpettaAttore” sono curatissimi e ci si affida all’uso di archi per dare corposità al brano. Le melodie ariose del cantato si contrappongono o fanno contrappunto ad armonie a volte dissonanti, ma sempre accattivanti. La sezione ritmica è quella che dà carattere al mio stile compositivo: mescolare linee di basso dub, con batteria decisamente rock e percussioni etniche. Nel lavoro ci son solo strumenti reali per le orchestrazioni (le sezioni di archi e di fiati), sintetizzatori analogici e alcuni strumenti della tradizione popolare (tamburo a cornice, lira calabrese, oud). Il tutto mixato adottando un modo di usare “le macchine” un po’ retrò: poca automazione digitale e molta manualità umana.

Hanno scritto di lui:

“Sorprende perché il suo cantautorato pop fatto di giochi di parole fa riflettere e porta in superficie della memoria ricordi e sensazioni”.Rockerilla  (Giugno 2011)

“13 canzoni che si impongono già al primo ascolto grazie alla freschezza delle melodie unite ad arrangiamenti semplici ma mai banali. […] Anche i testi non sono scontati con un gusto particolare per i giochi di parole e il non sense”. – Famiglia Cristiana  (Maggio 2011)

“Marcondiro sembra avere le idee chiare e le conferme di quanto affermato sono riscontrabili nelle canzoni nate tra il giusto compromesso dei testi impegnati e la musica leggera”.Gazzetta di Parma  (12/05/2011)

“Una personalità eclettica, a tratti ironica e giocosa, ma sempre proiettata verso la sana riflessione, che si rivela pienamente nelle tredici tracce che compongono il disco”. – Musica & Dischi  (Giugno 2011)

Marcondiro è un cantore post-moderno e sperimentatore dell’arte popolare colta; nasce a Cosenza ma fin da piccolo viene affidato alla nonna che gli canta canzoni non adatte ai bambini. All’età di 6 anni, scopre consapevolmente il bisogno di inventare melodie. Fornito di un pianoforte giocattolo, cerca e trova ad orecchio qualsiasi linea e onda melodica che provenga dalla strada o da qualsivoglia mezzo di comunicazione di massa. Intraprende di lì a poco lo studio della musica, prediligendo sempre il metodo autodidatta e la scelta personale di un Maestro. Frequenta e si laurea in D.A.M.S con specializzazione in Etnomusicologia. Gli anni dell’università sono caratterizzati da una ricerca musicale molto intensa con pause di Teatro, soprattutto quello Sperimentale, allestendo e realizzando alcuni spettacoli, ma soprattutto da Spettatore. Ha avuto in seguito l’occasione di studiare con virtuosi jazzisti del panorama musicale italiano come il grande Piero Cusato e Pietro Condorelli.

Dal 2003 al 2006 è in tournée con lo spettacolo musicale di sua ideazione “Radioconcerto”, un tributo alla storia della radio in Italia, dalla sua nascita ai giorni nostri, che ha presentato in Canada (ottobre 2004) ed a Dublino (Novembre 2005) e con la canzone “Parlami d’amore Mariù” da lui riarrangiata è arrivato in finale all’“I Tim Tour 2004”.Dal 2008 compone colonne sonore e musiche da film per Rai Trade. Fondamentale nel percorso di formazione musicale, l’incontro con Angelo Cioffi, suo Mentore da sempre, col quale ha realizzato diversi provini ed in fine le registrazioni del disco di debutto: “SpettAttore”, licenziato dalla Halidon nei negozi il 19 Aprile 2011.

 

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