Dati shock in Cina: 13 milioni di aborti imposti dallo Stato nel 2012

Dati shock in Cina: 13 milioni di aborti imposti dallo Stato nel 2012

Mar 26, 2013

Cina. Nel solo 2012 sono stati 13 milioni gli aborti imposti dallo Stato per il controllo delle nascite. Dal 1971 ad oggi la cifra arriva a 336 milioni di aborti, ma la situazione è destinata ben presto a mutare.

 

Tutto ebbe inizio con il “genericidio” portato avanti per la nota predilezione da parte del popolo cinese per il genere maschile. Per questo motivo nei casi di gravidanze concluse con la nascita di femmine queste sono automaticamente soggette all’aborto, all’abbandono ed all’infanticidio.

Ma connesso a questo vi è anche il traffico di donne provenienti dai Paesi vicini alla Cina, visto che in Cina vi è un eccesso di circa 37 milioni di maschi cinesi rispetto alle femmine, causato dall’eliminazione di queste ultime.

Ma questo non è l’unica violazione dei diritti umani. Nel 1978 infatti è stata introdotta la politica del figlio unico tramite la quale il governo cinese tiene sotto controllo le nascite, principalmente tramite gli aborti, 1500 all’ora (dati forniti dal governo), 13 milioni nell’ultimo anno.

L’aborto è perciò gratuito in tutti gli ospedali ma spesso questo viene indotto in modo forzato e spesso effettuato anche fino a nove mesi di gravidanza e non è raro che le donne muoiano insieme ai loro nascituri. La legge aveva inizialmente motivazioni economiche e si sarebbe dovuto trattare di un provvedimento temporaneo per ristabilire il numero della popolazione totale.

Ma la legge non venne applicata in modo equo nell’intero Paese, così il trentacinque per cento circa della popolazione fu soggetta al limite rigido di un figlio, il cinquanta per cento poteva averne un secondo se il primo era femmina mentre le minoranze avevano un tetto di tre figli.

Come si può immaginare la popolazione accolse negativamente il provvedimento ed in tanti provarono a ribellarsi e a non rispettarla ma le conseguenze non furono di certo positive.

Vi furono pene severe, grosse multe, ma soprattutto aggressioni fisiche e morali. Inoltre sembrerebbe, ma non è certo, che questa pratica abbia portato all’elevazione del tasso di suicidio tra le donne cinesi.

Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale della sanità la Cina ha il più alto tasso di suicidio femminile al mondo, con circa 500 donne cinesi che ogni giorno mettono fine alla propria vita.

Oggi, inaspettatamente, la legge trova consenso tra la gente e sono poche le famiglie a desiderare più di un figlio. Questo accade specialmente nelle città dove ad essere messa al primo posto è la carriera.

Ma un altro problema si sta facendo avanti a causa di ciò.

La Cina sta diventando una delle grandi potenze mondiali e perciò ha bisogno di produrre sempre maggiormente ma comincia a scarseggiare la forza lavoro e si rischia il crollo del sistema pensionistico. Si pensa quindi che presto la legge del figlio unico verrà abolita. Secondo alcune voci la politica dovrebbe permanere fino al 2015, ma si tratta solamente di voci per ora.

La Cina si sta espandendo ogni giorno di più ma oltre che dell’economia dovrebbe occuparsi anche del benessere della sua popolazione. Troppi diritti ancora vengono violati, tra aborti forzati, lavoro minorile e discriminazioni razziali e religiose.

Tutto probabilmente sarebbe un po’ meno complicato se gli altri Paesi contribuissero a modificare la situazione, ma ancora troppi sono gli interessi economici per avere il coraggio di infrapporsi a queste gravi violazioni.

 

Written by Rebecca Mais

 

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