“Un bel giorno per rimanere da sola”, libro di Nanae Aoyama – recensione di Fiorella Carcereri

“Un bel giorno per rimanere da sola”, libro di Nanae Aoyama – recensione di Fiorella Carcereri

Mar 22, 2013

Nanae Aoyama è nata a Kumagoya in Giappone nel 1983. Nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo “Luce alle finestre”, insignito del premio Bungei. Con “Un bel giorno per rimanere da sola”, pubblicato in Italia da Salani nel 2010, ha vinto il prestigioso Premio Akutagawa corrispondente al Nobel giapponese per la letteratura.

Questo romanzo rovescia un vecchio stereotipo: l’età della felicità non è la gioventù ma la vecchiaia.

La giovane Chizu, cinica e impaziente, è reduce dal fallimento di un rapporto sentimentale che mette in discussione anche tutti gli altri aspetti della sua esistenza: “Perché l’amore finisce? E perché, il tuo di amore non finisce?” chiede all’anziana e saggia Ginko, con cui condivide l’abitazione. “Questione di età”, le viene risposto.

Le erbacce del giardino si erano seccate tutte. I gatti non andavano più fuori. Rimanevano con me davanti alla stufa a petrolio stesi a poltrire. E voi? Quando morite?… Il mio cuore fremeva, nonostante non avesse nulla da inseguire, anzi, nonostante tutto sembrasse abbandonarmi. Volevo suonare, picchiare con furia i tasti di un pianoforte. Bruciare tutti gli abiti dentro l’armadio. Gettare via gli anelli, le collane e tutto il resto dall’alto di un grattacielo. Fumare dieci sigarette in una volta. Forse così sarei riuscita a distaccarmi da tutto. Ebbi l’impressione che non sarei mai riuscita ad avere una vita decente. Per me era solo un abbandono dopo l’altro: buttavo via tutto ciò che avevo ottenuto, oppure venivo abbandonata io. Di quanto desideravo lasciar andare, invece, non riuscivo mai a liberarmi completamente”.

L’anziana Ginko, invece, è serena e ottimista e vive un rapporto d’amore appagante.

Allo sfogo di Chizu “Vorrei finire tutto il senso di vuoto che provo, in modo da non sentirmi più sola quando sarò vecchia”, Ginko replica con grande saggezza e lungimiranza:Meglio che tu non esaurisca tutto da giovane: se prendi solo tutto  il bello della vita, quando sarai vecchia non vorrai più lasciare questo mondo”.

Gioie e dolori non possono essere programmati, anticipati o ritardati. È il destino a dosarli sapientemente, anche se, spesso, con crudele diversità tra un individuo e l’altro. All’uomo non è dato conoscere e tanto meno intervenire su tempi e modi del destino. Ma solo la saggezza dell’età avanzata ce ne dà la consapevolezza.

 

Written by Fiorella Carcereri

 

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