Riflessioni telefilmiche: “The Walking Dead 3”: quale pietà? – recensione di Antonio Mazzuca

Riflessioni telefilmiche: “The Walking Dead 3”: quale pietà? – recensione di  Antonio Mazzuca

Mar 18, 2013

The Walking Dead, in onda su Fox ogni lunedì alle 22 45, continua ad appassionare e riflettere su temi etici: in questa Terza stagione il problema è la Pietà.

 

Le vicende di Walking Dead girano intorno ad un manipolo di superstiti, capeggiati dal poliziotto Rick, dalla moglie Lori, dal figlioletto e da diversi personaggi che si susseguiranno nel lungo viaggio di fuga fra città abbandonate e vuote, paesaggi di campagne spettrali ed edifici abbandonati od infestati da repellenti zombie, ex esseri viventi che si sono trasformati una volta morse o morte (ma si scoprirà più in là).

Se la prima stagione era dedicata alla Fuga, ed il tema preminente era la Lotta e l’importanza di preservare la vita anche grazie alla solidarietà umana del Gruppo-famiglia costituitosi sul momento, nella Seconda stagione, il Gruppo fa una pausa nella fattoria del fattore Hasher per mettersi al riparo degli zombie, e comincerà a dubitare della possibilità di una Speranza o di una Salvezza.

In questa Terza stagione invece il discorso si sposta sul concetto di Pietà: il Gruppo è scosso da importanti perdite, prima fra tutte quella della moglie del nostro Rick, evento che lo conduce alla momentanea pazzia.

Nel frattempo sullo sfondo si affaccia il Villan (il cattivo) di turno: si fa chiamare Governatore, è un uomo carismatico e violento a capo di una piccola cittadina barricata dietro ad alcune fortificazioni. Dotato di munizioni e cattiverie necessarie osteggerà sia gli zombie che il Gruppo di sopravvissuti, rintanatosi in una prigione ormai vuota, ma non del tutto sicura.

Ed ecco che questa Terza stagione ci porta a riflettere su cosa sia la Pietà. Nonostante tutti gli sforzi del Gruppo, i singoli componenti sembrano infatti non avere valori a cui aggrapparsi, salvo forse l’affetto reciproco.

In diversi episodi si nota come il Gruppo dei superstiti sia sempre più diffidente ed indifferente nei confronti degli altri gruppi di superstiti in fuga per le strade: invece di salvarli o unirsi a loro, Rick, che ha sempre incarnato il leader-supereroe positivo alla ricerca del bene, mostra un lato oscuro e impietoso, che lascia alla morte anche persone apparentemente non nemiche.

La domanda che quindi solleva Walking Dead è: “dove finisce la Pietà”? quando si smettere di essere pietosi e si diventa invece sprezzanti? Forse quando chi dovrebbe provare pietà non sente più nulla nel cuore da offrire, ed è forse questa la reale morte di Rick, la peggiore, quella che non arriva né per mano degli zombie né del destino, ma una morte interiore, la più terribile, quella che non lascia trapelare null’altro che disillusione, mentre la Sopravvivenza diventa una prospettiva utopistica a cui non si riesce neanche più a credere.

In questo senso la Prigione dove i Superstiti sono rintanati così come la Cittadella fortificata non sono altro che una metafora della profonda chiusura personale che i personaggi manifestano nei confronti del mondo esterno, un’incapacità di rapportarsi con l’altro che li porta alla violenza, ed al distacco dai propri valori, fino alla “pazzia” di Rick .

È significativo che nemmeno il gruppo dei cittadini del Governatore provi alcuna forma di pietà per i dispersi capeggiati da Rick: per questo tutti si sentono legittimati ad attaccarsi a vicenda piuttosto che fare fronte comune contro gli Zombie. È per questa ragione che questa Terza stagione è così amara. La Pietà è stata smarrita o sembra indirizzata a pochissime persone con un criterio di scelta del tutto arbitrario (per esempio viene riservata all’amico di Rick che lo aveva salvato nella prima stagione); in tal modo, ciò che distingue l’uomo da un animale in cerca di cibo o vendetta si sgretola perdendo traccia di se.

C’è dunque speranza di ritrovare la Pietà o almeno un po’ di Umanità? Non è dato saperlo, al momento Walking Dead non sembra concedere speranze ad una trattativa fra uomini, anzi, prepara l’inizio di una guerra fra vivi e non più contro i morti, una guerra in cui gli Zombie non centrano più niente ed i Vivi tengono una morte nel cuore che non sembra proprio andare via.

 

Written by Antonio Mazzuca

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http://youtu.be/jmq7zIiRwak

 

 

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