Intervista di Rebecca Mais alla scrittrice Loredana Limone ed al suo “Borgo Propizio”

Borgo Propizio, primo romanzo di Loredana Limone (Guanda, 2012) è una splendida favola moderna che ha come protagonista due sorelle, Mariolina e Marietta, ma anche Belinda che decide di aprire una latteria e Ruggero che s’innamora perdutamente di Mariolina, e Letizia, speranzosa di incontrare un giorno o l’altro il Grande Musicante, e Claudia e Cesare, desiderosi d’amore reciproco, ed Ornella, che trova la forza necessaria a svincolarsi dal marito violento e tutti gli abitanti di quel piccolo borgo in cui la vita scorre in attesa che qualcosa di nuovo accada.

Borgo Propizio è più reale di quanto si possa pensare, è il luogo in cui ritrovare allegria e buon umore, è un inno alla vita, alle donne ed all’ottimismo.

In attesa dell’uscita del suo nuovo “E se le stelle non stanno a guardare”, abbiamo pensato di intervistare la simpatica Loredana Limone che ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune domande.

 

R.M.: “Borgo Propizio” è il tuo primo romanzo ma non la tua prima pubblicazione. Quando hai cominciato a scrivere?

Loredana Limone: Ho sempre scribacchiato (scarabocchiato) fin da prima che sapessi scrivere. A voler ricordare un momento preciso, avevo nove anni ed esordii con una poesiola che mia madre commentò dicendo “Chissà che magari da grande la mia bambina non faccia davvero la scrittrice…“. Da allora non ho più smesso, ma è passata molta acqua sotto i ponti perché pubblicassi il mio primo libro, Il Trenino Arlecchino, una raccolta di fiabe scritte con e per mio figlio.

 

R.M.: Quali libri ami leggere solitamente e quali sono i tuoi autori preferiti?

Loredana Limone: Leggo i libri di cui ho bisogno, quelli verso i quali mi spinge il mio stato d’animo del momento, ma gli autori che amo di più e di cui mi sento di suggerire la lettura sono: Andrea Vitali, che ringrazio di esistere perché ad ogni romanzo mi riconcilia con il mondo; Anita Shreve, una maestra di vita e di sentimenti; Giuseppe Pederiali, per il suo straordinario modo di raccontare storie che contengono la Storia e per il bell’italiano che ci regala. Se poi voglio farmi un po’ di male necessario, di quel male che fa bene, Jodi Picoult.

 

R.M.: “Borgo Propizio” è una visione poetica di tutti i piccoli borghi italiani che ancora resistono nonostante il diffondersi dei grandi centri urbani. Ma quanto hai messo di te nel piccolo borgo protagonista del tuo libro?

Loredana Limone: Se fossi un avvocato, difenderei le cause perse, incluse quelle dei borghi che tenacemente resistono, offrendo e regalando tanto, ma che ben poco ricevono in termini di aiuto da parte di chi è preposto e dovrebbe… Mi fermo qui, non intendo innescare una polemica, men che mai dopo questi sconcertanti risultati elettorali. Borgo Propizio è la metafora della vita, anche la mia, una vita fatta di sogni, di attese, molte battaglie, sconfitte e qualche rivalsa. Comunque una partita ancora da giocare (che fatica, però!).

 

R.M.: Quando e come è nata la tua passione per i borghi?

Loredana Limone: Quando mi sono immaginata principessa rosa in attesa del principe azzurro. E dove, se non in un castello in cima a una collina? La scelta del borgo per la mia narrazione è stata naturale: adoro i borghi medievali, così consoni alla mia natura con le loro pietre immortali, le viuzze senza tempo, il magico sentore di antico. Mi piace immaginare i fugaci movimenti delle tendine di pizzo bianco inamidato die­tro cui occhi attenti scrutano fuori, menti scaltre congettu­ra­no sui perché e i percome, pa­role ap­passionate rimbalzano di bocca in bocca con i ne­cessari ricami, così che ogni fatto, ogni av­venimento, diventi uno sceneggiato o una spy story. E battezzarlo Propizio,il mio borgo, è stato di ottimo augurio.

 

R.M.: Permettimi una domanda da parte di tutti quei lettori che custodiscono il sogno di essere pubblicati come te da una grande casa editrice: in che modo sei arrivata a farti pubblicare da Guanda? E’ stato complicato?   

Loredana Limone: È stato lungo, più che altro, e a volte frustrante, a volte mortificante. Ho dovuto fare un interminabile (e interminato) percorso di maturazione che non sempre gli aspiranti scrittori sono disposti a fare. Quando dico che la mia è stata una gavetta di 40 anni, mi chiedono se io sia coeva della Montalcini. Forse sì. Per scrivere sono necessari tempo, costanza, letture, esercizio, umiltà. Un pizzico di fortuna. Qualche ferita. Nel mio caso c’è stata anche mia madre, dal Paradiso. Comunque la chiave di volta è un buon agente letterario, che sia anche guida, amico, consigliere (non facile… io ho avuto una grande fortuna).

 

R.M.: Il tuo libro è disponibile anche in formato digitale. Cosa ne pensi dell’e-book come nuova forma del libro? Leggi mai e-books?

Loredana Limone: E tu, Rebecca, l’hai letto in digitale, lo so! Io no, non leggo e-book, non ne sono capace. Ho anche comprato un tablet, ma riesco a usarlo solo per stralci veramente brevi. La tecnologia non fa parte della mia generazione ed entra nella mia vita solo di profilo. Tante diavolerie mi stupiscono e ne resto aliena. Pensa che scrivo ancora a penna, e quando devo ricopiare al computer storco il naso. Sarei demodé persino da un antiquario!

 

R.M.: A breve uscirà il seguito di “Borgo Propizio che si intitolerà “E se le stelle”. Puoi svelare qualche anticipazione ai curiosi lettori di Oubliette?

Loredana Limone: Bien sûr! Diciamo, però, che “E se le stelle” rimane provvisorio, è sempre l’editore (in questo caso Salani, per un miglior posizionamento all’interno del gruppo GeMS) ad avere l’ultima parola sul titolo. E, più che un sequel, si tratterà di un altro capitolo delle avventure di/a Borgo Propizio, rinato a nuova vita grazie alla latteria e alla nuova, attivissima giunta. Sembrerà lontanissima l’epoca della pavimentazione ballerina, delle botteghe chiuse e della fontana incapace di zampillare. Resteranno naturalmente i personaggi che abbiamo conosciuto, le cui vite s’incanaleranno su strade inopinate, ed i minori, come Ornella, Marietta e Dora, avranno (anzi, hanno preteso) più spazio. Ma ne appariranno anche di nuovi, come la misteriosa Antonia che avrà una vendetta da compiere; Rocco Rubino, un celebre giallista i cui occhi verdi saranno un oceano nel quale annegare; uno sconosciuto Francesco che non sarà chi sembra; Tranquillo Conforti, neo assessore alla cultura che, in barba al suo nome, è un nevrotico… Invito, chi volesse, a leggere la sinossi sul sito della mia agente.

Ti ringrazio di quest’intervista, cara Rebecca, e spero che, insieme a tutti i lettori di Oubliette, ci rivedremo presto a Borgo Propizio!

 

R.M.: Grazie a te cara Loredana, è sempre un piacere leggerti e non vediamo tutti l’ora di poter tornare a Borgo Propizio insieme a te. 

 

Written by Rebecca Mais

 

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Sinossi Borgo Propizio

 

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