Roma è pronta per un nuovo Conclave: lo Spirito Santo potrebbe dirigersi in Africa

Roma è pronta per un nuovo Conclave: lo Spirito Santo potrebbe dirigersi in Africa

Mar 11, 2013

La capitale stamane si è risvegliata con la consapevolezza che la sfera sociale e internazionale italiana sta cambiando non solo il paese, ma anche ciò che siamo e che vorremo essere. Domani, nel primo pomeriggio, la chiesa romana avrà il compito di sigillare, dopo otto anni le porte della cappella Sistina, affidando al giudizio universale di Michelangelo, il compito di canticchiare il nome del nuovo successore al soglio di Pietro.

Ora, come non mai, il mondo ma in particolare la società italiana ha bisogno di vedere e sentire l’affetto di un papa che rimarrà uomo, come lo è stato Giovanni Paolo II nei venticinque anni di pontificato.

L’Italia priva di un governo e di una stabilità socio-politica sente l’esigenza di prendere parte, come non mai, a questo inedito e soprattutto inaspettato conclave, alla ricerca, insieme allo spirito santo di un uomo in toga rossa, che sappia ascoltare e riprendere tra le sue mani, le sorti di una chiesa e di una nazione in frantumi.

La chiesa di oggi è debole, fragile, perde pezzi da ogni parte, ne è diventata lo specchio di ciò che l’umanità è oggi, vuota, spenta e del tutto materialista.

L’annuncio di Benedetto XVI è stato in certi sensi inaspettato, certo, ma anche criticato. Credo che il suo gesto sia stato, un chiaro segno di veggenza da parte sua, come un  terzo occhio, che gli ha permesso di inquadrare il momento giusto per lasciare la chiesa, e la sua eredità, durata quasi otto anni, alla nuova generazione che verrà.

Una nuova generazione, la quale sarà annunciata con una fumata bianca, davanti a migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo per assistere alla proclamazione del nuovo Papa, di un uomo vestito di bianco. Benedetto XVI, ha lasciato il pontificato, lo scorso 28 febbraio a Castel Gandolfo chiudendo cosi le porte, almeno per ora, ai pontificati europei, ma non a quelli africani. È ora di un papa africano.

Secondo i bookmaker inglesi, sarebbe il cardinale ghanese Peter Turkson uno dei maggiori candidati a succedere a Benedetto XVI. E potrebbe quindi essere il primo Papa nero nella storia millenaria della Chiesa. Lui stesso sembra esserne conscio: “La maturazione dei tempi per un cardinale africano dipenderà eventualmente dalla scelta dei cardinali elettori che entreranno in Sistina. L’Africa certo è un continente importante per il cattolicesimo ma lo è anche l’Asia”. Qualche giornalista, poi, prova a fare un paragone tra il primo presidente di colore nella storia degli Stati Uniti e il primo (possibile) Papa nero.

E Turkson non si tira indietro: “È possibile che magari tra i cardinali elettori vi sia un’ispirazione simile a quella che hanno avuto gli americani, tuttavia lo scenario ecclesiale è ben diverso. L’elezione del Papa non è un processo elettorale, fatto di exit poll ma qualcosa di più grande e alto”. Anche il cardinale sudanese Zubair Wako pensa all’ipotesi di un Papa nero, ma è più cauto: “Non so cosa ne pensa lo Spirito Santo, ma lo capiremo. Non bisogna avere fretta, mancano ancora poche ore per il conclave”.

 

Written by Giuseppe Giulio

 

2 comments

  1. Rosario Tomarchio /

    Non penso, ancora la chiesa non è pronta per avere un Papa che viene da quelle parti. Ho avuto la fortuna di avere un contatto con la chiesa africana e si notano molte differenze e si sa che la Santa sede fa sempre piccoli passi vesso i cambiamenti e le novità.

  2. mai dire mai… Rosario, io credo che è arrivato il momento di fare quel passo, se volgiamo vivere bene sia con noi stessi e sia con la fede, ormai strumentalizzata da tutti. Grazie ancora

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