L’esperanto: una lingua equa per una comunicazione giusta, domenica 10 marzo, Formia

L’esperanto: una lingua equa per una comunicazione giusta, domenica 10 marzo, Formia

Mar 7, 2013

Si prospetta di notevole interesse, l’appuntamento culturale di domenica 10 marzo prossimo, a Formia, nella Libreria di Margherita, in via Rubino 12, nei pressi del porto, sulla tematica “L’esperanto: una lingua equa per una comunicazione giusta”.

 

Sono previsti, dopo i saluti della titolare della libreria Margherita Agresti e di eventuali autorità presenti, interventi di Viviana Isernia, traduttrice e linguista, Amerigo Iannacone, scrittore ed editore, Renato Corsetti, ex presidente dell’UEA, Universala Esperanto-Asocio (Associazione Esperantista Universale).

Il moderatore sarà il Poeta ed Operatore culturale Giuseppe Napolitano.

L’incontro, aperto a tutti, costituirà un’occasione per riflettere sulla comunicazione in generale e sulla comunicazione internazionale in particolare, sui codici linguistici e su ciò che li regola, e per saperne di piú sull’esperanto, una lingua bella e al tempo stesso razionale, estremamente facile anche per persone di cultura limitata o che abbiano poca predisposizione per le lingue o poco tempo per studiare.

Una lingua, derivante per più del sessanta per cento dal latino, che riesce più di ogni altra lingua a esprimere in modo semplice ogni sfumatura di significato.

Nato più di un secolo fa dall’intuizione del polacco Ludwik Lejzer Zamenhof, l’esperanto è oggi conosciuto da milioni di persone nei cinque continenti e può vantare una vasta letteratura originale e tradotta. Corsi gratuiti si possono trovare anche su Internet.

Le regole della grammatica dell’esperanto sono state scelte da quelle di varie lingue studiate da Zamenhof, affinché fossero semplici da imparare ma nel contempo potessero dare a questa lingua la stessa espressività di una lingua etnica; esse non prevedono eccezioni. Anche i vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni (specie quelli introdotti di recente) da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco).

La sua espressività, simile a quella delle lingue naturali, è dimostrata dalla traduzione di opere di notevole spessore letterario. La cultura originale esperantista ha prodotto e produce in tutte le arti: dalla poesia e la prosa fino al teatro ed alla musica. La logica con cui è stata creata minimizza l’ambiguità, per cui si presta ad essere usata in informatica, nel ramo della linguistica computazionale, per il riconoscimento automatico del linguaggio.

 

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