“Il tessitore di stelle” di Pasquale Capraro – recensione di Barbara Filippone

“Il tessitore di stelle” di Pasquale Capraro – recensione di Barbara Filippone

Mar 6, 2013

Il libro che ho appena finito di leggere mi ha lasciata un po’ stordita: non è un’esternazione negativa, come potrebbe sembrare,  ma ciò è dovuto al genere letterario che personalmente non ho mai amato, il genere fantasy . Ma questa volta la fantascienza non è solo fantascienza.

Il romanzo “Il tessitore di stelle” è di Pasquale Capraro, originario di Gallipoli, ma residente a Merate, artista a 360 gradi, professore di Educazione artistica per qualche anno e ora disegnatore in un’azienda grafica.  La consapevolezza che la sua arte, potesse sembrare statica, silenziosa, lo indusse a scrivere su una tela le sue emozioni.

Resosi conto che quella tela non era il recipiente adatto per raccogliere quelle emozioni, decide di utilizzare un foglio e come da sue testuali parole: “Allora ho preso in mano un foglio, uno spazio esiguo ma illimitato”.

Il Tessitore di stelle non è il suo romanzo da esordiente, ma lo è “Rose del Sud”, pubblicato con le Edizioni del Grifo nel 1995; mentre “Il bacio della sirena” è il suo secondo romanzo, anch’esso edito da Edizioni Cinquemarzo come quest’ultimo.

Quello che mi ha piacevolmente colpita di questo autore è stata la similitudine utilizzata nel rispondere alla mia domanda cosa rappresentasse per lui la scrittura, la risposta è stata:

Scrivere per me è come fumare. Lo so, fa male, ma quando lo faccio, mi sento meglio. È una sorta di dipendenza. Fa male perché quando sei dentro una storia, non ci sei per gli altri. Non ci sono per la mia famiglia. Si vive un altro mondo. È un tormento continuo fatto di ripensamenti, creazioni,  distrazioni dalla realtà quotidiana. Solo io e la mia storia. Però a pensarci bene, mi sento come il ragno quando tesse la tela: lo fa con ordine e precisione. Nessuno gli ha insegnato come fare, come elaborare una precisa geometria. Esso sa che deve fare così. Per me è la stessa cosa. Istinto? Talento naturale? Io cerco di comunicare attraverso una forma, in questo caso, la scrittura;  e, se questa poi, arriva a colpire il pubblico, capisco di aver creato un’opera bella. Forse un’opera d’arte.”

Così, il Tessitore di stelle, edito da  Edizioni Cinquemarzo, è basato su fatti del genere fantasy ma con un quid in più rispetto allo stesso: vi è intessuta, come la tela di un ragno,  una storia d’amore a 360 gradi, ma su scenari diversi, l’amore egoista di un padre verso il proprio figlio, l’amore fra due giovani; è cioè un romanzo in cui l’amore prende consistenza pagina dopo pagina senza che realmente il lettore possa rendersene conto.

Pertanto è un sentimento misto al mistero – il gioco di parole è voluto – un giallo dai colori dell’arcobaleno, con il blu del mistero e della fantascienza,  il rosso dell’amore. Astrologia, mistero e paranormale s’inseguono attraverso la suddivisione del libro in brevi capitoli che conducono il lettore in universi paralleli nella vita del professore e astrologo Alberto Martini, nella vita di Elettra, giovane donna che incrociò il destino del professore su un volo Parigi-Milano, nella vita di Melissa giovane  donna il cui destino è legato misteriosamente od “astralmente” a quello del prof.,  nelle vite di Hamal e Davide, le cui forze unite dal destino sveleranno un mistero prima che questo possa perdersi nella luce infinita delle stelle.

Ed infine Nibea, donna misteriosa e quasi evanescente: “il pensiero viaggia sotto forme di onde, e noi abbiamo anche ascoltato la sofferenza del suo cuore e… []…l’universo multidimensionale è come una musica, un insieme di accordi e scale cromatiche di coscienza che vibrano costantemente…”.

L’idea che il nostro destino sia intessuto da qualcuno al di sopra di noi mi terrorizza e m’incuriosisce allo stesso tempo, abituati a credere che l’uomo possa essere artefice del proprio destino,  trasforma le verità di questo romanzo come il pentagramma di uno spartito: linee e spazi  sono quelli stabiliti, l’uomo può decidere le note che desidera disegnarvi ma fuori dal pentagramma non si va, non si può… così quelle stesse note del romanzo le senti vibrare come una musica già scritta e ti trasportano dentro la storia quasi a forza. Per questo motivo io ne sono uscita stordita.

Scritto bene, con un’eleganza inusuale per questo genere letterario fra il fantasy e il mistero. Ma l’amore è il filo conduttore e il lettore si lascerà condurre volentieri.

Buona lettura!

 

Written by Barbara Filippone

 

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