“Più fuoco, più vento”, libro di Susanna Tamaro – recensione di Fiorella Carcereri

“Più fuoco, più vento”, libro di Susanna Tamaro – recensione di Fiorella Carcereri

Feb 25, 2013

Susanna Tamaro è nata a Trieste nel 1957 e vive ad Orvieto. Esordisce nel 1989 con il romanzo “La testa fra le nuvole” cui seguono la raccolta di racconti “Per voce sola” nel 1994 e, nello stesso anno, lo straordinario successo mondiale ottenuto con “Va’ dove ti porta il cuore”, da cui è stato tratto l’omonimo film di Cristina Comencini.

Nel 1997 esce con “Anima Mundi” e nel 2001 con “Cara Mathilda”, una raccolta di lettere e riflessioni uscite in precedenza settimanalmente su “Famiglia Cristiana”. La prima edizione di “Più fuoco, più vento” è pubblicata da Rizzoli nel 2002.

Il libro contiene una serie di lettere inviate nell’arco di un anno dall’autrice, allora quarantacinquenne, ad un’amica immaginaria ventenne. Sono riflessioni a cuore aperto sul materialismo, la noia, la depressione, il cinismo e sugli altri mali della nostra società. La Tamaro cerca di dare una risposta ai quesiti più antichi dell’umanità e parla di diritti e doveri, libertà, inquietudine, disincanto, fede, barbarie,  malvagità, invidia.

L’invidia è come la gramigna, basta che tu le permetta di allungare una punta, perché colonizzi tutto il cuore. Non lo avvolge come l’edera, ma lo perfora con punte acuminate. È lei purtroppo a guidare le nostre parole, le nostre azioni. Tutto ciò che è compreso tra la piccola calunnia, apparentemente innocente, e l’assassinio, è un suo frutto. L’invidia ha la potenza di un veleno devastante e l’abilità trasformista di un virus altrettanto micidiale.

Distrugge chi ci sta intorno, ma anche noi stessi, imponendoci una perpetua tristezza. E non basta la fede, non bastano i buoni propositi. Per tenerla lontana, bisogna essere sempre immersi in una costante  vigilanza. Interrogare noi stessi, i nostri pensieri, i movimenti del cuore, anche quelli più apparentemente innocenti. L’invidia colpisce senza distinzione. Si può essere invidiosi dell’amico più caro, della persona amata.

Si può soffrire di invidia anche se si coltivano le più nobili attitudini interiori. La Bibbia la definisce “un tarlo che rode le ossa”. Quale immagine può essere più efficace? Le ossa sono ciò che ci sostiene, e dunque questo sentimento mina le basi del nostro essere. Lo fa divorando di nascosto, lentamente. Solo quando tutto crolla, lei, come un folletto magico, esce dalla scatola. Ma ormai è troppo tardi. Avremmo dovuto tenere prima sotto controllo la purezza dei nostri pensieri”.

Nelle lettere di “Più fuoco, più vento” troviamo poi l’incoraggiamento a liberarsi dai luoghi comuni e dai falsi problemi e a scrollarsi di dosso il torpore della passività  dietro la quale spesso ci si nasconde per aggirare la paura di ciò che non si conosce.

E c’è sempre, nei momenti di smarrimento, l’invito a cercare nella natura le risposte che spesso non troviamo nei nostri simili.

“Più fuoco, più vento” è tutto questo, e molto altro ancora. Come tutti i libri della Tamaro, è adatto soprattutto a coloro che non temono l’introspezione, incuranti dei rischi che inevitabilmente si corrono quando ci si scava dentro.

Il cammino interiore è simile al lavoro che una volta facevano gli uomini per accendere il fuoco. Si batte e ribatte una pietra contro l’altra, senza stancarsi, finché scocca la scintilla. Per nascere il fuoco ha bisogno del legno ma per divampare deve aspettare il vento. Cerca dunque sempre il fuoco nella tua vita, attendi il vento, perché senza il fuoco dell’Amore e senza il vento dello Spirito i nostri giorni non sono molto diversi da una mediocre prigionia”.

 

Written by Fiorella Carcereri

 

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