Resoconto della Festa di Sant’Agata a Catania – articolo di Rosario Tomarchio

Resoconto della Festa di Sant’Agata a Catania – articolo di Rosario Tomarchio

Feb 7, 2013

La festa di Sant’Agata è  festa per i catanesi ma non solo, infatti è  festa grande di tutti i siciliani nel mondo. Fatto questo testimoniato dalla presenza dei vescovi e fedeli provenienti da tutta la Sicilia e dai sindaci provenienti da tutta la provincia di Catania, molte sono le presenza di fedeli provenienti da Malta specialmente e dagli Stati Uniti,  grazie alle moderne tecnologie la festa si proietta come un evento globale seguita da migliaia di fedeli sparsi per il tutto il mondo.

Un evento straordinario questo, che sta a significare che il sangue versato dalla Santa per amore di Cristo è stato versato non solo per i catanesi ma peri mondo intero.

I festeggiamenti in onore della Santa patrona di Catania hanno inizio il 3 febbraio con l’offerta della cera da parte dei devoti e del clero. Secondo la tradizione il cero offerto deve essere di uguale altezza o peso della persona che lo offre. Dopo l’offerta della cera si ha la tradizionale uscita delle carrozze del senato. Carrozze settecentesche che servivano allora per trasportare i senatori, i governatori della città.

Il 4 febbraio giorno del martirio si assiste all’uscita della vara con il giro esterno della città, quello che un tempo veniva chiamata la periferia di Catania. Un particolare subito salta all’occhio del fedele: la vara per il giro del 4 febbraio viene addobbata con garofani di colore rosso, il colore proprio dei martiri. Viceversa il 5 febbraio con garofani bianchi che rappresentano la purezza.

E così siamo arrivati nel momento principale della festa. La Santa è rientrata al Duomo nelle prime ore del mattino del 5 febbraio e la chiesa è già piena per la messa dell’aurora celebrata dall’arcivescovo di Catania. Alla mattina verso le 9:30 ma l’orario slitta un po’ si ha il solente pontificale celebrato dal cardinale di turno inviato da Roma. Quest’anno il pontificale è stato celebrato dal cardinale Crescenzio Sepe.

Alla presenza dei fedeli, vescovi provenienti dalla Sicilia, e delle autorità presenti tra cui si riconoscono a primo sguardo: il sindaco con il tricolore, il presidente della provincia e il presidente della regione e tanti altri. Le sue parole rivolte principalmente ai giovani e non solo: un no deciso all’allusione dei facili guadagni proposti dalla mafia.

Sul tema della fede si baserà l’omelia della messa celebrata nel pomeriggio dal vescovo di Acireale che precederà l’uscita della vara con il busto e le reliquie di Sant’Agata per il giro interno della città. La vara tirata con le corde dai fedeli farà ritorno in cattedrale solo alla mattina del 6 febbraio.

La festa dei catanesi è vissuta anche con i tradizionali dolci di Sant’Agata: dolci a forma di mammelle e di olive. Secondo la tradizione le mammelle furono strappate dal corpo della santa, mentre le olive il frutto di cui si cibò  mentre scappava dal inseguimento degli uomini di Quinziano.

Il 6 febbraio terminata la festa, per gli organizzatori un breve riposo e poi di nuovo a lavoro per organizzare la festa per il prossimo anno. Tra otto giorni Sant’Agata sarà ricordata dai fedeli di religione ortodossa presenti nella città.

 

Written by Rosario Tomarchio  

 

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