In uscita “Cantare, decantare, incantare – Come diventare cantanti e non imitatori vocali” di Antonio Juvarra

In uscita “Cantare, decantare, incantare – Come diventare cantanti e non imitatori vocali” di Antonio Juvarra

Gen 21, 2013

Entrare nell’universo del canto è ritrovare se stessi, la propria dimensione più autentica e profonda, che comprende anche quella espressiva.

 

Cantare, decantare, incantare – Come diventare cantanti e non imitatori vocali” di Antonio Juvarra.

Esistono due modi di cantare: imitando dall’esterno dei suoni oppure scoprendo la propria vera voce e lasciandola risuonare liberamente. Solo il secondo modo dona quel senso euforico di apertura dell’essere, di elevazione e di liberazione, che spinge tante persone sulla strada del canto, ma purtroppo al giorno d’oggi è soprattutto il primo modo a essere proposto e propagandato.

Ogni epoca ha un’immagine, un simbolo che ne rappresenta lo spirito, l’essenza. Il ‘meccanismo’ è l’immagine in cui ancora si rispecchia e si esprime la modernità del Duemila.

Come i bambini sono convinti che nella radio si nasconda un omino che ci parla dentro, così i moderni didatti e scienziati del canto sono convinti che nel corpo si nasconda una macchina vocale che può entrare in funzione solo leggendo i libretti di istruzione, da loro predisposti. I risultati di questa convinzione si possono sentire nelle scuole di canto e nei teatri…

Si dice che il corpo diventi ciò che uno vi introduce mangiando. Analogamente il cantante diventa ciò che egli immagina cantando. Se immagina muscoli e cartilagini, il suo canto non potrà che essere, per definizione, muscolare e laringeo. In effetti il canto è sì una disciplina del corpo, ma è una disciplina che si apprende educando la mente e non i singoli muscoli.

Questa educazione inizia acquisendo la capacità di prendere coscienza delle varie sensazioni vitali e di evocarle cantando. Queste e non le immagini foniatriche delle corde vocali o dei vari muscoli rappresentano la vera tastiera del cantante.

In verità le tastiere meccanicistiche non sono che le gabbie in cui i cantanti inconsapevolmente rinchiudono la loro voce, e ogni anatomia della voce si trasforma ben presto in autopsia della voce…

«Se non speri l’insperabile, non lo scoprirai, perché inaccessibile coi calcoli e le mappe», ha scritto Eraclito venticinque secoli fa. Altrettanto dicasi dell’insperabile del vero canto, detto anche belcanto.

Antonio Juvarra ha approfondito lo studio della tecnica vocale con importanti personalità del mondo del canto e della ricerca didattica, tra cui Lucie Frateur, Arnold Rose, Lajos Kozma, Carlo Bergonzi e Rodolfo Celletti. Ha pubblicato saggi e articoli sulla vocalità, apparsi su riviste musicali nazionali come Bequadro, Musica Domani, Nuova Rivista Musicale Italiana e altre.

È autore del trattato Il canto e le sue tecniche (1987), adottato come testo di studio in quasi tutti i conservatori, del metodo teorico-pratico Lo studio del canto (1999), del volume Riflessioni figurate sul canto (2002) e del libro I segreti del belcanto. Storia delle tecniche e dei metodi vocali dal Settecento a oggi (2007).

 

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