India, sei uomini stuprano a morte una studentessa: Avaaz chiede supporto contro la violenza sulle donne

India, sei uomini stuprano a morte una studentessa: Avaaz chiede supporto contro la violenza sulle donne

Gen 7, 2013

Carissimi lettori, siamo nel 2013, abbiamo superato il fatidico 21 dicembre 2012, ora siamo senza alcun destino arcaico. Carissimi lettori, noi di OublietteMagazine vi invitiamo a prendere in considerazione la possibilità di vivere nella pace e nella giustizia, per fare in modo che ogni essere umano sia liberi di vivere. 

Avaaz ci invia un’email di aiuto e subito rilanciamo ai nostri questo appello! Firmate per una vita senza orrore, iniziamo dalla violenza sulle donne.

Una studentessa in fisioterapia è salita a bordo di un autobus a Delhi (India) il mese scorso. Sei uomini hanno bloccato l’entrata e l’hanno selvaggiamente stuprata per ore, picchiandola con un’asta di metallo. L’hanno abbandonata nuda in strada e purtroppo lei, dopo aver lottato coraggiosamente per sopravvivere, è morta lo scorso fine settimana.

In tutta l’India la popolazione sta reagendo con manifestazioni di massa per dire ora il limite è stato abbondantemente superato. In India una donna viene stuprata ogni 22 minuti e pochi riconoscono questa ingiustizia. A livello globale questo dato è spaventoso: 7 donne su 10 subiscono una violenza nel corso della loro vita. Questo orrore a Delhi è la goccia che fa traboccare il vaso: siamo nel 2013 e la brutale e corrotta violenza sulle donne nel mondo deve finire. Oggi possiamo mettere la parola fine dall’India.

Noi di Avaaz  e voi popolazione abbiamo bisogno urgentemente tanto che la legge sia applicata in modo più rigoroso quanto di un importante programma di educazione pubblica per cambiare il comportamento tanto aberrante quanto diffuso che incentiva la violenza contro le donne.

Se 1 milione di noi chiederà una risposta seria ora, potremo fare in modo che l’orrore che ha subito questa giovane donna diventi la goccia che fa traboccare il vaso, e l’inizio di una nuova speranza:

Il capobranco degli stupratori della donna ha detto freddamente che se lo meritava perché aveva osato affrontarlo. Accusare la vittima, insieme ad altre usanze indegne, è purtroppo una costante della società indiana. Perfino la polizia spesso abbandona le indagini sugli stupri. Questa mentalità reprime le donne e corrompe gli uomini. Campagne di educazione finanziate pubblicamente hanno fatto cambiare in modo radicale il comportamento generale rispetto a temi come la guida in stato di ebrezza e il fumo e possono avere un impatto sul ruolo delle donne nella società. Affrontare alla radice le cause dell’epidemia di stupri in India è fondamentale, assieme a migliori leggi e a un corso della giustizia più rapido.

Acquistare pubblicità in India è relativamente economico, motivo per cui un finanziamento sostanzioso potrebbe inondare tutto il paese tramite moltissimi media e per un lungo periodo di tempo. Gli spot dovrebbero affrontare la sottocultura maschile nella quale si genera la misoginia, sfidando direttamente e mettendo alla berlina tale mentalità, possibilmente per mezzo di testimonial che siano figure sportive popolari e riconosciute dal pubblico.

Vogliamo fare in modo che la commissione ufficiale tenga la schiena dritta per mettere fine alla spirale di violenza sessuale in India.
Se riusciremo poi a ottenere un successo reale nel cambiare la mentalità in India, il modello potrà essere utilizzato in altri paesi. Il denaro speso ripagherà ben di più riducendo la povertà e stimolando lo sviluppo, poiché il ruolo della donna nella società è stato identificato uno dei fattori che da solo potrebbe portare maggiore progresso economico.

Dall’opposizione alla lapidazione delle donne in Iran, fino al sostegno del diritto alla maternità delle donne in Marocco, Uzbekistan e Guatemala, fino alla pressione per una reale azione contro la “tratta delle schiave del sesso”, la nostra comunità è sempre stata in prima linea nella lotta per mettere fine alla discriminazione contro le donne. Questo nuovo anno inizia con un nuovo buon proposito in India.

Con speranza e determinazione,

Emma, Ricken, Luis, Meredith, Iain, Ian, Marie, Michelle, Alaphia, Allison ed il resto del team di Avaaz

 

 

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Info

L’India si commuove, morta la studentessa stuprata dal branco (AGI)

Giovane stuprata, 600 chitarristi le dedicano “Imagine” (TMNews)

Il silenzio di Sonia sugli stupri indiani (La Repubblica)

India, al via il processo agli accusati per lo stupro della ragazza morta (Corriere della Sera)

 

 

 

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