“Tutti i santi giorni”, film di Paolo Virzì – recensione

“Tutti i santi giorni”, film di Paolo Virzì – recensione

Gen 4, 2013

Ritornano, nell’ultimo film di Paolo VirzìTutti i santi giorni”, i temi dell’amore e del lavoro precario, ma in chiave decisamente più romantica e in forma più introspettiva.

 

Antonia è dolce, impulsiva, volubile, irrequieta. Lavora allo sportello di un’azienda di autonoleggi ma la sera, appena può, corre a suonare per pochi euro in qualche piano bar di periferia. La musica è la sua unica, grande passione, forse un sogno destinato a rimanere tale, chissà.

Guido è colto, appassionato di storia e lettere antiche, ma per sbarcare il lunario ha dovuto accettare un modesto impiego come portiere di notte presso un grande albergo. Guido è pacato, paziente, perseverante, un’indole diametralmente opposta a quella di Antonia. Ma si incontrano per puro caso una sera al piano bar e si amano, fin dal primo momento.

A dividerli, oltre alle diversità caratteriali, c’è il ritmo sfasato delle loro giornate. Guido torna dal lavoro poco dopo l’alba, giusto in tempo per svegliare Antonia con  un fiore, un caffè e la citazione del santo del giorno. Un sorriso, poi un bacio, poi….e l’immancabile ritardo al lavoro per Antonia.

Vivono in un modesto appartamento in affitto in un rumoroso condominio all’estrema periferia di Roma. Hanno due impieghi modesti e a tempo indeterminato. Si fanno bastare quello che guadagnano, come tanti altri ragazzi della loro generazione, ma non rinunciano a sperare in in futuro più generoso.

Un grande amore e il forte desiderio di un figlio sono il loro collante. Un figlio che tuttavia tarda ad arrivare. Un desiderio che, insuccesso dopo insuccesso, si trasforma per Antonia in ossessione e senso di colpa.

Nonostante Guido le sia sempre accanto nei momenti più bui, rassicurandola e confortandola, Antonia si sente inutile, inadeguata, sbagliata.

Così, un giorno raccoglie le sue poche cose e scompare. Al rientro, sul tavolo, Guido trova solo un biglietto:Me ne vado per colpa mia”.

Antonia è una di quelle donne che, quando vogliono farsi del male, non si fermano finché non hanno toccato il fondo, anche se quell’amore è sempre vivo dentro di lei.

Guido la cerca, alla fine la ritrova. Poche parole tra loro, ma lunghi silenzi, sguardi intensi, timidi sorrisi, per capire che nulla è cambiato.

La vita li ha posti di fronte a dure prove dalle quali sono usciti maturi, diversi. Ora possono continuare insieme il cammino intrapreso, pronti ad affrontare il loro destino con meno dubbi e timori.

Al di sopra ed al di là di tutte le difficoltà, passate e future, veglia il loro amore, forte, coriaceo, indistruttibile, una delicata magia nella quale Virzì sembra quasi volersi muovere in punta di piedi, per non disturbare.

 

Written by Fiorella Carcereri

 

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