Intervista di Alessia Mocci a Francesca Bertoldi ed al suo “Forse tu sì”

Intervista di Alessia Mocci a Francesca Bertoldi ed al suo “Forse tu sì”

Dic 17, 2012

Forse tu sì (storie minimali) ”, edito nel 2010 dalla casa editrice PerroneLab, è una raccolta di racconti della promettente Francesca Bertoldi. L’autrice, da sempre interessata di Letteratura, ha pubblicato diverse racconti in antologie sino a questa pubblicazione che si mescola ad un sostrato tenebroso di sensazioni ingannevoli.

Francesca pone i suoi scritti in una situazione ambigua nella quale il protagonista deve tendere alla tensione emotiva e dissociativa dello stesso. Scavalcare la realtà, il quotidiano per esplorare l’inconscio e ciò che generalmente inquieta gli animi.

Francesca  è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune nostre domande sulla sua persona e su “Forse tu sì”.

 

A.M.:  Chi è Francesca Bertoldi?

Francesca Bertoldi: Sono un’ ex allieva dell’Istituto Superiore di Giornalismo e Tecniche Audiovisive del TG2 patrocinata dall’università di Camerino. Preside l’ormai scomparso Gino Pallotta, pastonista politico della Rai. Ho frequentato nel 2005 lo stage di scrittura cerativa di Paola Ducci, scrittrice e sceneggiatrice della Rai. Ho frequentato il corso di scrittura creativa e lo stage avanzato della Giulio Perrone Editore. È stato pubblicato un mio racconto nell’Antologia A.A.A. Cercasi AA.VV della stessa casa editrice ed una mia poesia nell’Antologia del Concorso Emozioni e presentata alla Fiera del Libro di TorinoUn’altra mia poesia “Gli occhi di Roma” è stata pubblicata nell’Antologia “Roma.Visioni poetiche della città” della collana Poesis, Giulio Perrone Editore, con la prefazione di Walter Mauro. Ho frequentato il seminario avanzato Fiction/Faction dove si è affrontato il tema della letteratura, di ora e di sempre e da più angolature possibili attraverso materiali eterogenei: brani di film, di musica, opere d’arte. Da The Queen ai sogni-incubi di David Lynch, da Marc Augé a Lacan a Baudrillard, passando per tutti i grandi autori contemporanei più impegnati nel corpo a corpo con la «realtà»: da Pamuk a Handke, da Auster a Grossman, da Saviano a Chandra con l’ntervento di ospiti prestigiosi, scrittori e critici, e la possibilità per noi corsisti con la collaborazione e la guida di Maria Laura Gargiulo e di Paolo di Paolo (scrittori e giornalisti) – di vivere un’ avventura molto particolare. Il percorso si è snodato lungo un lavoro di ricerca e di testimonianze . L’esperienza è stata fondamentale, un’esperienza nata non solo dall’esercizio e dalla pratica della scrittura, ma da sensazioni di carattere emotivo, da sentimenti e passioni. Nel 2009 ho vinto il premio del concorso letterario Cose a Parole , Giulio Perrone Editore, sezione A, poesia singola, con “La notte in cui sei nato” ispirata dal libro di Paolo di Paolo “Raccontami la notte in cui sono nato” Giulio Perrone Editore. Motivazione: Per la dolcezza e la maturità del verso, per l’intensità dell’intenzione poetica ed umana, e per la corrispondenza intrecciata con altri testi ed altre penne.  Dallo stesso libro è nata una sceneggiatura “La mia vita per un libro”, grazie al talento e alla collaborazione di Maria Letizia Gorga e Pino Ammendola. Alla sceneggiatura della commedia, che andrà presto in scena, ho lavorato insieme a Mirella Malfatti, Nicoletta Elmo, Fabrizio Ambrogi e Giovanni Berardinelli.

 

A.M.:  Cosa significa seguire una “suggestione” mentre si scrive?

Francesca Bertoldi: Quando io inizio a “raccontare” non faccio altro che inseguire una suggestione, un fascino, una seduzione oppure un’insidia che non so esattamente dove mi porteranno… potranno ingannarmi ed ingannare il lettore… ma quasi sempre se non mi lascerò distrarre arriverò ai margini, ai limiti, ai confini, della vita o della realtà. Quello che spero è che la tensione emotiva che io provo quando scrivo possa in qualche modo essere trasmessa. Per me quindi inseguire una suggestione nella scrittura significa lasciarsi trasportare da un’ emozione, da un dolore, da qualsiasi impulso e sensazione  ed andare avanti senza guardarsi indietro né guardare avanti. Non credo nella scrittura come progetto, in un racconto o romanzo disegnato ed elaborato prima. Per me oltre al resto prevale un contenuto dotato di fascino, di capacità evocativa e di incanto piuttosto che dotato di perfezione stilistica. Credo nella scrittura anche come mezzo di analisi interiore e di ricerca della propria identità.

 

A.M.:  Quando è nata l’idea di scrivere “Forse tu sì”?

Francesca Bertoldi: Scrivo da sempre, ma non mi ero mai decisa a  pubblicare. Dopo un lungo percorso di lavoro di ricerca e di perfezionamento stilistico attraverso numerosi corsi e seminari di scrittura ed esercizi di stile sono nati moltissimi racconti, alcuni dei quali ho voluto raccogliere nel volume “Forse tu sì” edito da Perrone LAB.

 

A.M.: Quali sono le tematiche presenti nella pubblicazione?

Francesca Bertoldi: Questa raccolta è rivolta per lo più agli appassionati delle storie più oscure e impenetrabili…voglio subito precisare che nei miei racconti non mancano gli inganni, nel senso che spesso cominciando a leggere si può avere l’impressione che si stia “parlando d’altro” … e forse  proprio questa è la peculiarità del mio modo di scrivere.
La memoria è spesso la protagonista dei miei racconti, ma una protagonista particolare, sia nella sua accezione positiva, del ricordo, che in quella negativa dell’oblio. La memoria può appartenermi oppure essere universale, può essere il frutto di un sogno o di una vita altra intravista in lontananza oppure immaginata, desiderata, temuta. È proprio a causa del viaggio attraverso il sogno, l’immaginazione, che il dubbio e l’enigma si affacciano nelle mie storie più di una volta entrando ed uscendo senza una logica apparente.

 

 

A.M.: Come nascono i personaggi presenti in “Forse tu sì”? C’è una grande percentuale di realtà?

Francesca Bertoldi: I miei personaggi nascono probabilmente dalla necessità di eludere la quotidianità, sono a volte esasperati…dolenti, ma è  dalla materialità dell’autore  che emergono ed a quella sfuggono, non alla concretezza della vita. Ma forse nemmeno noi conosciamo la nostra “realtà” e nella scrittura stabiliamo i conflitti e le sfide per arrivarci. I protagonisti dei miei racconti condividono la necessità, l’impellenza, di fare i conti con aspetti oscuri, a tratti ingannevoli, delle proprie vite mentre la memoria ed il presente diventano i luoghi privilegiati del confronto. Le parole diventano modelli attraverso i quali  giocare le carte dell’inganno e della sorpresa, con l’intento di trasportare il lettore in un labirinto narrativo in cui l’oblio, la verità, la rivelazione si contendono il ruolo di chiave interpretativa, senza che uno prevarichi sulle altre, completandosi a vicenda. Temi come quelli del doppio, dell’origine, degli affetti perduti e di quelli ritrovati, dell’omosessualità sofferta e temuta e non dichiarata si accompagnano alle descrizioni di luoghi sospesi, nello spazio e nel tempo, di lettere che non giungeranno mai in nessun luogo scritte nella solitudine di una prigionia fisica e mentale, di borghi ormai scomparsi. Storie che si muovono a volte fino ai margini dell’immaginazione e della logica.

 

A.M.:  È stato complesso trovare una casa editrice disponibile alla pubblicazione di “Forse tu sì”?

Francesca Bertoldi: No, conoscevo la casa editrice nella quale dal 2005 ho partecipato a corsi e seminari avanzati di scrittura creativa. Ho provato ad inviare il manoscritto ed è andata bene.

 

A.M.: “Forse tu sì” sarà presentato il 26 ottobre a Palermo. Che cosa ti aspetti dalla serata?

Francesca Bertoldi: Non so cosa aspettarmi… sicuramente sono felice di poter presentare il mio libro ad un pubblico colto come quello palermitano. Presenterò il 26 ottobre da Feltrinelli libri e musica, via Cavour, 133, alle ore 18:00. Non sarò sola in questa avventura, saranno con me per il reading, organizzato da Alessandro Savona, altri due autori: Cecilia Vedana con il suo romanzo “A dieci centimetri dal cuore” ed Alessio Dimartino con “Tutti vivemmo a stento”.

 

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Francesca Bertoldi

 

Intervista del 2010

 

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