Resoconto del concerto degli OJM, Interno 24, Cagliari

Resoconto del concerto degli OJM, Interno 24, Cagliari

Dic 11, 2012

Resoconto concerto OJM  presso l’Interno 24 a Cagliari, Venerdì 7 dicembre 2012

 

L’Interno 24 è un locale creato apposta per la musica. Per la musica di qualità, un lungo contenitore con verdi pareti lisce che paiono altissime e un palco vero, alto, un sistema audio e video efficiente: sembra di stare dentro una scatola, un cubo, o meglio, un parallelepipedo, e fino a quando non si spengono le luci, non si accendono gli amplificatori e l’attenzione si sposta verso la band, ci si sente straniati, non ci sono punti di riferimento, il locale sembra enorme, non si hanno appoggi.

Quest’ analisi non è una critica, ma la conferma che questo è un vero locale alternativo, che merita attenzione, e che ogni tanto, sfodera qualche pezzo da novanta del rock, oltre ai vari appuntamenti elettronici di qualità.

Il pezzo da novanta in questione sono oggi i trevigiani OJM, in passaggio da Cagliari per il tour italiano ed europeo. Una band con un nome frequente tra le mie letture delle bibbie mensili Blow Up, Mucchio e Rumore, che non avevo mai approfondito. Conoscevo distrattamente qualche pezzo qua e la e questo live m’incuriosiva, e la curiosità va curata, alimentata e animata. Inoltre avevo voglia di sano rock, di musica vera, sanguigna, pesante, avevo voglia di toccare la realtà, di prendere l’auto, sfidare la pioggia e le dodici ore di lavoro sul groppone, sfidare ottanta chilometri di strade approssimative e pericolose.

Ne è valsa la pena, già l’atmosfera da ritrovo culturale è denaro contante per il mio cervello, poi s’inizia a suonare. I sardi Ke Ke’m sono in giro da parecchi anni, sono un simpatico gruppo che sputa punk rock abbastanza pesante e tirato in sardo stretto, non suonano malaccio, ma il loro approccio estremamente ruvido ed incontrollato e qualche cliché sardo di troppo non sono proprio quello che avrei voluto sentire per scaldare le orecchie, ma tant’è: rispetto per la causa.

Qualche minuto di pausa e arrivano sul palco gli OJM, la sala si riempie, il pubblico sembra ascoltare timidamente, freddo, le prime note. Sta a distanza di sicurezza come se ci fossero delle invisibili transenne di vuoto che nemmeno io, anche se ho provato diverse volte son riuscito a penetrare. E il gruppo suona, è una vera rock band e si sente, il suono è vibrante, denso, diretto, i bassi entrano nelle viscere e provocano un innalzamento del ritmo dei battiti cardiaci.

Stoner rock, ma con sfumature psych, in alcuni passaggi si sentono i sixties, a piccoli sprazzi in alcune parti strumentali ci sento anche i primi Pink Floyd, quelli veri di “Astronomy Domine” e “Interstellar Overdrive”. Stoner, ma più che sentirci il deserto ho l’impressione di una creatura che viene dalla nebbia fitta, intensa, impenetrabile. Gli apici sicuramente si son toccati in “Wolf”, “Sixties” semplicemente pazzesca, poi il lento (?)“2012”, e “Venus God”, dall’ultimo, eccellente, Volcano, uscito in settembre per la Go Down Records.

Al primo bis, si abbassano ulteriormente le luci e la sala diventa oscura, l’Inferno 24 e subito però il buio illumina soffusamente di rosso il gruppo, che continua a sparare decibel di rock su un pubblico prima attonito, poi che accenna a timide reazioni, fin quando qualcuno riesce a scalfire il pesante muro di vuoto tra il gruppo e i presenti, e li si vivacizza anche la serata, che è stata davvero piacevole, carica, con anche un omaggio ad uno dei miei miti Jim Morrison, con anche le splendide ed infuocate cover di “Tv Eye” e “Kick Out The Jams”.

Ho messo gli OJM, da questa sera, tra i miei top italian players.

 

Written by Daniele Mei

 

 

3 comments

  1. paolina /

    Daniele Mei numero 1

  2. Giuseppe /

    grandi ;-)

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