Oggetti moderni in tempi antichi: La Batteria di Baghdad

Oggetti moderni in tempi antichi: La Batteria di Baghdad

Dic 9, 2012

Secondo la Teoria degli Antichi Astronauti, in un passato remoto, viaggiatori extraterrestri hanno visitato i nostri antenati influenzando la naturale evoluzione della specie umana. Gli alieni, hanno davvero ispirato e aiutato i nostri antenati a costruire templi antichi megalitici e piramidi? E se sono venuti qui, ci hanno lasciato delle conoscenze avanzate di fisica, astronomia e matematica? In tal caso, ne rimane qualche prova oggi?

Come potevano gli antichi egizi aver usato qualcosa che somigliasse a una lampadina di oggi senza aver accesso alla corrente elettrica, che sarebbe stata scoperta solo migliaia di anni dopo?

Questo è vero solo se non prendiamo in considerazione quella che gli scienziati chiamano la “Batteria di Baghdad“.

La Batteria di Baghdad è un manufatto risalente alla dinastia dei Parti (150 a.C.–226 d.C.) in Persia, e probabilmente scoperto nel 1936 vicino al villaggio di Khujut Rabu, presso Baghdad, Iraq. L’oggetto divenne noto all’opinione pubblica solo nel 1938, quando il tedesco Wilhelm König, direttore del Museo nazionale dell’Iraq, lo trovò nella collezione dell’ente da lui diretto.

Gli studiosi di oggi ritengono impossibile che gli antichi utilizzassero l’elettricità o le lampadine, perciò, quando guardano la dozzina di esemplari di questa antica batteria rinvenuta in Iraq, l’unica teoria che propongono è che gli antichi le utilizzassero per placcare elettricamente i gioielli in metallo.

Due principali sostenitori della Teoria degli Antichi Astronauti, Jason Martell e Giorgio A. Tsoukalos, utilizzando una riproduzione moderna della batteria di Baghdad, hanno dimostrato come questo antico accumulatore sia capace di generare basse tensioni utilizzabili.

Praticamente, prendevano di una giara di argilla, materiale che si trova naturalmente nella regione dell’Iraq meridionale.

Poi utilizzavano una piccola guarnizione di rame con un piccolo tappo di asfalto avvolto attorno ad un bastoncino di ferro. Assemblati in questo modo e combinati con un acido debole come aceto, succo d’arancio o vino, questo dispositivo è in grado di generare una carica elettrica.

L’idea che delle civiltà antiche conoscessero l’elettricità e la utilizzassero è un fatto ormai accettato a livello archeologico. Nella nostra civiltà, sappiamo che circa 200 anni fa, Benjamin Franklin e altri scienziati, cominciarono a sperimentare la corrente elettrica con dei semplici dispositivi. Ora abbiamo la prova che, oltre 3000 anni fa, altre persone sperimentavano con dispositivi elettrici.

 

 

Fonte:

Il Navigatore Curioso

 

 

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