Resoconto della presentazione di “Eden”, primo romanzo di Alessandro Cortese

Resoconto della presentazione di “Eden”, primo romanzo di Alessandro Cortese

Dic 3, 2012

Il 1 dicembre 2012, presso la libreria Feltrinelli di Pescara, Alessandro Cortese nell’ambito del seminario “Diabolicus Eden”, ha parlato di Eden, il suo audace romanzo d’esordio alla prima ristampa, e ha fornito anticipazioni sul suo prossimo lavoro, Ad Lucem.

Pescara. Svelare alcuni dei misteri narrati in Eden, suo romanzo d’esordio, che propone un’audace reinterpretazione della Genesi vista dal punto di vista degli angeli, ribellatisi a Dio pur di essere finalmente liberi, e anticipare i temi trattati nel suo sequel, Ad Lucem.

Di questo si è parlato  sabato sera presso la libreria Feltrinelli di Pescara nel corso del seminario temuto da Alessandro Cortese, autore di Eden e di Ad Lucem, romanzo che si apre con la cacciata dei ribelli dal Paradiso Terrestre e la loro relegazione negli inferi. Il romanzo uscirà nelle librerie il 21 dicembre 2012, data provocatoria e associata ad antiche simbologie, come quella del calendario Maya che fissa in questo preciso giorno la fine del mondo.

La presentazione di Eden, primo romanzo di Alessandro Cortese che racconta la caduta di Lucifero, ribaltando l’opinione comune che si ha della Creazione. Da poco ristampato, il romanzo è stato riproposto come apripista all’imminente Ad Lucem, il secondo tassello, quello che completa la cacciata degli angeli e della razza umana, proiettando figli del Cielo e della Terra verso la fine del mondo.. Eden è un romanzo che si tinge del mistero che da sempre accompagna i simboli.

La missione di ogni essere umano  – afferma Cortese – è togliere al Caos un pezzo del suo potere e, per farlo, l’uomo ha creato i simboli, qualcosa a cui associare un’idea, qualcosa a cui dar forza con la fede”.

Il seminario di Cortese verteva proprio sulla volontà di chiarire uno di questi simboli: l’Albero. “L’Albero illustra lo schema occulto dell’Universo e la sua fondamentale unità, allarga i suoi rami attraverso la Creazione e riconcilia nell’uno le diversità, è un modello di Dio, del Creato e dell’Uomo insieme; la Cabala ebraica lo descrive come costituito da dieci sephiroth, le vaste regioni che rappresentano le parti del Tutto governate da forze magiche.

Distribuiti a destra e sinistra, i sephirot disegnano all’interno dell’Albero tre triangoli, ognuno contenente due forze opposte ed una forza che li riconcilia; così, quelli disposti sul lato destro sono maschili e positivi, quelli sul sinistro femminili e negativi, mentre quelli nel mezzo sono androgini, determinando la presenza di tre colonne: la colonna della severità a destra, quella della misericordia a sinistra, e quella della temperanza al centro; tutte e tre poggiano su Malkuth, la Terra, e dalla Terra la razza umana deve levarsi iniziando un cammino di conoscenza che possa ricondurla a Kether, cioè il primo sephira, Dio, che scendendo attraverso l’Albero del Mondo si è fatto uomo e donna.

È interessante osservare come la disposizione dei sephirot sia rispettata anche nella più classica delle immagini di Adamo ed Eva ai due lati dell’Albero della Conoscenza, rispettivamente, a destra e sinistra come per l’Albero Sephirotale, un parallelismo che, assieme ad altri simboli, sarà oggi oggetto di discussione in pubblico.”

Nel corso dell’evento, Cortese ha indagato sulla figura del Diavolo e sulla natura del suo scontro con Yahweh (il dio del popolo ebraico), in un’atmosfera sospesa tra miti e leggende. “Il dualismo bene/male è alla base di ogni religione e culto, così come la paura del Maligno influenza ogni civiltà e i comportamenti ritenuti socialmente accettati – ha dichiarato Alessandro Cortese – Ogni cosa può essere letta con molteplici chiavi d’interpretazione ed io, nei miei romanzi, ho voluto affrontare la Storia della Creazione da un punto di vista che finora non era mai stato sostenuto.

Sono ancora troppe le cose che consideriamo tabù, dimenticandoci di come i limiti che ci imponiamo rappresentino le mura della prigione in cui chiudiamo il nostro cervello. Abbiamo il dovere di conoscere… non farlo è un’offesa all’intelligenza che possediamo”.

 

Fonte

Libreriamo

 

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: