Intervista di Pietro De Bonis a Donatangelo Fazio ed al suo “The Poems of life”

Intervista di Pietro De Bonis a Donatangelo Fazio ed al suo “The Poems of life”

Nov 28, 2012

“Nella nostra mente e nel nostro cuore, viviamo sensazioni e sentimenti; alcuni non li confessiamo mai, ma sono la vera essenza del proprio “Io”.   Pochi riescono a confessare questa parte segreta agli altri, e pochi riescono a percepirla. Capire l’animo umano in tutte le sue sfaccettature non é facile, ma almeno proviamo a comprendere i segnali che ci invia”.

Donatangelo Fazio è nato a Bari il 1° Ottobre 1973 ed ivi risiede. Si è diplomato prima in chimica e poi in informatica. Mostra, sin da ragazzino, uno spiccato interesse e passione per l’arte, la musica e la letteratura.

Si è dedicato con più attenzione negli ultimi anni alla poesia e ad un accurata analisi del suo animo che rispecchia una persona sensibile, di pensieri nobili e carattere umile; e che grazie ad un forte e sincero bisogno di comunicazione cerca di esprimere nei suoi versi, la coscienza delle cose, il significato dell’esistenza, elaborando visioni, emozioni , ricordi del suo vissuto; utilizzando un linguaggio apparentemente semplice e diretto ma che racchiude una fantasia metaforica estremamente penetrante, che conduce il lettore sui binari di una profonda riflessione e conoscenza del proprio interiore. “The Poems of life” è una silloge poetica che comprende quasi tutti i brani di due precedenti e piccoli lavori: “Lo sguardo della mente” ed “Ebbrezza dell’Anima”; con l’aggiunta di altri inediti.

 

P.D.B.: Ciao Donatangelo! “The Poems of life” è una raccolta di poesie, pensieri e prosa, quale è la prima frase che ti viene da dire di questo tuo libro?

Donatangelo Fazio: “Ricercare e trovare non è nulla. Il difficile è aggiungere a se stessi ciò che si è trovato”. L’uomo che desidera una appagata vita non deve agire in funzione di tutto quel che gli piace e che ama, ma deve amare qualsiasi cosa faccia per gli altri.

 

P.D.B.: Perché la scelta di un titolo in inglese?

Donatangelo Fazio: Beh la scelta del titolo inglese ha due motivazioni sostanziali: la prima è che, secondo il mio punto di vista, termini che possono sembrare alquanto semplici (vita, ricordi…), in inglese assumono un altro suono; la loro percezione diviene intrigante e la struttura più corposa; di conseguenza l’impatto è più energico. Il secondo e semplice motivo è che l’inglese a me piace. Credo che un titolo in inglese catturi di più l’attenzione, inoltre a breve uscirà anche un’edizione tradotta in lingua inglese.

 

P.D.B.: Secondo te è più facile confessarsi scrivendo che parlando? Più facile farsi leggere che ascoltare?

Donatangelo Fazio: Le parole scritte, su carta o digitale, hanno più forza poiché impresse assumono un potere diverso del parlato e il messaggio, credo, sia più diretto e meglio compreso, inoltre leggendo hai più tempo di percepire e quindi di assimilare in modo migliore qualcosa che magari si è capita poco prima; questo, per la poesia o prosa che sia, è estremamente importante in quanto un verso può darti qualcosa in un determinato momento, lo puoi interpretare diversamente in un altro; dipende dallo stato d’animo in cui ti trovi.

 

P.D.B.: Leggo parole tue “Capire l’animo umano in tutte le sue sfaccettature non è facile, ma almeno proviamo a comprendere i segnali che ci invia”, le poesie sono già segnali importanti per te Donatangelo?

Donatangelo Fazio: Assolutamente sì. La poesia, la prosa, i pensieri che ogni uomo o donna scrivono o hanno solo in mente e magari non riescono ad esternare agli altri, sono tutti piccoli bozzoli che divengono splendide farfalle quando con franchezza si ha la voglia o il coraggio di esporli. Positivi o negativi i pensieri sono segnali costruiti dalla nostra mente, quindi dal nostro interiore, e  come tali sono comunque costruttivi ed, aggiungo, se condivisi con sincerità, possono solo portare ad un percorso verso una strada migliore non solo per se ma anche per gli altri.

 

P.D.B.: La scrittura è un gustarsi la propria sofferenza?

Donatangelo Fazio: Scrivere, per me, è manifestare ciò che il proprio intelletto fornisce in un determinato momento e/o periodo che si attraversa. La vita è fatta di mille sfumature, miriadi di dettagli che la caoticità frenetica di questi tempi nasconde alla nostra vista. Quando si ha il pregio o la capacità di fermarsi un attimo ad analizzare ciò che davvero ci succede, e li che la soddisfazione trionfa. Per cui scrivere è, un gustarsi poi, sia la sofferenza che la gioia, sia il bianco che il nero, sia la luce che l’ombra; il vuoto e il pieno fra le mani.

 

P.D.B.: Dove possiamo acquistare la tua silloge poetica “The Poems of life”? Hai in vista presentazioni?

Donatangelo Fazio: Mi reputo una persona molto comunicativa al quale piace stare in mezzo alla gente, ma non al centro dell’attenzione. Per cui non credo farò presentazioni pubbliche almeno per ora, se non attraverso la rete e il web; più in là chissà, si vedrà. Questo libro è disponibile solo online su lulu.com  e Amazon sia in versione cartacea che Ebook, lo si può trovare anche su altri canali di lettura digitale digitando “The Poems of life Memories from inside” come parola chiave. Vorrei specificare che il mio linguaggio (almeno per quanto riguarda i brani di questa raccolta) è molto diretto. I versi sono semplici ma articolati da una struttura che viene percepita solo se si legge col cuore e lo spirito in sintonia con la mente. Il comune denominatore è un messaggio: la verità. Ma che cos’è la verità? Anche con tutte le differenti personalità che ci distinguono, accetto, e tutti dovremmo accettare, che esistono diversi punti di vista per ognuno di noi, ma la verità è universale. La verità di cui tanto si parla, da noi può essere solo percepita e magari compresa, il nostro unico mezzo per renderla tale è la ragione. Tuttavia, dalla ragione non potremo mai aggiungere abbastanza parole per spiegarla. Le parole sono troppo umane, pratiche, non possono esprimere ciò che è più grande. Però possiamo e dobbiamo almeno comprenderla perché solo comprendendola, agiremo di conseguenza. Per cui interpretiamo sempre le parole che, nella loro semplicità, aprono il passaggio, sta a noi seguire e scegliere la via. La verità se usata fino in fondo è capace di risolvere anche le più complicate situazioni.                                                                                                                                                          

A tal proposito vorrei citare Chuang-Tsu che dice: “c’è un limite prima del quale le parole si fermano e non possono più proseguire oltre. Quel limite è il confine che, forse, tutti prima o poi sapremo valicare”.

 

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

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One comment

  1. Giuseppe /

    Non vedo l’ora, Pietro complimenti per la scelta del personaggio, suscita curiosità e non vedo l’ora di acquistare la versione in inglese. Buone le domande e continua cosi!

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