“Ascoltavo le maree”, romanzo di Guido Mattioni – recensione di Rebecca Mais

“Ascoltavo le maree”, romanzo di Guido Mattioni – recensione di Rebecca Mais

Nov 22, 2012

“Viaggiare era un alibi per stare ancora di più accanto a lei, anche se mai purtroppo sufficiente a compensare tutte le ore che avremmo potuto condividere e che ci erano state invece rubate dai corrispettivi lavori. Viaggiare voleva dire per noi sottrarre allo scorrere del tempo – rallentandolo – l’intensità di quel dolce stare insieme che avevamo reciprocamente ricevuto in dono.”

Un uomo distrutto dal dolore si ritrova a vagare nella sua sofferenza alla ricerca di una risposta a quella perdita. Dopo anni di matrimonio è stato privato dall’amata moglie ed ora non è più in grado di sopportare la vita che scorre intorno a lui e l’unica via d’uscita è quella di partire il più lontano possibile. Decide quindi di proseguire, o ricominciare, la sua vita negli Stati Uniti, a Savannah, splendida cittadina della Georgia, nella quale era solito trascorrere dei periodi di vacanza con la moglie. Questo è l’unico luogo nel quale può ricongiungersi con se stesso, ritrovare la parte più profonda del suo dolore e trasformalo in qualcosa di positivo.

Ascoltavo le maree” (Editore Guido Mattioni, gennaio 2012) di Guido Mattioni, scrittore indipendente, sta avendo un notevole successo negli Stati Uniti d’America (con il titolo “Whispering Tides”), tanto da essere adottato come libro di testo dalla Learn Italy School di New York e  dal Modern & Classical Languages Department della Georgia State University di Atlanta.

Romanzo struggente e profondo, pone al lettori numerosi spunti di riflessione e mostra come ci si possa innamorare di un luogo, della natura, madre e matrigna al tempo stesso, e di come questa vada rispettata ed onorata. Ed è proprio tramite la rigogliosa natura di Savannah che viene evidenziato il contrasto con la grigia Milano e con la monotona vita condotta dal protagonista prima della scelta di eleggere Savannah a città adottiva.

“Almeno a me era successo.  Mi era successo di rendermi conto come possa valere anche per un luogo quello che vale per una persona – un battito dentro, intendo – dal momento che l’innamoramento sarà anche una follia, ma splendida proprio perché non ha bisogno di darsi ragioni.”

Ma oltre ad un’esperienza che potrebbe apparire coma autobiografica, vi è anche, e soprattutto, l’idea di una fuga da una situazione dolorosa e di esasperazione nella quale chiunque potrebbe trovarsi nel corso della vita.

Pagine dolenti, ricche nondimeno di insegnamenti e di amore per la vita, di vivide descrizioni degli splendidi paesaggi della cittadina americana che fanno venire al lettore la voglia di andare di persona a scoprire se tutto ciò esista effettivamente. Perché Savannah è così, descritta come un paradiso terrestre dove è possibile la redenzione e la nascita di una nuova vita. Un luogo simbolico, ma reale, che tutti crederemo di aver visitato dopo aver letto queste pagine memorabili.

“Se scegli questa strada, se resisti e ce la fai, finisci per scoprire che è bello, è incredibilmente bello imparare a dormirci su, su quelle infantili paure che a volte inquietano più gli adulti che i bambini. E’ bello proprio perché in quei momenti scopri che come vicini hai per davvero unicamente gli alberi e i loro mille invisibili abitanti che ti scrutano di là dai vetri, curiosi, con i loro occhi che brillano nel buio.” 

Il libro è acquistabile anche in formato e-book.

 

One comment

  1. Giuseppe /

    ottima!

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