Emergenza contest: resoconto del concerto dei The Hoo al Lido di Berlino

Emergenza contest: resoconto del concerto dei The Hoo al Lido di Berlino

Nov 14, 2012

“Cinque ragazzi provenienti da tutta Europa hanno portato un vibrante groove sul palco del Lido il 3.11.2012. Attraverso un’inedita miscela di flauto traverso e chaos pad la band presenta il suo originalissimo e rockeggiante sound a base di funk e hip-hop. Il flow del cantante mostra chiaramente che le sue radici sono debitrici della scena anni ’90”.

Così i The Hoo vengono presentati il giorno dopo la loro esibizione al Lido, da Matthias Priller, organizzatore dell’Emergenza contest, Berlino.

Il concorso è ormai da circa 20 anni il più grande contest per band emergenti al mondo, perché permette una grossa visibilità nei maggiori club della capitale.

E i The Hoo, dopo la loro performance al Lido e la conseguente vittoria, si sono aggiudicati il passaggio alla semifinale dell’est della Germania, che si svolgerà nel celebre SO36, a Maggio.

La scelta non era facile perché a confrontarsi erano band dagli stili musicali molto diversi ma i The Hoo sono riusciti ugualmente a distinguersi grazie alla loro musica.

A dare il proprio voto, in questa prima fase, è stato unicamente il pubblico, accorso numeroso ad assistere all’evento nello splendido spazio offerto dal Lido.

I The Hoo sono una funk band europea (Italia, Francia e Russia) nata a Berlino nel 2012, composta da Anthony Malka (tastiere), Tristano Pala (voce e flauto), Emanuele “Uele” Carboni (basso), Alex Sitnikov (batteria) e da Andrea Puddu (chitarra). Tristano, Uele e Andrea militavano fino a un anno fa nella funk/crossover band sarda dei Fun Key.

Ma torniamo ai The Hoo.

Nonostante la loro performance sia durata solo 25 minuti, hanno avuto tutto il tempo per scaldare il pubblico e dimostrare di trovarsi a proprio agio sul palco con un ampio range di atmosfere.

Dopo una breve introduzione del basso, il set ha inizio con Finti Gangsta, canzone di denuncia contro una certa scena hip-hop mainstream povera di contenuti, che trova la sua unica ragion d’essere e di vanto negli stereotipi del rapper di strada: donne facili, macchinoni, soldi e festini. Il pezzo trova la sua cornice ideale in un pesante e cadenzato beat hip-hop.

Dopo Finti Gangsta, la band introduce la sua ultima canzone Theoretically Concrete, una sorta di punto d’incontro fra Herbie Hancock e Stevie Wonder. Questa volta il cantante si cimenta con l’inglese e con la sua abilità nel dividersi fra rap, vibranti e caldi cantati e flauto traverso. Dopodiché è la volta di Where is The Party?, altro groove assassino, servito questa volta dall’incredibile bassista. La canzone, con il suo ritmo travolgente, è riuscita a far ballare e urlare tutta la platea.

L’ultima canzone del set, La Piscineinteramente strumentale – non fa altro che confermare l’attitudine e la voglia di dance-hall della band.

La splendida serata veniva poi chiusa da Cody Chestnutt, che in molti ricorderanno per la sua collaborazione con i The Roots, nel fortunato singolo The Seed. L’artista ha deliziato la platea con un soul raffinato e piacevole, molto Marvin Gaye-oriented.

Per rimanere in contatto con i The Hoo, per interviste e serate ecco i contatti:

 

Written by Tristano Pala

 

 

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