Inaugurazione mostra fotografica “Biblical miths & Epic heroes”, dall’8 al 22 novembre 2012, Milano

Inaugurazione mostra fotografica “Biblical miths & Epic heroes”, dall’8 al 22 novembre 2012, Milano

Nov 7, 2012

Giovedì 8 novembre 2012 alle ore 18:00 presso la Galleria Pavesi, a Milano, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica Biblical miths & Epic heroes del poliedrico artista Davide Conti. Un lavoro particolare il suo, che da sempre si muove attraverso la commistione di arti e tecniche differenti.

Scatti che hanno come protagonisti eroi dell’antichità e scene biblicherielaborati in modo unico attraverso l’occhio personale dell’artista. Davide Conti, nasce a Bologna nel 1970. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti della sua città. Il suo percorso artistico si snoda attraverso la contaminazione costante tra le arti figurative, il graphic design e la fotografia, incentivata da un lungo periodo all’interno della comunicazione d’immagine. Di recente ha scelto Misano Adriatico come base di lavoro ma senza dimenticare Bologna.

 

Arnaldo Pavesi:

“Quella di Davide Conti è una personalità poliedrica: il suo percorso artistico ha come costante la contaminazione tra arti figurative, graphic design e fotografia. E questa commistione di elementi e influenze diverse è chiaramente riconoscibile nelle sue opere. 

Nel suo lavoro Biblical miths & Epic heroes Conti elabora in modo personale iconografia classica, episodi biblici e tecniche fotografiche moderne dando vita a qualcosa di unico. Storie – anzi, historiae – che vengono raccontate sotto una nuova luce, in cui la figura femminile è la vera protagonista e la tradizione viene scardinata per lasciare spazio a nuove interpretazioni” .

 

Dott.ssa Chiara Micol Schiona:

Si è provocatori nel riproporre immagini allo stesso tempo decontestualizzate e ricontestualizzate. Si è altrettanto provocatori nel voler riportare la fotografia a quella tendenza pittorica che aveva in origine, uscendo dal concettualismo e della smaterializzazione del corpo propria degli anni Settanta.

L’epoca del simulacro viene qui riproposta in un’immagine che riprende il rapporto mimetico o di rappresentazione con il reale, riacquisendo il rapporto con quest’ultimo, pur non essendone una copia, ma mantenendo un rapporto di scambio significativo con l’immagine storicizzata. Le immagini di Davide Conti, la sua Susanna e la sua Angelica, non sono una semplice citazione ma una rilettura vera e propria, che parte dal testo per potersi rileggere nella stessa immagine.

Abbiamo di fronte una costruzione, una rimessa in gioco dell’indecidibilità tra reale e fittizio, tra verità e manipolazione. Ibridazione di generi e di forme, degli echi classici riappropriati dal fotografo attraverso un’acuta analisi della contaminazione linguistica dei contenuti. I testi vengono posti sotto la lente d’ingrandimento che è propria dell’arte, vengono sottoposti a una ricostruzione/rinnovazione dell’immagine di riferimento, cogliendone in tal modo sempre nuovi significati.

È il caso del Sacrificio di Isacco e dell’Achille e Pentesilea, ed è sempre in questo senso che va pensata la messa in discussione, il rimescolamento, dei valori estetici proposti da Davide Conti. Così i ritorni tematici non possono e non devono essere considerati come ritorni del medesimo, bensì come ritorni del differente, da riferirsi cioè a una diversa modalità di messa in luce, ne sono un chiaro esempio il Martirio di San Pietro o la Deposizione.

Centrale è il ruolo dei corpi: posti come costruzioni sceniche, senza abiti per esaltare la costruzione formale, creano linee di tensioni ed equilibri, che hanno fatto propria la lezione dei grandi maestri del passato.

 

 

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