La Donna Ideale di Antonio Matragrano: dentro ad una icona

La Donna Ideale di Antonio Matragrano: dentro ad una icona

Nov 2, 2012

La Donna Ideale è nel sogno di tutti, fin dall’antichità ed è presente in tutte le epoche. L’artista Antonio Matragrano ha fatto di questo sogno un’arte ed ha trovato ed infine collocato e riposto la sua donna ideale dentro ad una icona.

È infatti l’icona il segno particolare e di distinzione per riconoscere e contraddistinguere la  sua donna ideale. La donna ideale di Antonio Matragrano non vuole essere solo sogno e anzi esige e pretende di essere anche vera, visibile  e tangibile attraverso la creatività artistica e la genialità intuitiva.

Le donne di Antonio, perché in realtà sono tante quelle raccontate e raffigurate da lui, sotto la medesima intenzione e determinazione di perseguire quell’unica donna ideale che da sempre alloggia e alberga nella mente e nel cuore di tutti. Antonio conosce bene la continuità di questo sogno che non si è mai persa attraverso i secoli e né mai è venuta a meno per intensità e desiderio.

Infatti le sue creazioni artistiche, viste ed osservate così per la prima volta, richiamano alla memoria  immediatamente gli artisti e gli artigiani bizantini che sbarcati a Ravenna, avevano portato a compimento meravigliose e ricche decorazioni nelle Basiliche di San Vitale e di S. Apollinare in Classe, con il loro stile di profonda bellezza ed unicità.

Le donne di Antonio Matragrano fanno pensare d’istinto all’Imperatrice Teodora, consorte dell’ Imperatore Giustiniano così egregiamente rappresentata negli splendidi mosaici in Ravenna. Solo che le donne di Antonio, ideali e perfette sono sempre collocate all’interno di un’ icona contraddistinta da un’immancabile aureola, come autentico sigillo di perfetta idealità, sono donne belle e moderne che vivono e appartengono ai giorni nostri, quelli attuali.

Inoltre sono donne che conservano in pieno sia la loro femminilità che la loro sensualità, seppur collocate costantemente sotto una aureola luminosa e dorata che conferisce loro un’ impressione di santità. Sono belle le donne di Antonio Matragrano e sembrano anche vere, vive, seducenti e accattivanti, all’interno di un’icona artistica che conferisce loro l’ambito sogno di idealità. Anche le espressioni e le combinazioni cromatiche giocano su un presente che vuole richiamarsi al passato, ma così quasi di sfuggita perché in realtà la novità del presente fa dimenticare la certezza e la solidità del passato.

A questo bel risultato espressivo e concettuale Antonio è arrivato attraverso varie tecniche espressive, fra le quali quelle dei graffiti delle grotte di Altamira e Lescaux , alle quali è giunto attraverso i suoi tanti viaggi per le strade del mondo, Germania, Canada, New York, dopo che la sua vita ha avuto origine nella Città di Cosenza, sua Città natale nel 1958. E siccome quasi sempre si parte, per vedersi ritornare, anche Antonio è ritornato dopo avere girato per il mondo, nella sua Città, a Cosenza e qui ha continuato la sua ricerca e la sua evoluzione artistica fino ad arrivare  a creare le donne ideali, ma anche reali di oggi che Antonio colloca sempre dentro e sotto un’ aureola. E per renderle ancora più vere nella loro idealità, Antonio rappresenta principalmente figure femminili del mondo dello spettacolo e fra queste Avril Lavigne è talmente sognata e sognante da apparire quasi ancora più perfetta nell’ incarnazione di una idealità che intende mostrarsi come reale realtà.

Quella di Antonio è una singolare tecnica di pittura e di collage che ha come risultato finale quello di sembrare un mosaico  che può risultare moderno ma che al contempo non è mai ignaro del passato. La sua proficua serie di donne con l’ aureola ha avuto origine nel 2005 ed ha riscosso numerosi consensi ed apprezzamenti nel mondo.

Le icone di Antonio conquistano per gli abbinamenti e per le combinazioni, sia di colori che di concetti, realizzati in un contesto di purezza e di autonomia dell’espressione e dell’espressività artistica, inserendosi in una prospettiva  del tutto nuova ed innovativa, con un risultato finale davvero molto convincente ed anche stupefacente.

Le profondità sia cromatiche che concettuali delle idealità creative e pittoriche realizzate da Antonio Matragrano si arricchiscono e si contraddistinguono anche nella cura e nella scelta dei particolari, che pure non intendono negare l’essenzialità estetica di fondo e così le donne moderne, ideali e quasi sante di Antonio si ritrovano ad essere a volte anche tatuate ed abbellite da modernissimi ma anche garbati tatuaggi.

Così come si ritrovano a distrarsi di loro stesse, portando a volte le dita sulle labbra, esattamente come potrebbe fare qualunque altra donna nella realtà della vita reale. C’è un continuo riconcorrersi e rimbalzare del tempo e nel tempo, quasi che le donne di Antonio fossero dentro ad una icona, ma contemporaneamente fossero anche dentro al movimento ondulatorio di una ipotetica altalena temporale che continuamente oscilla fra il tempo presente e il tempo passato.

Antonio Matragrano riconosce come suo maestro o iniziatore  Jean Michel Basquat che è stato un importante graffiti writer ed anche un noto pittore statunitense e che fu grande amico di Andy Wahrol e anzi fu proprio Wahrol che aiutò Basquat a sfondare nel mondo dell’arte, come nuovo fenomeno mondiale emergente. Jean Michel Basquat gioca con i tratti e con le apparenze, inserendo parole nei suoi dipinti che sono volutamente semplici e minimali, fino ad apparire quasi grezzi. Così come gioca Antonio Matragrano con le sue donne ideali, che sono fresche e moderne ma che celano in sé tutta l’arte dei secoli passati.

È la genialità che se ben giocata, si traduce in semplicità ed è un gioco che sembra facile ma che non lo è, in quanto solo gli artisti autentici e veri sanno districarsi in questi labirinti di tratti e di espressività che partono dalla complessità per approdare alla semplicità, sia visiva che concettuale.  Sono da vedere, da scoprire , da conoscere e da amare le donne di Antonio Matragrano perché custodiscono il segreto dell’eternità e dell’immortalità attraverso il concetto di idealità che qui come non mai, appare semplice, a portata di mano,  messo lì di fronte a te pronto per farsi ammirare.

 

Written by Rosetta Savelli

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: