Intervista di Pietro De Bonis ad Antonella Cardellini ed al suo “Gli eroi di Camelot, la Dama Bianca”

Intervista di Pietro De Bonis ad Antonella Cardellini ed al suo “Gli eroi di Camelot, la Dama Bianca”

Ott 29, 2012

Antonella Cardellini è nata a Roma nel 1979. Dopo la maturità si trasferisce a Formello, paese a nord di Roma, dove svolge il lavoro di operaia metalmeccanica. Mamma e moglie con la passione della lettura, soprattutto fantasy.

Gli eroi di Camelot, la Dama Bianca” (Silele Edizioni) è il primo di una trilogia fantasy, ispirata al gioco di ruolo: Kingdoms of Camelot, su Facebook, romanzando amicizie e scontri accaduti nel popolare gioco.

In una Camelot post-Arturiana, gli Alleati di Re Artù sono in lotta contro i Torre Nera. Fra intrighi, passioni e magia, la Regina mezzelfo Ginevra e sua figlia Elena forgeranno una spada: la Dama Bianca. Con la loro creazione cercheranno di sconfiggere il malefico e potente stregone Zoitan, sua sorella Medusa ed aiuteranno l’Imperatore Aledik a contrastare l’esercito del male guidato dalla diabolica Regina Pamelot, intenta a riportare sulla Terra il Signore Oscuro Belial.

 

P.D.B.: Ciao Antonella! “Gli eroi di Camelot, la Dama Bianca” (Silele Edizioni) è il primo tuo romanzo di una trilogia fantasy, come nasce l’intera storia? L’idea di una trilogia?

Antonella Cardellini: Ciao Pietro! Prima di cominciare vorrei ringraziarti per questa opportunità, é la mia prima intervista e spero mi porti fortuna! Questo primo libro rappresenta per me la prima, vera, sfida con me stessa e con la depressione in cui ero caduta tre anni fa. Scrivere era diventato uno sfogo muto, ma essenziale per quella parte che non voleva cedere alla malattia. La mia Camelot, è nata subito dopo aver cominciato a partecipare a un popolare gioco di ruolo su Facebook, diventando un appuntamento quotidiano, quasi una dipendenza. L’ho immaginata giorno dopo giorno, proiettando le mie paure, le mie emozioni, le mie esperienze in una epoca che però mi affascina da sempre, non a caso fra tutti i giochi che esistono su Facebook, ho scelto di giocare proprio su Kingdoms of Camelot di cui ne faccio ancora orgogliosamente parte. 
Non è detto che sia una trilogia. Finché sarò ispirata dal gioco e il riscontro dei lettori sarà positivo, mi piacerebbe continuare a narrare le avventure dei miei cavalieri e della mitica Regina Elena con la sua Dama Bianca!

 

P.D.B.: Grazie a te Antonella! Stai scrivendo il secondo e terzo capitolo di questa trilogia o li hai già pronti?

Antonella Cardellini: Il secondo è già pronto, mentre il terzo è ancora in fase di scrittura perché purtroppo non ho lo stesso tempo che ho avuto per i primi due.

 

P.D.B.: Ho letto che per il tuo libro ti ha ispirato il gioco di ruolo Kingdoms of Camelot su Facebook, ci vuoi spiegare meglio?

Antonella Cardellini: Quando si inizia a giocare, si entra anche a far parte di una alleanza che si può scegliere fra le centinaia che esistono nel gioco. Io scelsi quella degli Alleati di re Artù. Ho conosciuto persone meravigliose da ogni parte d’Italia e con alcune si è instaurato un rapporto di amicizia sincera che ci ha portato a conoscerci di persona. Addirittura per alcuni il rapporto è andato oltre e sono nati dei piccoli Camelottini, questo è per farvi capire l’atmosfera che si crea anche se si tratta di un gioco virtuale. Forse sono stati loro la mia vera ispirazione che mi ha portato a romanzare fatti che davvero sono avvenuti nel gioco, come ad esempio la guerra contro i Torre Nera (ma che si scoprirà poi nel secondo) era stata creata ad arte dai Vampiri e i Nome della Rosa.

 

P.D.B.: Te Antonella credi che leggere sia essenziale per arrivare a possedere una buona scrittura? Te leggi molto?

Antonella Cardellini: Penso che leggere sia il bisogno di appagare la nostra curiosità. Indubbiamente una buona scrittura si acquista con il tempo, imparando termini, verbi o parole a noi sconosciute prima. Libro dopo libro ci fortifica, ci rende più sicuri in noi stessi e nel rapportarci agli altri quindi, leggendo non solo si impara a scrivere, ma anche a saper parlare. 
Purtroppo non leggo quanto vorrei. Sul mio comodino c’è sempre un libro, ma è il tempo che mi manca! Tutte le sere però, se non è il libro di turno, sono le favole che leggo alla mia bimba quindi mi tengo allenata!

 

P.D.B.: Sei mamma, moglie, e scrittrice, mi sembra che non ti manchi null’altro no?

Antonella Cardellini: Mamma e moglie è assodato, scrittrice? Forse. Credo che io debba ancora versare fiumi di inchiostro prima di reputarmi tale. Il mio desiderio primario adesso è appassionare i lettori, farli entare nel mio Mondo, soprattutto nel secondo e nel terzo dove ho messo tutta me stessa. Questo primo capitolo lo considero un po’ come gli allenamenti per un atleta prima di scendere in pista. Qui è iniziato tutto, si conoscono i personaggi e l’inizio delle loro storie, dei loro errori e del loro coraggio, ma è nel secondo che i fatti e gli intrighi si svilupperanno meglio fino ad arrivare all’eroico epilogo del terzo.

 

P.D.B.: Dove possiamo reperire il tuo romanzo “Gli eroi di Camelot, la Dama Bianca”? Hai in vista presentazioni?

Antonella Cardellini: “Gli eroi di Camelot, la Dama Bianca” (Silele Edizioni) è ordinabile in qualunque libreria italiana e anche sui maggiori store on line. Inoltre, si può ordinare direttamente a casa vostra, senza costi di spedizione tramite l’indirizzo email: sileleedizioni@gmail.com.
La mia prima presentazione sarà a Morlupo il 28 Ottobre presso la galleria d’Arte Isla Culturando, piazza Giovanni XXIII alle ore 17, parteciperò alla fiera dell’editoria presso Chiari (BS) 11 Novembre, presentazione a Milano il 13 Novembre all’ Henry’s Cafè pub, in via Col di Lana, 14 ore 19 e 30, infine a Formello (RM) dove abito, il 24 Novembre, presso Palazzo Chigi nel cuore del centro storico. Grazie di cuore a tutti e ancora a te Pietro.
Vi lascio augurandovi una buona lettura, con la speranza che il mio libro vi prenda e vi trasmetta le sensazioni che ho provato arrivando a Camelot.

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

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