Intervista di Pietro De Bonis a Caterina Saracino ed al suo “Grigio”

Intervista di Pietro De Bonis a Caterina Saracino ed al suo “Grigio”

Ott 24, 2012

Nella penombra di quell’angolo mi riusciva meglio pensare, ed era proprio il motivo per cui avrei fatto meglio a non rintanarmi lì; ma ero una preda fin troppo facile per una tentazione del genere. Fluttuavo in quell’area di vapori oscuri, di griglie di pensieri vagamente tendenti all’infinito, l’infinito che mi chiamava attraverso la zanzariera, squarciata in più punti. L’accarezzavo come fosse un’amica, una protezione. Al di là di essa, la vita delle piante. Dimenticavo spesso di annaffiarle, ma loro resistevano, crescevano rigogliose e bellissime, come se le nutrisse il dolore della nostra casa.

 

Caterina Saracino è nata il 27/05/1982 a Bari, ma risiede da qualche anno nelle Marche.

È laureata in Comunicazione d’Impresa e ha conseguito un Master in Sceneggiatura e Scrittura Creativa.

Ha pubblicato racconti in diverse antologie di Giulio Perrone Editore, segnalate anche su Vanity Fair. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo “Il giardino irraggiungibile”, e nel 2010 “Grigio” (con la Ed. Eiffel).

Ha presentato “Grigio” al prestigioso Festival del Libro Possibile di Polignano del 2011. Ha lavorato in diverse agenzie di comunicazione e pubblicità, ha collaborato come redattrice per due testate giornalistiche e attualmente lavora per un sito web.

 

 

P.D.B.: Ciao Caterina! “Grigio” (edizioni Eiffel) il tuo libro. Un romanzo intenso, è stato duro scriverlo?

Caterina Saracino: Ciao a tutti! Devo essere sincera: scrivere “Grigio” non è stato facile, ma è stata un’esperienza che mi ha fatto capire quanto amo la scrittura e quel “piccolo dolore” che ti provoca calarti nei personaggi (come se fosse quasi una recitazione) e farli vivere attraverso di te, per poterli poi trascrivere sulla carta. Il tutto è poi compensato dalla soddisfazione finale, quando ti accorgi che hai prodotto qualcosa che ti piace, e che – per fortuna – piace anche ai lettori. “Grigio” mi ha fatto trascorrere due anni, tra prime stesure ed editing, che non dimenticherò.

 

 

P.D.B.: Morgana, la protagonista, si veste solo di grigio, perché?

Caterina Saracino: Perché il grigio è l’espressione del suo stato d’animo: Morgana non si sente né donna né uomo, né bianca né nera, si lascia trasportare dagli eventi senza passione, sembra essersi gemellata alla passività. Questo perché la vita che ha vissuto finora, assieme al fratello minore che ha commesso un omicidio involontario, l’ha portata a chiudersi a riccio e a precludersi… i colori. Ma per fortuna è solo l’inizio. “Grigio” non è un “mattone” e soprattutto non è fine a se stesso. È la storia di una evoluzione, di una scoperta.

 

 

P.D.B.: A volte si è impotenti di fronte al troppo dolore? Vivere nascosti nella società è vivere male?

Caterina Saracino: Credo che l’impotenza di fronte al troppo dolore sia proporzionale a quanto noi ci “culliamo” in esso. Arrendersi è la strada più facile, ma la forza di cambiare, la disperata ricerca dei colori di cui parlavo prima e soprattutto la vicinanza delle persone che ci amano, possono infonderci un potere che noi neppure sospettiamo di poter generare. Solo aprendoci e quindi uscendo dal nostro nascondiglio, possiamo ritrovare la scintilla di cui tutti noi abbiamo bisogno.

 

 

P.D.B.: Si perdona più per se stessi o per gli altri secondo te Caterina?

Caterina Saracino: Sono d’accordo con chi sostiene che se non si vive bene con se stessi è quasi impossibile vivere bene con gli altri. Quindi sono dell’idea che il perdono sia un “balsamo” prima di tutto per noi stessi, perché il rancore è un’arma che ferisce soprattutto chi lo vive, e poi per gli altri.

 

 

P.D.B.: Sai a volte si è spettatori anche di una propria opera d’arte, si scoprono cose in essa che magari noi non avevamo notato, voglio dire le persone che hanno letto “Grigio”, ti hanno detto o fatto notare qualcosa che non ti aspettavi?

Caterina Saracino: È una domanda interessante a cui posso darti una risposta certa: sì, è capitato in più occasioni che alcuni lettori mi abbiano fatto notare dei particolari, a prima vista scollegati tra loro, che in realtà avevano una connessione che io stessa non avevo considerato. Questo mi ha stupito: ho pensato che, in un certo senso, gli eventi di “Grigio” e i suoi personaggi sono andati “oltre” me, il loro tramite, e si sono sviluppati naturalmente. Posso anche farti un esempio: nel libro assume un’importanza fondamentale la figura di una giraffa (per la scena iniziale dell’incidente e poi perché è la sublimazione di un’ossessione di una dei protagonisti). Quando ho scelto che l’animale doveva essere proprio la giraffa, l’ho scelto per caso. Ma un lettore mi ha fatto notare che non poteva essere un caso, e io ci ho riflettuto su. Poi ho capito che inconsciamente avevo scelto la giraffa perché è un animale la cui testa è più lontana dal corpo rispetto agli altri esseri viventi… è come se fosse in qualche modo… scollegata. E questo, per chi legge il romanzo, assume un significato ben preciso, che non voglio anticipare per non togliere il gusto a chi vorrà leggerlo. 

 

 

P.D.B.: Dove possiamo comprare il tuo libro? Hai in vista nuove presentazioni?

Caterina Saracino: “Grigio” si può acquistare sul sito internet di Edizioni Eiffel, www.edizionieiffel.com, sia in formato cartaceo che in versione ebook. Al limite si può anche ordinarlo attraverso le librerie indicate sul sito. La prossima presentazione è prevista per il 19 ottobre a Falconara Marittima, in provincia di Ancona; parlare di “Grigio” per me è sempre un’emozione, anche se ormai ho perso il conto delle presentazioni!

 

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

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One comment

  1. Vincenzo /

    Letto due volte in tre mesi. E’ uno di quei romanzi che è incredibile non “vengano fuori”, forse perchè poco pubblicizzato e per scarsa distribuzione. Consiglio vivamente a tutti

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