“Il manoscritto ritrovato ad Accra” di Paulo Coelho, recensione di Rebecca Mais

“L’unica scelta autentica della nostra vita è quella di immergerci nel mistero della forza superlativa dell’Amore. Possiamo scacciare l’Amore dalla soglia del nostro cuore, magari dicendo: ‘Ho già sofferto troppo e so che anche stavolta si rivelerà un fallimento’, ma se ci comporteremo così, la morte si impadronirà davvero di noi.”

Appena uscito nelle librerie italiane, l’ultimo attesissimo libro di Paulo Coelho si trova già ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti. Ma sarà riuscito il grande scrittore brasiliano a soddisfare anche stavolta i suoi fedeli lettori?

Il libro nasce dal ritrovamento in Egitto prima di una serie di papiri e in un secondo momento di un altro manoscritto redatto ad Accra.

Ritroviamo quindi la trascrizione dell’anzidetto documento, all’interno della quale il Copto, un saggio greco, riunisce gli abitanti di Gerusalemme nella piazza in cui Ponzio Pilato sentenziò la morte di Gesù e discute con loro sui vari aspetti della vita.

Dal sapore new-age, “Il manoscritto ritrovato ad Accra” (Bompiani, settembre 2012) si pone come una sorta di manuale per la sopravvivenza,  un breve compendio su come affrontare le principali questioni che attanagliano l’uomo nella vita quotidiana.

Ma a differenza di precedenti simili opere di Coelho, questo risulta come un mero elenco di sentenze divise in capitoli recanti ciascuno il nome della tematica trattata. Non è presente perciò una trama e le varie citazioni ruotano tutte intorno all’Amore, unica forza capace di governare la nostra anima e le nostre azioni.

Sebbene l’intento sia positivo, il risultato non è tra i migliori di Coelho, il quale ha realizzato un volume che sa di letto e riletto, facendo sia riferimento a suoi precedenti libri che a quelli di altri autori, uno per tutti Khalil Gibran  con “Il profeta”.

Specchietto per le allodole, titolo e immagine in copertina farebbero presagire qualcosa di più misterioso e profondo, ma sfociano in una raccolta di pensieri non troppo originali e probabilmente non all’altezza delle aspettative del lettore.

 “Perdere una battaglia, o tutto ciò che crediamo di possedere, ci sprofonda in momenti di tristezza. Poi, quando li superiamo, scopriamo la forza sconosciuta che dimora in ogni essere umano – una forza che ci sorprende e accresce la nostra autostima.”

 

3 pensieri su ““Il manoscritto ritrovato ad Accra” di Paulo Coelho, recensione di Rebecca Mais

  1. A me invece il libro è piaciuto molto. Ritengo che non vada letto come un romanzo, ma piuttosto come un dispensario di profonde saggezze con mille sfaccettature. Sottolinea l’importanza della lotta(tema presente di molti dei suoi libri…), senza tralasciare l’importanza dei sentimenti. Fantastico anche il breve video ufficiale di presentazione in italiano:

    http://www.youtube.com/watch?v=jvjmrf4tSXc&feature=youtu.be

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