Le mille e una notte: la letteratura araba nel cuore di Florinda – articolo di Rosetta Savelli

Le mille e una notte: la letteratura araba nel cuore di Florinda – articolo di Rosetta Savelli

Ott 4, 2012

In quel periodo il loro amore era talmente saldo e forte da fare credere che davvero fosse così per sempre ed entrambi ne erano convinti più che mai. Nadeem nutriva per Florinda  un’autentica venerazione, intrisa di affinità e complicità che combaciavano perfettamente. E una tale intesa ricopriva e abbelliva tutte le sfumature e le sfaccettature del loro stare insieme.

Infatti non poterono mai fare a meno di dormire stretti ed avvinghiati l’uno nelle braccia dell’altro, per tutte le notti che dormirono insieme e finchè così fu. Quando non dormivano così stretti stretti, la loro complicità e la loro intesa erotica e sessuale si esprimeva e si esaltava al meglio, raggiungendo punte di piacere contraddistinte da una raffinatezza espressiva al limite del credibile e del descrivibile. Nadeem ce l’aveva già scritto nel proprio Dna, in quanto fa parte della cultura di questi popoli arabi ed orientali coltivare e considerare di fondamentale importanza e priorità il piacere femminile. La donna ed ogni tipo di piacere a lei connesso  diviene  centrale, in un modo assoluto ed inequivocabile.

Tutto nell’uomo si genera, si  concentra e si muove intorno a questo concetto  per tutto ciò che riguarda la donna. Nadeem era un esempio anomalo in quanto era monogamo e fedele nel suo sentimento amoroso verso Florinda, la quale ben si avvantaggiava di questa speciale anomalia, ma per tutto il resto lui rientrava pienamente nella mentalità e nella filosofia esistenziale del suo popolo che considerava la donna amata come una creatura unica e particolare , da ammirare, da rispettare e da adulare in qualunque modo e con qualunque mezzo.

Proprio come nell’ incanto e nello splendore delle fiabe  nelle “ Mille e una notte”. “Le Mille e una notte” il cui titolo originale in arabo è “ Alf laila wa laila “ è un insieme di racconti, favole, fiabe e novelle di argomenti sia fantastici che realistici.

È senza dubbio la più conosciuta di tutte le opere della Letteratura Araba. Benchè composti in luoghi e tempi diversi, tutti i racconti riinviano chiaramente al mondo islamico, in particolare al Medioevo nella Città di Baghdad. E vi sono qui raccolte alcune delle fiabe divenute tra più famose della Letteratura mondiale. La struttura completa di questa grande opera letteraria, consiste in una raccolta di storie e fiabe, inserite all’interno del racconto che fa da cornice. Questo racconto narra del Re Shahiyàr che infuriato con il genere femminile, per via di una delusione d’amore, ordinò che ogni notte gli venisse portata una donna da possedere e da mettere a morte il mattino seguente. Dopo diversi anni, la figlia del Gran Visir Shahrazade si offrì volontaria a trascorrere la notte con il Re e per non essere giustiziata, per  tutto il tempo lungo mille e una notte, stimolò la curiosità del sovrano, narrandogli racconti straordinari. Racconti che a volte sono incatenati l’ uno all’altro e a volte rinchiusi l’uno dentro le trame dell’altro.

Quando Shahrazade terminò i suoi racconti, il Re Shahriyàr si è dimenticato del motivo per il quale odiava le donne e si ritrovò di conseguenza ad essere perdutamente innamorato di Shahrazade. Il tempo e le fantasie che lei seppe donare a lui, lo riappacificarono con la vita  e contemporanemente Shahrazade salvò se stessa e tutte le fanciulle del Regno.

Nel libro “Mille e una notte” si ritrovano altre fiabe famose come quella di “Aladino e Alì baba” che hanno ispirato numerosi romanzi e trasposizioni cinematografiche. Tuttavia nel corso dei secoli, l’emblema del libro è sempre rimasta Shahrazade e la sua figura è diventata per l’Occidente l’odalisca per antonomasia. Tutte le odalische presenti nella letteratura europea, nelle gallerie d’Arte, e nei prosceni dei teatri traggono ispirazione dalla figura di Shahrazade. La sua bellezza ed il suo charme hanno incantato il mondo artistico, facendo di essa l’icona della sensualità. Infatti i Racconti delle “ Mille e una notte “ sono stati spesso considerati un topos erotico.

Di fatto alcune delle Novelle dell’ Opera trattano apertamente i temi del tradimento, dell’erotismo e della vita coniugale. Inoltre il sesso e le relazioni amorose vengono trattati con una leggerezza di stile ed una schiettezza tale da venire spesso ed opportunamente considerati come Racconti erotici e a volte anche scandalosi.

Al contrario per il mondo arabo Shahrazade è il simbolo della forza, dell’intelligenza e del fascino della parola e dunque rappresenta il contrario del modello dell’odalisca sensuale e passiva così tanto amato dalla fantasia occidentale. Shahrazade è una donna colta ed intelligente che grazie alla sua creatività ed alla sua dialettica, riesce a riscattare l’immagine della donna, intesa come  un soggetto privo del diritto di parola e sottomesso da una società maschilista. Così incarnando l’amore coraggioso e fedele, Shahrazade diviene in grado di distinguersi dalle figure infedeli delle donne che hanno ferito il sovrano.

Sono infatti frequenti durante il corso dei secoli, le edulcorazioni e le censure nei confronti dell’Opera. A tale proposito si presta a diverse letture interpretative la novella della donna e dei suoi 5 corteggiatori, dove i temi del tradimento e degli abusi sessuali vengono trattati ed affrontati con delicata ironia. In questa favola il sesso è raffigurato come un’arma nelle mani della donna e non come uno degli aspetti legati alla schiavizzazione del genere femminile. La forza straordinaria di questi Racconti è che seppur datati alla notte dei tempi, trattano i temi attuali, come appuntol’eros, in maniera assolutamente moderna.

Così come del tutto moderno era Nadeem nei confronti di Florinda. E nei loro lunghi e profondi dialoghi amorosi ed erotici, l’essere l’uno prigioniero del desiderio dell’altro, significava essere in un continuo turbinio di piacere, rafforzato da una solida e raffinata intesa  fatta di modi, di espeirienze, di atteggiamenti e di desideri.

Le loro anime diventavano un’anima unica in nome dell’ amore. Ed era un amore totale, libero di essere interpretato in tutte le sue forme, le sue sfumature e le sue intenzioni, senza pudori e senza falsi limiti sia con tutta l’anima che con tutto il corpo. Florinda ragazza elegante dall’aria quasi nobile per classe e movenze di giorno, diveniva un’amante impeccabile ed estrema di notte, quando le voglie si fanno più reali, impertinenti e prorompenti.

Florinda amava la trasgressione ed ogni volta viveva quasi una sorta di gara con le proprie attitudini e le proprie fantasie, seppure circoscritte nell’ ambito del rapporto di coppia, senza concedere irriverenti ingressi o accessi a terzi. La noia era la sua più grande nemica, lei detestava i toni pacati e stanchi e pertanto  chiedeva, voleva e pretendeva scenari ed esperienze sempre nuove ed eccitanti e Nadeem sapeva donarglieli, mosso dal medesimo impeto ed entusiasmo erotico.

Anche lui, ricercava la trasgressione più viva ma sempre nella stessa donna che gli aveva sedotto il cuore. Quegli anni brevi e intensi lasciarono un segno profondo di gioia e di amore nel cuore di Florinda. Quegli anni furono per lei la prova che la felicità può esistere e anzi esiste! Nadeem che era il suo Principe da “ Mille e una notte “ l’aveva appassionata anche alla Letteratura Araba Classica e spesso nella loro intimità le leggeva e le decantava versi poetici, sia antichi che moderni che contruibuivano ulteriormente a rendere ancora più intenso ed intrigante il loro gioco di attrazione e seduzione. Florinda aveva acquisito un’ autentica formazione culturale a tale proposito.

Nella Letteratura in Lingua Araba si distinguono innanzitutto un periodo pre-islamico ed un periodo islamico. Il primo è anteriore al diffondersi e all’ affermarsi dell’islamismo in Arabia e successivamente nei Paesi che vennero conquistati dai mussulmani, quali i Paesi nel Vicino e Medio Oriente, nell’Africa del Nord ed anche nell’Europa sudoccidenatle ( Spagna e Sicilia ). Le origini di una tale Letteratura erano popolari e si formarono presto generi letterari tipici come la poesia di guerra, quella panegiristica ed infine ultima ma non ultima, la poesia d’amore. In questa fase iniziale, i poeti per lo più improvvisavano. Questa Letteratura poi si stabilizzò con la formazione dell’alfabeto arabo che è uno degli alfabeti più diffusi nel mondo, derivato dall’alfabeto aramaico, i cui inizi risalgono al IV secolo. Tuttavia l’uso dell’alfabeto per scopi letterari risale ai secoli VIII – X .

Anteriormente si può parlare solo di Letteratura orale. Tra le più antiche testimonianze c’è “Scelta“ ( o Muhallakat, cioè Versi infilati ), dovuta a un certo Hammad ( morto nel 772 ). In questa Scelta o Antologia entrarono sette opere di sette poeti. Fra le altre Antologie preislamiche è importante ricordare “ Il libro dei canti di Abu el Faragià al Isfahani, morto nel 976.

La poesia araba preislamica, che si può definire anche beduina, è originale e con scarsissime influenze esterne. Nasceva nell’ambiente dei nomadi, ma veniva anche accolta ed imitata dagli Arabi seminomadi delle oasi e delle città. I poeti godevano di grande reputazione, partecipavano a feste e cerimonie e si organizzavano spesso competizioni fra i vari poeti. La figura centrale di questa poesia era il poeta stesso con tutta la sua forza ed il suo ardore che impiegava nelle imprese epiche. Uno dei maggiori poeti arabi preislamici fu Imr ul- qais ( morto fra il 530 e il 540 ) che visse errabondo fra l’Arabia, la Siria e la Mesopotamia. Morì a Costantinopoli, dopo che fu giustiziato a causa della sua passione per una figlia dell’ Imperatore Giustiniano.

Ci furono anche famose poetesse come al Hansa. Tra il VII  e l’ VIII secolo si diffuse e si affermò una religione monoteista, l’islamismo che si espanse poi per mezzo mondo ,con le conquiste arabe e con il grande Stato Feudale del Califfato. E qui la lingua araba divienne la Lingua ufficiale del Califfato. Lo stesso Corano è scritto in prosa rimata e fu anche il primo documento, divenuto poi monumento, della prosa araba.  Sotto il potere degli Ommayyadi che persisterà per un secolo (660 – 750), la poesia arba scoprì temi diversi, dettati dal nuovo clima politico e sociale.

Così accanto alla poesia beduina, nacque quella cittadina, quella di corte, quella erotica e quella bacchica. Il Califfo Ommayyade Walid Ibn Yasid cantò le passioni, il vino e l’amore, mentre Omar Ibn Abi Rabia diventò l’esponente principale del filone erotico. La “ qasida” che è un tipico sistema di metrica della lingua araba, utilizzato nella poesia d’amore, iniziò in questo periodo a perdere l’antica rigidità, dando forma e spessore ad alcuni veri e propri romanzi amorosi che diedero vita ed anima ad alcune fra le pagine più belle dell’ antica letteratura araba.

Con la dinastia Abbaside che durò circa cinque secoli (VIII- XIII), si entrò nell’epoca classica, l’epoca del Grande Impero e del massimo splendore dell’Islam, quando la Lingua e la Letteratura Araba uscirono dai confini del deserto, per entrare nel mondo: dalla Persia all’ Atlantico, dalla Mesopotamia al Sudan territori dove l’ arabo divenne la Lingua ufficiale. Questo fu un periodo di grande fermento e di grande splendore culturale.

La Letteratura Araba non fu composta solo dagli Arabi, ma anche dai rappresentanti dei popoli sottomessi ( Aramaici, Greci, Copti, Persiani, Berberi, e persino Goti e Visigoti in Spagnia e Turchi ) ed è anche per questo motivo che riuscì a divenire così vasta e profonda. Qualche secolo più tardi conobbero un successo particolare i poemi che avevano come soggetto le guerre contro i Crociati ( come  ad esempio “ La sira di Beibars “ ). e fu proprio in questo periodo che si formò il famoso libro di Novelle:

“Le Mille e  una notte“ che conobbe grande fortuna nelle tradizioni occidentali ed in particolare in quella francese, ma che aveva le proprie fonti nelle narrazioni orientali. Questa fu anche l’ ultima opera vivace della Letteratura araba, prima che si assopisse per qualche secolo, dopo la conquista ottomana. Questa si risveglierà solo verso la fine del VIII secolo, ma diversificata nella sua unicità, infatti si risveglierà come Letteratura dei diversi Paesi di Lingua Araba ( Egiziana, Siriana, Libanese, Algerina, Irachena, ecc. ).

Pur avendo avuto un’ ottima educazione di tipo occidentale, Nadeem era rimasto profondamente legato alle proprie origini ed alle proprie radici e ci teneva a farle conoscere anche a Florinda, la quale amandolo così profondamente, non poteva fare a meno a sua volta, di apprezzare tutto ciò che faceva parte del suo amato amore. Nadeem inoltre, nella sua ancora giovane esistenza, aveva saputo filtrare il meglio della propria cultura di origine e di appartenenza ed aveva saputo in aggiunta ben mixarla con la cultura occidentale, ottenendo come risultato quello di essere un ragazzo davvero stupendo, sotto tutti i profili.

E lui così pacato, misurato ed equilibrato amava immensamente gli eccessi e le frenesie di Florinda quasi che servissero a lui per sentirsi ancora più completo nel suo modo di essere. Era anche molto rispettoso, sia verso l’amata Florinda che verso gli altri, in un senso più ampio. Nella loro intimità Nadeem deliziava Florinda con versi, con infinite attenzioni e con splendide seduzioni.

Nella loro esclusiva villa a Bel Air organizzavano anche feste, alle quali partecipavano amici ecellenti, per vivere con entusiasmo ed energia, alcune notti di vera follia, ma Nadeem preferiva che questo angolo di paradiso rimanesse innanzitutto come un nido d’amore per sé e per l’ amata Florinda.

 

Written by  Rosetta Savelli

 

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