“Head Down”, album dei Rival Sons – recensione di Daniele Mei

“Head Down”, album dei Rival Sons – recensione di Daniele Mei

Ott 4, 2012

Rival Sons. Jay Buchanan, Scott Holiday, Robin Everhart e Michael Miley questa volta l’hanno fatta davvero grossa, hanno cancellato in un disco solo la frase “Rock and Roll is Dead”, nel senso di rock dei grandi maestri del genere Led Zeppelin, Black Sabbath,  Cream, riportando gli anni d’oro ai giorni nostri.

Quando sento Jordan, davvero ho il pelo delle braccia che prende forma, e inizia a danzare, e credo fortemente che questa sia la stessa sensazione che si sia provata quando si è ascoltato per la prima volta ZOSO o Disgraeli Gears.

Jordan è la ballata, il pezzo da colonna sonora indimenticabile di qualsiasi film che ricorderai per una vita, un film dove sei te seduto nel rosso deserto americano, con lupi che ululano alla luna, un falò, Uma Thurman in jeans, stivali, camicetta con un cappello da cowboy e Don Juan a insegnarti a viaggiare tra le varie dimensioni spazio temporali, il tutto visto come un ricordo vicino ma impalpabile, fermo nel tempo, in slow motion.
“the wolves look to the moon

and the ocean to the sky

I’ve looked to you my whole life

now I have to say goodbye”.

Ma non è sicuramente la dolcezza e la culla di Jordan il piatto da cui ci si ciba con l’ascolto di Head Down, qua si sentono vibrazioni elettriche d’altri tempi, tutti i cliché riproposti massicciamente e con classe tanto da essere irrimediabilmente freschi.

Se una cosa li caratterizza rispetto ai grandi gruppi degli anni ’60 e ’70 e comunque il fatto di aver assimilato nelle loro orecchie il punk e il grunge, lo stoner:  soprattutto i Soundgarden si sentono tra le loro tracce, anche senza l’oscurità di questi ultimi e con molto molto blues.

Keep on Swinging, Wild Animal, You Can To è un trittico di canzoni di una potenza inumana, micidiale,

Until the Sun Comes Down inizia con una frase che non lascia scampo a malizie su di loro

“I know you think you’ve heard it all before”.

Sentite, anche se non siete prettamente rockettari, quei merdosi soldi che usate per rendervi mediocri comprandovi fottuti pacchetti di banalissime sigarette usateli per regalarvi un po’ di vita vera, perché poi vi lamentate che vi annoiate; con Head Down vi immergete e avrete ai vostri piedi e nelle vostre testoline traviate dalla società scoppiata in cui viviamo un pizzico di verità.

Su Amazon per 13 euro e due giorni di attesa potete iniziare a mettere un piccolo tassello per la libertà.

 

RECODM012

Written by Daniele Mei


 

 

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