Paolo Nani con lo spettacolo di mimi “La Lettera”, in dicembre a Milano

Paolo Nani con lo spettacolo di mimi “La Lettera”, in dicembre a Milano

Set 6, 2012

Paolo Nani sarà a Milano (Teatro Lirico) in dicembre con lo spettacolo di mimi “La Lettera”, ispirato da “Esercizi di Stile” dello scrittore francese Raymond Queneau. Prima di allora, purtroppo per noi, sarà difficile incontrarlo in Italia, dato che è in tournèe all’estero. Chi scrive ha avuto la fortuna di vedere “La Lettera” in un paesello della provincia di Cremona e raccomanda caldamente di partecipare allo spetacolo.

La Lettera” viene proposta in teatro dal 1992; è stato in scena in Groenlandia e in Cile, in Turchia e in Spagna, in Norvegia e in Italia, con oltre 900 repliche.

Si diceva, “Esercizi di Stile”. Come in quel libro Queneau raccontava la stessa storia secondo 99 stili diversi, così Nani descrive la stessa scena (che ci viene presentata in apertutra spettacolo con la definizione di “normale”) in 15 modi diversi. Dopo averla vista “normale”, eccola volgare, pigra, sognante (molto simbolica), ubriaca, sorprentente, western, senza mani, cinema muto, facendo due cose assieme, horror (che si rifà a Jackyll e Hyde, per cui Nani ha una fissazione), al contrario, freudiana e circo.

La storia che viene continuamente riproposta descrive un uomo che si siede a un tavolo, beve un sorso di vino, che però sputa, contempla la foto di una donna e scrive una lettera. La imbusta, la affranca e, mentre sta per uscire, ha il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. Controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce.

La capacità mimica di Nani è sensazionale. Memorabili i suoi occhi ridotti a fessure quando rifà la scena in chiave western, o quando – dovendo versarsi il vino senza usare le mani – guarda il pubblico con disappunto. I rimandi culturali dello spettacolo non sono di difficoltà nella sua comprensione: tutti riconoscono le tematiche tipiche del western o del circo tali da poter capire chi o che cosa Nani scimmiotti, e tutti hanno visto un film muto da potersi sbellicare dalle risate mente l’attore si sbraccia e si appende ai tendaggi. Spesso Nani, con una vocina acuta, fa rumori da cartoon, soprattutto “wow”, o canta la lirica facendo il contralto.

Sottostante allo sperttacolo c’è una poetica anni ’40, di innocenza, di occhi sgranati, di maglie strappate (molto evidente il rimando ai cinema horror anni 40 e 50), di sputacchiate, di vino ingollato, di urli e rutti, di simboli (la sequenza sul sogno è un omaggio a brunel e dalì) e di vino a zampillargli dalle labbra per cinque minuti buoni.

Si ride per tutta la durata dello spettacolo.

E si resta ammiratio da Nani, le cose che sa fare (il senza mani è l’apice del virtuosismo) e dalla capacità espressiva che ha.

“La Lettera” parla di stile, di sorpresa e di ritmo, portati all’estremo della precisione ed efficacia comica.

 

Written by Silvia Tozzi

 

 

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