In uscita “Vecchio”, secondo album dei Thegiornalisti, 24 settembre 2012

In uscita “Vecchio”, secondo album dei Thegiornalisti, 24 settembre 2012

Ago 27, 2012

Sarà quel “The” che ha portato qualcuno fuori strada, ma i Thegionalisti con il loro secondo album “VECCHIO” si confermano sempre di più una band che fa musica per rimanere, una band lontana dall’essere il prodotto della sola moda dei tempi. È molto inusuale che dei ragazzi tra i 26 e i 28 anni possano partorire una musica del genere, c’è fin troppa maturità in questo lavoro che, pur richiamando l’eccellenza della musica italiana e inglese che il 90 per cento del mondo ha amato e continua ad amare, risulta di una freschezza disarmante.

La sterzata artistica da Vol.I c’è stata e come: i riverberi sono stati rinchiusi nei cassetti con i vestiti dell’anno passato, la voce di Tommaso Paradiso è priva di qualsiasi effetto, le chitarre di Marco Antonio Musella e Tommaso graffiano con un crunch di altri tempi mai sguaiato mai in overdrive, la batteria di Marco Primavera è diventata il centro, l’equilibrio di un impasto sonoro che gli amanti del genere troveranno azzeccatissimo, e il basso, come di consuetudine nei Thegiornalisti, è praticamente la chitarra principale (vedi alcuni bassi di Klaus Voormann).

I testi di Tommaso Paradiso all’interno dell’album ci parlano di un amore intenso che si abbandona spesso ai piaceri della vita grazie ai quali ci sentiamo meglio con noi stessi e con gli altri; l’amore per una donna si legge nei versi di “Diamo Tempo al Tempo” (e poi attendere la sera tardi quando con vero amore mi parli), canzone iper Lennoniana nelle parole e nell’arrangiamento che ci invita a sposare una certa calma filosofica per tutto ciò che abbiamo intenzione di compiere (“diamo tempo al tempo se ci va o rimarremo in coda con l’ansia di non arrivare mai…”).

La novità del pianoforte conferisce all’album tutte quelle caratteristiche che sono racchiuse proprio nella parola chiave di questo disco: “Vecchio”, titolo e canzone simbolo dell’album. Non è assolutamente il caso di fare qui quei discorsi sulla retro-mania, il vintage, o andare incontro a quei pre-concetti sul come era meglio una volta, che oggi fa tutto schifo e funziona male.

“Vecchio” per i Thegiornalisti è un parola che racchiude un modus di pensare e di agire di conseguenza. “Vecchio” è sinonimo di saggezza, è il nuovo motto di chi vuole vivere lentamente e morire il più tardi possibile.

“Vecchio” è un attaccamento alla vita, è il volersi vedere vivi anche a 80 anni, proprio citando il testo della canzone che da il nome all’album “potremmo fare di più ma il tempo è contro di noi, ma noi ce ne andremo con la spider, su e giù per la via Aurelia tra la campagna e il mare blu”, e anche “quando un vecchio inizia a bere lo fa giusto per ricordare come sorridere” e non per fare il bullo e uscire fuori di sè insensatamente.”

Questo è in definitiva un album per tutti quelli che preferiscono andare in vacanza, con chi si ama e con chi si vuole bene, in Provenza piuttosto che a Sharm el Sheik, a Filicudi e non a Ibiza, per tutti quelli che preferiscono le enoteche alle discoteche, il vino al vodka tonic. Stiamo anni luce distanti da facebook e la contingenza dell’arte usa e getta. Questo dei Thegiornalisti è un disco che potrebbe persino durare per sempre, pieno di riflessioni, sensazioni e scenari che non possono essere messi a repentaglio dal tempo.

E poi c’è tutta quell’Italia che i ragazzi non si e non ci fanno mai mancare: “I Gatti” suona come un tema fantozziano, se la signora Pina fosse una gattara sarebbe la colonna sonora ideale di uno dei film sul ragionier Ugo. Ascolti la canzone “Vecchio” e ti vengono in mente Pasolini, via Veneto, Sordi e Monica Vitti; “Una domenica fuori porta” può considerarsi l’incontro ideale tra Sergio Caputo
accompagnato dalla Plastic Ono Band. L’album si apre con la rock’n’rollegiante “La tua pelle è una bottiglia che parla e se non parla vado fuori di me” che per scommessa diciamo subito che sarà una delle frasi più cantate dell’intero album. E a proposito di rock’n’roll non si può non citare “Pioggia nel cuore”, futura hit, “Bere”, song-pogo ai concerti, e “Cinema” la canzone punk del disco che descrive quei personaggi alla Mandrake alias Gigi Proietti in “Febbre da cavallo” che campano sommersi dai debiti di gioco e che di tanto in tanto tra una scommessa e l’altra si improvvisano attori tutto-fare di serie C.

L’album si chiude con la toccante e ispiratissima “Nato con te”, tutta Fender Rhodes e Wurlitzer, il brano acustico e semipsichedelico di questo lavoro. Scritto e arrangiato interamente dai Thegiornalisti ecco a voi “VECCHIO”. Prendetevi una buona bottiglia di vino, mettetevi sul divano con il pacchetto di sigarette vicino e godetevi questo album che per intensità si potrebbe definire d’altri tempi, altri tempi che grazie a queste dodici canzoni diventano anche i nostri.

Il disco è stato registrato e mixato da Carlo Pinna alla Barchessa Recording Studio (Rubiera, Emilia Romagna). La masterizzazione effettuata ai celebri Abbey Road Studios di Londra da Steve Rooke I Thegiornalisti sono: Tommaso Paradiso, Marco Primavera, Marco Antonio Musella accompagnati live al basso da Emanuele Guidoboni.

 

Info:

http://www.thegiornalisti.it/

http://www.facebook.com/thegiornalisti

http://thegiornalisti.bandcamp.com/

 

 

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