“Il Canto della Balena” di Corrado Sobrero – recensione di Daniela Schirru

Il Canto della Balena” é uno dei libri che finora ho letto di Corrado Sobrero. Ambientato nella terra brasiliana, narra le vicende e le vicissitudini di una famiglia di pescatori e contadini, capeggiata da Leòn, di professione pescatore, ma allo stesso tempo contadino.

Padre di tanti figli, uno diverso dall’altro, ma desiderosi di farsi valere, farsi conoscere, di fare qualcosa che possa renderli degni di quello che fanno, che desiderano.

È una famiglia motivata e priva di grilli per la testa, tra loro spicca Himelda, con un talento inaspettato per trovare soluzioni a problemi che potrebbero portare ricchezza alla sua famiglia, fino al fatidico giorno dell’arrivo di qualcosa di indesiderato, che potrebbe solo creare dei problemi ancora più gravi alla popolazione di quelle terre.

Già, perché una notte in cui Leòn si trovava a pesca, nell’oceano Atlantico, all’improvviso il mare si trasformò in un fantasma, in qualcosa di straordinariarmente apocalittico, che senza volerlo trascinò il povero pescatore in una strana lotta tra la vita e la morte.

Tutto questo per far nascere dal nulla un’Isola. Un’isola disabitata. Un’isola che avrebbe portato curiosità e ricchezza, oltre a tanto riposo a coloro che arrivavano per trascorrere del tempo, lontano dal lavoro pesante, della vita di tutti i giorni.

Così, con la nascita di quest’Isola, che venne chiamata con un nome biblico e con l’imminente arrivo di qualcosa di inaspettato che avrebbe costretto la popolazione di quella terra a dividersi, con l’arrivo di persone poco gradite, la famiglia di Leòn corse ai ripari, grazie al coraggio di uno dei suoi membri, che trovò la soluzione per aiutare la sua famiglia a non soccombere da quei problemi in arrivo… fino a quando com’era arrivata l’isola non scomparve in una notte burrascosa…

Corrado Sobrero racconta in questo romanzo una storia colma di poesia, di parole infinite, che sanno tenere il lettore attaccato alla storia, con tanta curiosità.

È una storia che vale la pena leggere, raccontare ai propri figli, i nostri nipoti, perché possano imparare il significato della vita, delle parole, e imparare dalle cose semplici, senza il troppo avere.

Potrebbe diventare un classico, come tanti altri classici che abbiamo amato durante la nostra infanzia.

 

Written by Daniela “Aiko” Schirru

http://writingbookreviews.blogspot.it/

 

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