Questioni linguistiche: Ivo Murgia ed il linguaggio sardo

Questioni linguistiche: Ivo Murgia ed il linguaggio sardo

Lug 16, 2012

Ivo Murgia è nato a Cagliari nel 1974 e vive a Pirri. È laureato in psicologia e ha conseguito il master ´Approcci interdisciplinari nella didattica del sardo´.

Da diversi anni lavora con l’idioma sardo, nei comuni, nelle scuole, nell´università, con editori, enti pubblici e privati.
Scrive nei giornali ´Sardinna´, ´Sa Republica Sarda´, ´Superga Cinema´ e ´La Patrie dal Friûl´. Ha un blog interamente in sardo dal 2006 e ha lavorato a Radio Press conducendo per due stagioni il programma di musica sarda ´Su primu tocu´ cun Paolo Zedda e Riccardo Pittau.

Abbiamo voluto presentarvi questo autore un po’ particolare. Buona lettura!

 

A.M.: La questione linguistica sarda è sempre stata un calderone di diversi saggi. Secondo gli studi glottologici, il sardo è un dialetto d’Italia, cioè un dialetto parlato in territorio italiano. Dialetto e non lingua, in quanto una lingua per esser definita tale ha bisogno di una propria koinè, ed il sardo vanta di svariate varianti. Che cosa ne pensi?

Ivo Murgia: Da una decina d’anni stiamo assistendo ad una grande ripresa della produzione attiva in lingua sarda e finalmente anche le istituzioni si sono decise a seguire il trend. Personalmente però, ma non sono il solo, non sono d’accordo sulle linee di politica linguistica indicate dalla Regione Sardegna per la valorizzazione e l’ufficializzazione della lingua sarda;  non mi convince la forma e tantomeno la sostanza. La proposta di uno standard unico a base logudorese (parlata del nord) per la maggioranza dei Sardi, che vive in Campidano peraltro (sud Sardegna), presenta più di una difficoltà e queste vanno a decretarne il fallimento. Non è bastata neanche la messa in atto di un’operazione di maquillage, che ha previsto il cambio del titolo a una vecchia proposta già fallita spacciandola per un’operazione di mediazione, abusando della buona fede altrui e non solo. Come volevasi dimostrare anche questo nuovo tentativo infatti è fallito, nonostante si cerchi di imporre questo ‘standard’ a colpi di delibere e quant’altro. La mia idea invece è che si debba partire dalla tradizione letteraria sarda, storicamente biforcata in due koinè letterarie, Campidanese (sardo del sud) e Logudorese (sardo del nord) ed incominciare da lì un cammino di riappropriazione della lingua e quindi di modernizzazione, valorizzazione ed ufficializzazione. Sarebbe il modo migliore per coinvolgere tutti i Sardi, rispettando la ricchezza della diversità, che è la nostra forza, e iniziare così un cammino di unione che potrebbe portare, se noi Sardi lo vorremo, ad una parlata nata dalla naturale fusione delle due principali macro varianti. Tutto il contrario insomma di quello che vorrebbe fare la politica linguistica della regione, figlia di un’idea della lingua vecchia e sorpassata, di stampo ottocentesco del genere ‘Una lingua, una nazione’, roba che sarebbe piaciuta a Napoleone forse, od a qualche monarca assoluto del secolo scorso ma siamo nel 2000 ormai e dobbiamo essere per il plurilinguismo ed il multiculturalismo. Io lo sono almeno, altri non mi pare. Per concludere mi pare di poter dire che esempi come la Svizzera e la Norvegia siano lì a darmi ragione, realtà con due o tre lingue ufficiali che convivono benissimo e guarda caso anche tra i posti più ricchi e civili del pianeta.

 

A.M.: Comunicazione e letteratura. Qual è la dimensione che preferisci?

Ivo Murgia: Diciamo che questi sono i due campi nei quali principalmente si svolge la mia azione, legandoli alla lingua sarda naturalmente. Io infatti, di regola, scrivo in sardo, e altrettanto dicasi nel caso debba tenere delle conferenze, fare interviste, reading o quant’altro. Mi sono concentrato su queste due dimensioni perché sono quelle che naturalmente prediligo e forse riesco anche un po’. L’insegnamento per esempio, nonostante l’abbia praticato, non rientra nelle mie corde, diciamo così, e dopo un po’ l’ho dovuto abbandonare preferendo fare altre strade. Sì, mi piace molto la comunicazione, ho lavorato in radio, sono un blogger da anni, collaboro con diversi giornali e riviste, siti web, faccio presentazioni e reading, ho al mio attivo numerose pubblicazioni etc. Questa è una dimensione che mi è molto congeniale, nella quale mi ci ritrovo, e soprattutto mi diverto, se no non lo farei. Certo non c’è da arricchirsi a lavorare con la cultura e col sardo, ma non tutto si fa per il vile denaro! Riguardo al campo letterario mi sono cimentato sia nella traduzione che nella produzione originale, che mi ha pure dato delle soddisfazioni, con premi, traduzioni all’estero e spettacoli tratti dai miei lavori.

 

A.M.:  Quale delle tue pubblicazioni ha avuto maggior riscontro da parte del pubblico?

Ivo Murgia: È difficile dire, non saprei. Non ho il  polso del mercato editoriale sardo ed in sardo, sicuramente non si parla di cifre elevatissime, mi sento di dire. Così citando a memoria, penso che la traduzioni che ho fatto per gli editori Condaghes ed Alfa Editrice, abbiano avuto un buon riscontro, hanno avuto recensioni molto positive ed ottimi giudizi da parte del pubblico. Penso alla traduzione di García Márquez in sardo ‘Crònaca de una morti annuntziada’ (Cronaca di una morte annunciata) od a ‘Contus Africanus’ (Leggende Africane) oppure al recente fumetto ‘Is Gnognosaurs’ (I Gnognosaurs) di Andrea ‘Dree’ Venier che ho tradotto in sardo direttamente dal ‘furlan’. Aggiungerei anche due miei ebook ‘Micro-contus. Literadura po chini no tenit tempus de perdi’ (Micro racconti. Letteratura per chi non ha tempo da perdere) dal quale ho tratto un reading e ‘S’annu chi no apu fatu nudda’ (L’anno che non feci nulla) uscito da pochissimo ma che mi ha già dato feedback molto importanti.

 
A.M.:  Se dovessi consigliare ai lettori uno dei tuoi libri?

Ivo Murgia: Ho affrontato nel mio lavoro diversi generi, quindi volendo ce n’è per tutti i gusti, c’è una pregiudiziale però: io lavoro col sardo, quindi chi vuole leggere le mie cose deve sforzarsi di leggere in sardo. Una scelta radicale se vogliamo ma per me del tutto naturale, essendo sardo, figlio di sardi e vivendo in Sardegna! Il mio interesse per la scrittura si lega principalmente al sardo, ne è figlio e debitore e contiene alla base una forte componente ideologica e anche politica e culturale, che dir si voglia. Il mio impegno nella scrittura si deve anche alla battaglia in corso per la valorizzazione della lingua sarda, all’idea della crescita della letteratura in lingua sarda, già copiosa peraltro, ed a tutto il movimento di riappropriazione della nostra coscienza ed identità di Sardi che sanno vivere nella modernità dell’oggi. Tornando alla tua domanda, ripeto, c’è da scegliere: traduzioni di grandi classici internazionali, biografie di personaggi sardi illustri, fumetti, micro letteratura, diari personali, leggende africane, saggi storici, studi sulla poesia improvvisata, grammatiche e quant’altro, basta aver voglia di rialfabetizzarsi in sardo, non ci vuole tanto alla fine, solo coscienza e buona volontà.

 

A.M.: Letteratura e musica elettronica. Parlaci un po’ del tuo progetto con Arrogalla.

Ivo Murgia: Questo progetto nasce dal mio incontro con Frantziscu Medda ‘Arrogalla’ , musicista electro-dub di Quartu Sant’Elena (CA), col quale c’è anche un’amicizia personale. Sono sempre stato un ammiratore del suo lavoro, della sua capacità di unire antico e moderno, una sintesi che ha sviluppato in modo originale, trasportando i suoni della Sardegna, musica e voci, dentro il ‘Dub’ e la musica elettronica. Il tutto con un gusto che mi è molto congeniale e che ha grandissimo riscontro anche all’estero dove apprezzano la sua matrice sarda sempre aperta allo scambio; suona spessissimo nei festival di mezzo mondo, dove porta questi nuovi suoni sardi, con grande sensibilità e rispetto. Ho sempre avuto in mente di fare qualcosa con lui, dopo che altri reading erano già stati tratti da miei precedenti lavori. Penso a quanto hanno fatto il trombettista Riccardo Pittau e l’attrice Antonella Puddu con ‘Crònaca de una morti annuntziada’ per esempio ma questa volta ho deciso di cimentarmi io stesso nella lettura dei miei racconti. La scelta è caduta sui ‘Micro-contus’, micro racconti di una decina di righe, di argomento surreale ma molto divertenti, tra i quali ne ho selezionato una decina che poi Arrogalla ha musicato. Per la composizione delle musiche è bastato solo un minimo input da parte mia, lui infatti mi ha chiesto di dirgli una parola o un concetto che potesse descrivere il micro racconto e da lì è partito per la creazione delle musiche, che esegue live durante lo spettacolo mentre io interpreto i miei micro racconti. Ora lo stiamo proponendo in viarie piazze sarde, teatri e altri spazi, e devo dire che ci divertiamo molto e anche il pubblico si diverte molto, infatti è un reading nel quale si ride parecchio e si crea sempre una bella alchimia tra artisti e pubblico.

 

A.M.: Pensiero e blog. Perché oggi il mezzo di comunicazione è il blog?

Ivo Murgia. Lavoro al mio blog dal 2006, sei anni ormai, da solo e senza il becco di un quattrino da parte di nessuno. Un blog che ‘viaggia’ ad un certo ritmo se vogliamo, essendo aggiornato quasi quotidianamente. Come per tutto il resto, si tratta di un lavoro fatto integralmente in sardo, quindi richiede uno sforzo da parte dei lettori, non ci sono traduzioni in italiano, per ragioni di tempo e comodità e anche perché altrimenti, per pigrizia, molti lettori salterebbero direttamente alla traduzione in italiano, vanificando il lavoro di valorizzazione della lingua sarda che io e altri  portiamo avanti da anni. Dicevo, si tratta di un blog tutto in sardo, non è il primo e ormai non è neanche l’unico, però posso dire che ha delle modalità di gestione piuttosto peculiari. Altri blog nati prima del mio (a proposito: http://logga.me/ivomurgia/) ormai sono chiusi, altri ancora pubblicano in sardo ma spesso e volentieri anche in italiano, altri che pubblicano solo in sardo, nati dopo di me, anche ispirandosi al mio lavoro e per questo li ringrazio, non pubblicano con la mia costanza. Per fortuna ci sono però e altri spero vengano in futuro. Tornando al mio di blog, anche sul piano dell’argomento la scelta è piuttosto radicale, si parla solo di lingua e cultura sarda e non di altri argomenti. Non è un blog generalista quindi ma super specifico, per appassionati e per addetti ai lavori. Pubblico miei lavori ed anche altrui e ha anche una funzione di servizio, segnalando eventi o recensendo libri e dischi, tutto questo mentre si fa, neanche tanto sotterraneamente, politica linguistica, abituando l’utente a leggere il sardo per trattare argomenti moderni con un mezzo moderno e quindi svecchiando l’immagine di una lingua legata ai ricordi e al passato. Riguardo alla scelta del canale blog per esprimere il mio lavoro è presto detto, trovami un altro canale dove avrei potuto fare quello che faccio col mio blog! Nei mezzi di comunicazione tradizionali questo spazio al momento non esiste e quindi si passa obbligatoriamente dalla rete, non per niente oggi facciamo questa intervista in un magazine on line…

 

A.M.: Qualche novità per il 2012? La vuoi condividere con noi?

Ivo Murgia: Le novità del 2012 le ho in parte già anticipate nelle altre risposte e sono: il fumetto ‘Is Gnognosaurs’, uscito all’inizio dell’anno per la Condaghes e grazie al cofinanziamento della Provincia di Cagliari, per il quale devo ringraziare entrambi per aver creduto nel progetto. Attualmente è disponibile in tutte le librerie sarde o su ordinazione, si tratta di un’opera dal grande valore didattico, molto divertente anche per gli adulti. I protagonisti sono dei dinosauri molto simpatici e un po’ sbadati che ne combinano di tutti i colori, ‘Gnogno’ infatti in ‘furlan’ significa sciocco, combina guai e questo nome l’abbiamo tenuto anche per la traduzione sarda così come ha voluto il padre dei Gnognosaurs, Andrea ‘Dree’ Venier. In Friuli ha avuto molto successo, sono già al terzo volume, e anche in Sardegna ci auguriamo possa andare altrettanto bene. Successivamente ho pubblicato l’ebook ‘S’annu chi no apu fatu nudda’, una sorta di diario nel quale ho raccontato una mia esperienza personale nonché scelta di vita, che ho scritto come ‘terapia’ per me stesso innanzitutto e che poi, anche spinto dalle insistenze di alcuni amici, ho voluto condividere e mettere on line. Si tratta di una vicenda umana interiore che benché abbia peculiarità personali, in realtà è anche comune a molte persone e quindi ‘universale’ per tanti uomini e donne. Sarà per quello forse che in tanti mi hanno scritto dicendomi che ci si sono ritrovati e hanno pensato e sentito le stesse cose ma non avevano mai avuto la possibilità di inquadrarle bene o di discuterne con qualcuno. Mi ha fatto molto piacere leggere questi commenti sul mio lavoro. Infine il progetto che più mi sta a cuore in questo periodo è il reading/concerto con Arrogalla, ‘Micro-contus’, col quale ci divertiamo molto e facciamo divertire e che ha già tante richieste in giro per la Sardegna. Anche qui l’idea che proponiamo è di una lingua giovane, fresca e divertente che vive benissimo nel 2012 e sa guardare fiduciosa al futuro. Naturalmente continua anche il lavoro col blog e altre operazioni legate alla comunicazione, alla letteratura e al sardo come dicevamo prima.

 
A.M.: Salutaci con una citazione…

Ivo Murgia: Eccola: ‘Oggi è l’ultimo giorno della mia vita. Anche domani è l’ultimo giorno della mia vita. E ogni giorno è l’ultimo giorno della mia vita’. Lascio al lettore il divertimento e il gusto di scovarne l’autore.

Grazie per lo spazio concessomi e a si biri! (arrivederci).

 

 

One comment

  1. Siamo in perfetta sintonia, caro Ivo, e forse perchè tu, come me, sei uno spirito libero che non si sottopone alle direttive di nessuno! L’indipendenza di pensiero è quella fondamentale cosa che fa si che una persona possa essere definita un intellettuale!

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