L’uomo della Postmodernità – riflessione di Ninnj Di Stefano Busà

L’uomo della Postmodernità – riflessione di Ninnj Di Stefano Busà

Giu 18, 2012

Quando una società sviluppata moderna e apparentemente alla pari con altre culture Europee più aggiornate, continua a scivolare giù giù per la china, come sta facendo da alcuni decenni la nostra, c’è da chiedersi dove andremo a finire. Perché il rischio di derive, di crisi irriversibile, di destabilizzazione è notevole e reale.

C’è nell’aria tanta inquietudine, si fiuta a naso, si cerca di non capire, di far finta, ma è il peggior nemico di se stesso chi proprio non vuol vedere. Con la scusa infantile di non creare allarmismi, con la giustificazione di non voler vedere tutto nero crea per se e per gli altri un sistema di vasi comunicanti che portano tutti ad una paralisi, ad un’asfissia, ad una necrosi che difficilmente è calcolabile negli anni che verranno.

Oggi tutto è rimesso in discussione da una strategia di mercato che ha visto crollare interi sistemi bancari sotto il peso di una grave infamia. L’ aver inventato titoli-spazzatura (li chiamano) in realtà sono bond o fondi d’investimento pluristrutturati (altra formula studiata apposta dai furbi a danno degli ingenuiCiò permette ai grandi finanzieri di appropriarsi di interi patrimoni, di lautissimi guadagni, con compensi astronomici e assegni di fine-rapporto dei quali non sono intuibili neppure gli zeri.

Nasdaq, Borse tecnologiche, titoli inquinati avvelenati dominano il palcoscenico del mondo e fanno di soggetti virtuali ricchezze reali immense.  uomini-paperoni dirigono questi circoli viziosi con strumenti di vita o di morte per intere popolazioni, per la grande America, per le tasche dei risparmiatori più indefessi che hanno barattato l’intera vita per ottenere una casa, un podere, un gruzzolo che permettesse loro una vita discreta in vecchiaia. Ora formano eserciti di diseredati, di truffati, di falliti. Dopo un’intera esistenza trascorsa a risparmiare per avere un tetto sulla testa, o un appartamentino da dare ai figli, tanti uomini e donne si vedono strappare a forza l’intero gruzzolo investito, che va messo all’asta e perduto nel breve giro di qualche settimana.

Cosa è accaduto all’uomo del 2000? Non ha valutato e ponderato su quello che potrà essere la distruzione del pianeta?Continuando di questo passo ogni individuo della terra si sentirà autorizzato a incentivare il suo modello di vita deviato, corrotto, a usurpare ciò che non gli spetta con l’inganno e la sopraffazione: inutile dire cosa se ne fanno costoro della morale, dell’etica, del buon senso, della saggezza e onestà dei padri? Dalla cultura alla morale, all’amore, alla giustizia, alla ricchezza, tutto è confuso, tutto si mescola in un susseguirsi di avvenimenti che hanno la rapidità della luce.

L’incongruenza di essere portatori di un maleficio non li sfiora neanche un po’. Si tenta di esorcizzare la coscienza mettendola a tacere in favore del benessere facile e della convenienza a tutti i costi. I ruoli, le identità, i modelli sono intercambiabili. Tutto è elettronico anche il nostro cervello che se è inadatto a navigare su internet è fuori gioco, non esiste. I finanzieri, gli uomini di legge una volta integerrimi cittadini, ai quali non faceva difetto l’integrità morale e la integerrima onestà oggi si mettono a rubare, a prendere mazzette per vivere, per poi giustificarsi, quando vengono colti sul fatto, con frasi del tipo: come si fa a vivere con stipendi di fame? Allora tutti a rubare, a procacciarsi guadagni illeciti con droga, falsi in bilancio, concussioni, mafia, pizzo.

La vita sembra diventata un inferno. La cultura è diventata un optional assolutamente indigesto, secondaria a tal punto da essere derisa: A chi serve?non ci vuole certo cultura per rubare! l’istinto e l’ignoranza vanno di pari passo verso un fantomatico guadagno facile che rientra nella realtà di oggi. Showmans e showgirls imperversano da televisioni private e pubbliche come carne da macello, pronta a tutto pur di giungere alla meta che è sempre la stessa. denaro e successo facili, denaro soprattutto, denaro e sempre denaro, come fossere api a far miele: i rendimenti sono astronomici e tutti vogliono fare il mestiere televisivo.

Bernie Madoff, il guru della finanza statunitense ha fatto il giro del mondo: ha progettato la finanza-fantasma che ha guastato, intossicato le grandi banche d’occidente, le quali hanno rovinato i piccoli risparmiatori ignari etc, in una catena di S.Antonio così inverosimile da farne tendenza, moda di tutti i giorni, come cambiarsi vestito, o guidare l’automobile. Con gesti quotidiani, con indifferenza, con crudeltà mentale hanno creato marchingegnosi giochi di finanza, fatti per incrementare lauti guadagni, per chi detiene i posti di comando; hanno sperimentato e messo in essere un ragionamento così fittizio da sembrare vero.

Madoff è stato arrestato  a dicembre, ma non pagherà care le sue colpe. E’ già tornato in libertà nella sua bella villa con piscina. I risparmiatori frodati vadano sotto i ponti, o nei dormitori dei poveri, a chi importa? Tutto è messo in vendita. Tutto è mercato tutto è in svendita e tutto deve essere facile, eludere le tasse, essere collusi. Non abbiamo più la visuale netta, nitida, precisa di quanto ci gira attorno.

Siamo talmente stravolti dal dio-denaro da essere compromessi fino alla morte? Li chiamano parametri, sembrano non esserci più, sembrano spariti, annebbiati compromessi da un ottundimento generalizzato che ci fa reprobi e insensibili a noi stessi. Sembra di camminare continuamente su un tapis roulant, se non tieni il passo svelto e sicuro, c’è il rischio di cadere, perché tutto pare oscillare, scivolarti all’indietro, sfuggirti.

La parola «parametro» può dare i brividi e anche tanta inquietudine, ma è la sola ad attagliarsi bene a questa sorta di maledizione che ci è piovuta addosso. L’era moderna è fatta per far crollare l’impalcatura ai vecchi sistemi, ma non sarà che farà definitivamente crollare ogni individuo e tutto il suo formidabile regno di re Mida, se non torniamo sui nostri passi? La tendenza ad andare all’incontrario poi è ancora possibile? Siamo ancora in tempo a invertire la marcia?

Written by Ninnj Di Stefano Busà

 

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