Intervista di Pietro De Bonis a Gastone Cappelloni ed al suo “Petali di Clessidra”

Intervista di Pietro De Bonis a Gastone Cappelloni ed al suo “Petali di Clessidra”

Giu 15, 2012

Cappelloni Gastone, 54 anni, nato a Sant’Angelo in Vado (Pesaro/Urbino) vanta diverse pubblicazioni e numerosi riconoscimenti e premiazioni, il libro di cui parliamo oggi è “Petali di Clessidra” (Rupe Mutevole edizioni).

“Non troppo tempo fa un libro di poesie di Wislawa Szymborska, poetessa polacca premio Nobel scomparsa di recente, è stato per molte settimane nella lista dei libri più venduti. Un fatto incredibile, visto che lei stessa diceva che la poesia “interessa solo due persone su mille”.

 

P.D.B.: Gastone, c’è allora richiesta di poesia nella civiltà del 2012?

Gastone Cappelloni: C’è bisogno di umanità, di solidarietà e di valori, e di riflesso di parole che possano far riflettere. E farci riflettere. Abbiamo un disperato bisogno di ritrovare quei valori che, sono sempre stati il “mezzo trainante” del nostro orgoglio, della nostra identità, e che ci hanno permesso di non smarrirci, nell’ottusità dell’apparenza, nell’oblio dell’appariscenza. Sì, la Poesia, spero che sia il collante, per troppo tempo bistrattato di questa società allo sbando, il cuore del pensiero, che ci faccia ritrovare l’altrui cammino, la solidarietà, e cosa non da poco la ragione del percorso, del tempo nostro, il sentiero che permetterà a tutti noi di leggerci dentro, senza il timore dell’umiltà. La Poesia è un grande suono, forse indistinto, anche se colpisce con l’uragano della saggezza, ma che potrebbe far conoscere noi stessi, se solo avremo la forza e il coraggio di agire e riflettere con la volontà dell’appartenenza, di se stessi. Purtroppo, di “civiltà” noi, appena, viviamo nel suo ricordo.

 

P.D.B.: La tua poesia parla di cose concrete, è così? Sdoganiamo la poesia dal cielo mi verrebbe da dire e portiamola a terra, scopriremo che saprà rimanere comunque su un piano superiore rispetto le faccende quotidiane.

Gastone Cappelloni: Sono d’accordissimo, la Poesia è, e rimane di sopra di tutte le “faccende quotidiane”, anche se, essendo “incorporea”, non produce concretezza o tangibilità, e di conseguenza è ripudiata dai modelli dell’arrivismo e dai “benpensanti dai pratici, della materialità”, la Poesia non produce, di conseguenza, non essendo un mezzo di consumo, è considerata un mero modello da non imitare, ma rientra di diritto nell’Olimpo della nostra vita. Essa è il tarlo del nostro vivere quotidiano, è il giudice delle nostre azioni. Dei nostri qualunquismi, dell’incedere. La mia poetica è pungente e irridente, non scende a compromessi, scava e affronta la quotidianità, scoprendo le paure che non ci dovrebbero appartenere, facendoci ricordare che siamo il nulla in questa terra. Non mi sono mai chiesto chi fossi, che cosa mi aspettavo dal mio futuro, e che cosa avrei costruito. Ora posso confermarlo, sono un povero umano con l’ambizione di aver guardato negli altri, cercando semplicemente di essere me stesso.

 

P.D.B.: Da dove nasce il titolo della tua raccolta “Petali di Clessidra”?

Gastone Cappelloni: I titoli dei libri sono piccole emozioni che ognuno ha nel bagaglio del cuore, rimangono all’interno, immobili e senza vita, all’apparenza, poi un bel giorno, prendono forma, e si concretano fino a reclamare la loro esistenza, il loro diritto a essere presente, sono già stati scritti dalle Poesie che compongono il libro. Loro saranno la guida incontrastata del nostro inconscio.

 

P.D.B.: Ci dedichi qualche verso?

Gastone Cappelloni: È nella morte propria / che ognuno / raggiungerà / l’umana, / inconfutabile / dimensione. / Ora, / siamo solamente / frasi non dette, / e scritte nelle mani / del solo, / incolore ottimismo./ Quale noi, / si riconoscerà / nell’identità / che mai / abbiamo vissuto? 

 

P.D.B.: Quale il tuo primo intento, la prima cosa che vuoi comunicare al lettore? Hai l‘impressione a volte di non arrivare?

Gastone Cappelloni: Grazie a Dio, non ho questa presunzione di voler arrivare con l’invadenza all’animo del lettore, assolutamente, non mi sento né predicatore né moralista, ma; sfido me stesso, ripetendomi a che punto della vita, arriverò al capolinea, quanto tempo, ancora a disposizione? Adoro farmi del male, spesso mi considero masochista, tutti, o quasi si ha terrore della morte, e allora la interpello, domandandomi quando mi presenterà il conto, di quanti debiti ho lasciato “nel tavolo della vita?”.
Mi piace provocare, mi chiedo, indago, mi faccio delle domande, e di conseguenza chi legge, per forza di cosa si sentirà coinvolto, partecipe delle stesse sensazioni, degli stessi inquietanti interrogativi.

 

P.D.B.: Il tuo libro, edito dalla casa editrice Rupe Mutevole, dove lo possiamo acquistare? E come ti trovi a pubblicare con questa casa?

Gastone Cappelloni: Con Rupe Mutevole ho un rapporto consolidato nel tempo, non solamente come autore ma cosa più importante, come amicizia, “infatti” con la stessa ho pubblicato quattordici volumi, questo la dice tutta sui rapporti che ho con loro. Il mio nuovo libro, come gli altri si potranno acquistare sui maggiori book-shop online.

 

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

https://www.facebook.com/pietrodebonisautore

 

Info:

www.gastonecappelloni.com

 

 

One comment

  1. fiorella carcereri /

    Complimenti a Gastone e anche all’intervistatore…bravi entrambi :-)

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