“Live at KFJC radio” dei Bradipos IV – recensione di Emanuele Bertola

“Live at KFJC radio” dei Bradipos IV – recensione di Emanuele Bertola

Giu 13, 2012

“Ti sogno California, e un giorno io verrò” cantavano i Dik Dik nel 1966 in uno dei brani italiani più famosi di quel periodo – riadattamento italico della splendida “California dreamin'” dei Mamas & Papas – e quanti, oggi come allora, hanno fatto proprie queste parole? Quanti italiani in questi decenni hanno sognato e sognano la California? Quanti italiani coltivano dentro di sè il mito di quel luogo lontano che sembra essere stato il centro del mondo?

La California, punta di diamante di quella West Coast che non è soltanto la costa occidentale degli Stati Uniti, non è soltanto un luogo fisico, ma anche e soprattutto la stupefacente mescolanza di mode, passioni, stili di vita, correnti di pensiero e movimenti che dalle grandi spiagge dell’ovest hanno investito il mondo intero tra gli anni ’60 e ’70.

Non è un caso che proprio dalla West Coast sia nato il movimento hippy, come non può essere un caso che quei luoghi abbiano visto nascere le carriere di alcuni dei nomi più imponenti della storia della musica moderna, nomi come Jimi Hendrix, Joni Mitchell, Byrds, Jefferson Airplane, Buffalo Springfield, Beach Boys e persino il più grande supergruppo che il mondo abbia mai conosciuto, Crosby, Stills, Nash & Young….

La voce trema dalla soggezione al solo pronunciare nomi come questi, e sentirli riecheggiare fa sorgere il dubbio che tra i granelli di sabbia di quelle spiagge infrante dalle grandi onde amate dai surfisti di tutto il mondo, lungo le sconfinate strade assolate di quelle città, tra le pieghe di quell’aria ci sia stato – e forse c’è ancora – qualcosa di veramente magico…. Come non innamorarsi allora della West Coast e della sua perla più splendente?….

Se ne sono innamorati e di certo l’hanno sognata anche i Bradipos IV, band di Caserta nata a metà degli anni ’90 ma che musicalmente appartiene a decenni prima. Enrico, Francesco, Ghigo e Max sono tutti nati a cavallo tra i ’60 e i ’70 e probabilmente di quello sfavillante periodo musicale hanno soltanto un vago ricordo d’infanzia, non si può sicuramente parlare di influenze del periodo, eppure qualcosa è rimasto dentro di loro, qualcosa che li ha spinti a imboccare un percorso che porta dritto dritto alle sabbie dorate della California, con in valigia soltanto lo stretto necessario: tavola da surf, Ray-Ban a goccia e amore per la musica.

Dall’Italia alla California di strada da fare ce n’è tanta e non è certo in discesa, ma i quattro sono tenaci e negli anni procedono a suon di surf garage strumentale facendosi conoscere in Italia e in Europa grazie a due album di inediti (“Instromania” e “Surf Session”), svariate cover e partecipazioni a compilation surf, fino ad entrare a far parte dei più apprezzati esponenti del genere in Europa.

Dev’essere stata la realizzazione di un sogno quando nel 2011 la band ha oltrepassato i confini europei per la prima tournèe americana, 10 date tra San Francisco e San Diego, nel cuore della tanto agognata California, e ancora più emozionante dev’essere stato ricevere durante il tour la chiamata della KFJC per registrare uno showcase live, soprattutto se si aggiunge che per l’occasione la storica emittente di San Francisco ha affidato la registrazione al suo uomo migliore, Phil Dirt, una sorta di guru della musica surf con una carriera da DJ e produttore da far impallidire e con più di 40 anni di show radiofonici sulle spalle…. Il risultato di questo show case è un album strumentale di 9 brani intitolato semplicemente “Live at KJFC radio” e pubblicato lo scorso gennaio.

È un surf rock di stampo cinematografico quello dei quattro casertani, niente parole, tutto è affidato ad una musica dai ritmi sostenuti che riporta subito alla mente Tarantino e i suoi capolavori, “Pulp fiction” su tutti, grazie a “Reverb gang” e “L’inseguimento”, ma un altro pilastro del cinema e quello per eccellenza delle colonne sonore aleggiano nell’album, grazie a “Fistful of dollars”, rivisitazione in chiave surf della splendida musica con cui il nostro Ennio Morricone firmava il western degli western. “Mysterion” e “Gunsville” arrivano dal repertorio d’annata dei Bradipos e per chiudere il cerchio c’è spazio anche per un medley (“Everbody up + Malaguena + Latin’ia”) e per un tributo alle origini partenopee della band con “Carmela”, californiana cover del brano di Sergio Bruni del ’75.

I Bradipos IV si muovono sapientemente tra le melodie e la loro musica è limpida, netta, dal sapore sixties fino nel midollo, suonata talmente bene da oscurare quasi completamente l’effetto della presa diretta. Non c’è un solo strumento che sovrasta gli altri, ma il feeling tra di loro è eccezionale e di riflesso anche il sound risulta meravigliosamente compatto. Resta ancora da capire perchè una band di tale portata, con cui persino un mostro sacro come Dick Dale ha tenuto a complimentarsi personalmente durante la tournèe, nel nostro paese risulti una realtà ancora troppo di nicchia – misteri del mercato italiano -, certo è che Enrico, Francesco, Ghigo e Max sono riusciti nell’ardua impresa di sfondare negli States, sono arrivati nella California del mito e hanno cavalcato la grande onda. Giù il cappello!

 Written by Emanuele Bertola

 

 

Tracklist:

1. Fistful of Dollars

2. Wray-Man

3. Carmela

4. Mysterion

5. Reverb Gang

6. A Shot In The Dark

7. Gunsville

8. L’inseguimento

9. Everbody up+Malaguena+Latin’ia

 

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