Intervista di Pietro De Bonis ad Annalisa Orrù ed alla sua battaglia per le donne

Intervista di Pietro De Bonis ad Annalisa Orrù ed alla sua battaglia per le donne

Mag 31, 2012

Annalisa Orrù é nata a Sanluri, provincia di Cagliari il 3 Agosto del 1960. Attualmente é residente a Cagliari dove scrive dall’età di dieci anni poesie, haiku, tanka, e racconti di vario genere, spaziando dal gotico all’hard; dal fantastico e fiabesco, ai noir. Ha scritto diversi libri autobiografici e di altro genere, ancora inediti.

Ha partecipato dal 1997 a concorsi letterari per diverse Case Editrici Nazionali firmandosi con lo pseudonimo di Liliana Luce. Ha pubblicato insieme alla scrittrice e poetessa Tiziana Aliffi, il libro di poesie “Viaggio” Ed. ilmiolibro, i cui proventi sono destinati all’AIRC (Associazione Italiana Ricerca Cancro). È stata inserita inoltre come autrice della poesia “L’Ultimo Viaggio”, nell’Antologia di poesie “Il Viaggio” Pragmata. Ha pubblicato successivamente la raccolta di poesie spirituali dal titolo: ”Alla continua ricerca di Dio” Ed. ilmiolibro e, la raccolta di poesie crepuscolari: ”Dimore di Silenzi”, Ed. ilmiolibro. Pubblica inoltre la raccolta poetica: ”Dedicato A”, una raccolta che vuole ricordare tutte le donne affette da tumore, edita LaFeltrinelli. Ad Agosto del 2011 esce la sua nuova raccolta di poesie, pensieri e riflessioni dal titolo:”oltre me…”. Ultima raccolta poetica edita: “sorprendimi con l’amore” Ed. ilmiolibro.
Della stessa autrice in edizione ilmiolibro il libro di racconti brevi: “Penna, inchiostro e fantasia. Il suo primo romanzo fantasy gotico: “L’Ordine dei Liberatori Libro I”

Impegnata nel sociale è socia dell’Associazione Sinergia femminile e della LILT. Inoltre offre il suo operato come clown sociale, nell’Associazione VIP (viviamo in positivo) presso l’Ospedale Civile Nuovo Brotzu Cagliari nel reparto pediatrico.
Attualmente collabora con un folto gruppo di fotoreporter amatoriali on-line, come poetessa e scrittrice, per la pubblicazione di un libro fotografico non a scopo di lucro.
Tutti i proventi di ogni scritto edito della autrice, andrà in favore delle donne affette da tumore.

“Giro di Ruota”

La vita è un Giro di Ruota/ La Ruota della Vita,/ un ciclo continuo/ di Morte, Rinascita/ Samsara./ I tre veleni/ Avidità, Odio, Rabbia / Ignoranza…/ Emozioni angoscianti che sfidano/ Paura, e Dolore/ che emergono nella memoria/ e si alternano/ fra i suoi raggi…/Si muovono fluidi/ Tra Mantra e Preghiera/ O Imprecazione…/ tra momenti di follia/ Gioia e Felicità./ tra l’Estasi e la Stasi…/ È un Giro di Ruota la vita/ finché si muove/ mi sento travolta.”

 

P.D.B.: Ciao Annalisa! Allora “L’Ordine dei Liberatori Libro I” il tuo primo romanzo, ma prima di parlarne, leggo dalla tua biografia che hai pubblicato raccolte poetiche?

Annalisa Mila Orrù: Ho amato sempre scrivere in rime, fin da quando ragazzina, iniziai a studiare i grandi Poeti come Ugo Foscolo, Leopardi e Ungaretti. Giacomo Leopardi, con il suo essere quasi alieno agli occhi dei miei compagni di classe, mi aveva ammaliata. Era come la parte di me maschile, che si rivelava col suo grido interiore. Un aspetto di me che m’aveva sempre fatto quasi paura, iniziò ad illuminarsi. Non ero dunque anormale, non era quindi illogico che provassi sentimenti di sublimazione per la natura, che provassi un senso di nostalgia e di isolamento dal resto del Mondo.
Quando arrivai a studiare Federico Garcia Lorca e Neruda, fui completamente soggiogata dai loro versi. Scoprii la musicalità che emergeva in me procurata dal dolore macroscopico per ogni essere vivente, un dolore che non accettavo. Fu come guardarmi attraverso lo specchio della loro anima e provare un senso di appagamento… direi, un riempimento.
Alle cinque della sera, la studiai perfino in spagnolo. Notai in essa un accomunamento tra la poesia spagnola e la sarda. Il ripetersi delle strofe come nelle ‘repentine’, dei canti sardi in cui ogni strofa si acchiappa alla precedente.

… Ohi Falena, Falena mia/ Che nell’esistenza avevi lasciato le tue orme/ E il tuo rimpianto, e non il mio, // non lasciar che porti indosso lo strascichio/ dei tuoi dolorosi affanni.// Un velo nero ricopre le mie membra// Falena mia,/ mi sono inventata un manto/ per perpetrare la vita tua/ per chi non ti ha mai pianto.// Ohi Falena, Falena mia/ Ammantata d’un candido niveo drappo.” (Da Alla Continua ricerca di Dio)

Mi sono portata a presso lungo tutti questi anni di vita, la loro forte impronta, che compare quando il senso della vita perde di significato, o quando l’amore raggiunge picchi di liricità che necessitano di esternazione. Il dolore, l’amore la rabbia, tutti i sentimenti li ho racchiusi in una mia prima raccolta, dal titolo “Alla continua ricerca di Dio”, una raccolta di poesie spirituali e di intensa carica emotiva. Un passaggio duro e lunghissimo di sofferenza che ha spinto la mia mano e il mio cuore ad aprirsi in un modo del tutto inusuale. Come scrivo nella prefazione del libro stesso, le mie poesie crepuscolari, nascono da voci del silenzio; da tutte quelle percezioni sottili, e recitazioni notturne che invadevano la mia mente, fino a costringermi alcune notti ad alzarmi dal letto, prendere carta e penna e annotarle, presa da una frenesia che chiedeva pace. Questo dialogo interiore prosegue sempre, e lo esprimo anche nel successivo libro edito: ”Dimore di Silenzi”, dove la mia catarsi diviene indispensabile per ricucire vecchie fratture, e alleggerirmi l’Anima, nel mio Angolo di Silenzi. Tra solitudini che continuo a bramare e accese bufere interiori, scoppi d’umore eccessivi. Mi ribello al conformismo, alle convenzioni, anche se ciò comporta sconvolgere il cuore con le passioni, sconvolgere le persone che mi stanno accanto. Da bohémienne come mi sento, sempre perseguitata dalla contrapposizione di Paradisi fittizi e Abissi profondi vago talora risucchiata e attratta dal Mistero della Vita. Non a caso come citazione iniziale, metto in rilievo la poesia Il nemico da I fiori del male di C. Baudelaire.
Ma amo giocare con le parole, nutrirmi anche di amore e passionalità, fino a raggiungere il massimo piacere edonistico. E soprattutto amo scommettere con me stessa, provare nuove strade poetiche mai battute dalla mia mente. È per questo mio sempre volermi mettere in gioco, che per gioco, ho pubblicato anche due raccolte poetiche d’eros, molto soft. Nella prima dal titolo Il sorriso di Venere (parole d’ogni sospiro), Ho voluto far vivere le parole, gli ho dato un ritmo, ritmo veloce che passa attraverso battiti d’anima, ho voluto lasciare luminescenze, echi di parole, movimenti di arti e anfratti, movimento di corpo-strumento dove ogni incalzare è un embrione, l’inizio di versi che gocciolano e s’accrescono raggiungendo l’apice. Ho voluto riempire di sospiri e voli pindarici le stanze vuote dove volgo lo sguardo e scorgo la neutralità della vita. Della mia vita. Un percorso che non era necessario, ma senza dubbio mi ha dato la carica di proseguire nello stesso filone e pubblicare: ”Hotel Paradiso (plaisir d’amour)”. Ho ricreato un ambiente paradisiaco dove gli amanti si incontrano e danno vita al piacere dell’Amore, un Eden nascosto agli altrui sguardi, un ritrovo di anime affini desiderose d’esprimere col proprio corpo l’Agape.
E l’amore mi ha sorpreso a tal punto che ho sentito il bisogno di continuare a cantarlo, oltre che a viverlo, attraverso le altre raccolte: ”oltre me…” e “Sorprendimi con l’amore”. La prima raccolta, oltre me, va oltre ogni altro mio scritto, ed è una raccolta di poesie, pillole, pensieri e riflessioni anche metafisiche. Una sorta di diario dove lascio anche al lettore lo spazio per unire i suoi pensieri ai miei.
“Sorprendimi con l’amore”, completa invece con linguaggio differente, le tematiche già trattate nelle raccolte hard soft. Questo è il mio percorso che ancora non è terminato e continua con prossimi progetti per l’anno 2013.

 

P.D.B.: Ti piace spaziare dal gotico all’hard, dal fantastico al fiabesco, per finire nei noir, ma dove risiede la tua gioia più grande, in termini letterari naturalmente?

Annalisa Mila Orrù: La gioia più grande risiede nel mio voler essere un eco ed una voce per tutti coloro che non riescono ad esprimere come me un uguale sentire. Un voler proseguire con continuità un discorso ampio di valori culturali che, per molta parte delle nuove generazioni, sta perdendo importanza e significato. E forse, la spinta maggiore me l’hanno offerta i miei figli, ai quali ho dedicato fin da bambini, fiabe nuove, create tutte per loro, cullandoli con le mie fantasiose narrazioni. Quanto più crescevano, e cambiavano i loro gusti, cambiava anche il mio modo di narrare e scrivere, cambiavano le ambientazioni e la maniera di rivolgermi al mio ristretto pubblico familiare, inventando storie di streghe e fate, gnomi ed elfi. Quando poi, mio figlio diviene adolescente e scopre l’autrice Anne Rice e il filone gotico horror, su sua richiesta ho provato a scrivere dei libri più pregni di storia, aiutata anche dalla visione dei video giochi con cui mio figlio si trastullava nelle ore morte. Era molto difficile per me entrare nel Medio Evo, trovare un linguaggio di scrittura consono per l’era, far parlare i personaggi e non cadere in incongruenze storiche. Per questo ho ripreso a studiare la storia con molto fervore, rovistando mappe storiche, e facendo affidamento sulla mia fantasia, che non mi ha mai abbandonata. Il mio primo libro fu veramente come un parto. E come primipara, ne fui così orgogliosa da condividere questa gioia con un’amica, che mi ha sempre appoggiata e spinta ad andare avanti senza demordere. Poi, quasi inevitabilmente mi sono addentrata in quell’intricato viaggio tra ateismo e non, che parla di non-vivi o non-morti, tenendo ferma la tematica della continua lotta tra il male e il bene, tra il mostro (che comunque racchiude in sé sempre un briciolo di anima) e chi combatte per la sua sopraffazione. 
La gioia ancora più grande è stata quella di riscoprirmi un’avida studentessa, con una voglia tale di entrare di nuovo nella storia e di viverla sulla mia pelle attraverso i suoi protagonisti.
Per il libro L’Ordine dei Liberatori, ho studiato molto la Roma Antica e moderna, i fenomeni paranormali, le sette esoteriche e la massoneria. Ho portato alla luce il mio pionierismo, il mio desiderio d’esser una donna alla continua ricerca del sapere.

 

P.D.B.: Allora, in breve, di cosa parla il tuo romanzo?

Annalisa Mila Orrù: Mi sono dovuta soffermare un po’ prima di iniziare a parlare del mio romanzo l’Ordine dei Liberatori, poiché è un racconto che possiede una fitta e intricata trama, colpi di scena e flashback che lasciano il lettore sempre con il fiato sospeso. 
Nel libro non vi è solo un protagonista principale, o un narratore, ma tutti o quasi, divengono i narratori in prima persona.
Inizia con la storia di Achille, un giovane uomo che si imbatte su l’Ordine dei Liberatori, e ne diventa il Presidente, ma solo per poco, poiché la sua gravissima malattia, lo porterà ad una inevitabile scelta, morire o divenire un vampiro. Naturalmente la sua scelta comporterà delle inevitabili conseguenze.
L’Ordine ha come fine ultimo quello di eliminare la piaga del vampirismo, in una Roma moderna degli anni ‘90’. Ma la narrazione spazia e va oltre, oltre i confini del Tempo, oltre il Tempo, e gravita tra presente, passato e futuro.
Penso che sia giusto fermarmi qua, poiché rischierei andando oltre di rovinare la lettura a chi fosse interessato.
Inoltre aggiungo che “l’Ordine dei Liberatori I Libro” fa parte di una saga, ed è il primo di una trilogia che è ancora in fase di correzione.

 

P.D.B.: Una cosa Annalisa che mi ha colpito in positivo è il fatto che tu sia impegnata nel sociale, vuoi dirci dove andranno a gioire tutti i proventi delle tue pubblicazioni?

Annalisa Mila Orrù: Un anno fa una mia amica mi pose questa domanda, “Dal futuro cosa ti aspetti riguardo alla tua passione per la scrittura? 
Allora le risposi così: “Dal Futuro di scrittrice, non mi aspetto nulla. Per me è già bellissimo scrivere, che qualcuno abbia compreso il mio sentire, l’abbia apprezzato e mi abbia dato lo slancio ad andare sempre avanti e meglio. Ho desiderato una vita, sognato, bramato che magari un giorno qualcuno distrattamente leggendomi dicesse, questo si che è un talento! Ma non è mai capitato, per questo, e forse solo per me continuerò a scrivere. Non certo per trarne remunerazione. Credo che il vero scrittore dal momento che pensa solo al ‘vil denaro’, perde la sua unicità e la vena artistica.
Ora sorrido mentre scrivo, perché di talenti Anonimi ne è pieno il mondo, e perché, ciò che desidero più dalla vita è lasciare una traccia scritta ai miei figli e usare questo mio ‘talento’, per poter fare del bene al prossimo.
Sono impegnata nel sociale da qualche anno, e metto al servizio di donne affette da tumore, il mio aiuto, in quanto iscritta in alcune associazioni che hanno come scopo la prevenzione e la ricerca contro il cancro.
Da malata tumorale mi sento molto vicina alle Donne che soffrono e che non hanno ancora trovato il modo giusto per non sentirsi solo vittime del fato. Anche il mio primo reading interamente gestito da me, con il supporto della Asl8 di Cagliari, è stato voluto e attuato nella Sala Congressi dell’Oncologico, perché le malate capissero che con la Forza di volontà, si può tutto, anche combattere il cancro con più accettazione. Perché sono convinta che ogni donna possiede dentro delle capacità da coltivare. Per questo, con un sodalizio tra donne affette da tumore e operatrici sanitarie, appoggerò con il ricavato della vendita dei miei libri, una neo associazione che si prefigge l’intento di aiutare queste donne a superare tutte quelle difficoltà di vita che insorgono con l’esperienza del tumore. Affinché non si sentano sole e prive di voglia di vivere, propone delle attività artistiche, come ad esempio la fotografia, il disegno, la ceramica, ed anche esperienze letterarie di vario tipo.
La mia idea iniziale è stata quella di domandare alla Direzione Sanitaria dell’Oncologico Businco di Cagliari una stanza tutta nostra, da allestire con televisione, Lettori DVD, computer, luci colorate, tenendo conto della cromoterapia e musicoterapia. Creare insomma, una sorta di sala relax o ricreativa, dove poter magari invitare specialisti, scrittori, e perché no, creare i nostri piccoli reading poetici o fare delle Mostre.
Per ora, tutto rimane a livello di sogno. Occorrerebbe un efficace TAM TAM per render noto al pubblico che i proventi dei miei libri potranno servire a questo progetto in erba.
So che non sarà facile, anche perché la maggior parte dei miei libri si possono acquistare solo on-line nel sito 
ilmiolibro.it e noto che si ha un qualche timore ad iscriversi nei siti librari. L’unico libro che è in distribuzione lafeltrinelli, e lo si può trovare in tutti i punti lafeltrinelli (ordinandolo), è “Dedicato A”.
Grazie per avermi dato l’opportunità di far conoscere il mio progetto.

 

Grazie a te Annalisa, sono onorato d’aver intervistato una donna bella come te.

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

https://www.facebook.com/pietrodebonisautore

 

Info:

http://magadiendor9.blogspot.it/

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=743266


 

 

6 comments

  1. Ti ringrazio Pietro per questo splendido regalo. Leggendo l’intervista ho capito che tuto quello che desideravo dalla vita, l’ho già ottenuto. E mi pervade un senso di gratitudine per la malattia che mi é stata gran maestra di vita.
    Un abbraccio di stima
    Lilly

  2. Sono io a ringraziare te Annalisa! Un abbraccio enorme e sentito con tutto il cuore!

  3. francescoruffinorossi /

    Grazie…..Auguri….

  4. Annalisa /

    Grazie a te Francesco per aver creato il video di presentazione al mio libro…

  5. margherita /

    una bella e intensa intervista da parte di un intervistatore ,pietro ,capace di far emergere i lati piu’ profondi di una persona e una intervistata ,annalisa ,splendida persona piena di grandi ricchezze interiori… felice di ritrovarmi con una foto che ho fatto io a te ,nnalisa ,quella col ciondolo a forma di cuore ,quando venisti al primo festival della parola e felice anche al ricordo della tua presentazione di cui parli ,a cui ho assistito con vero piacere .
    auguri ad entrambi cari amici!!!!

  6. Annalisa /

    Margherita…
    caffé pagato per tutti quando ci rivedremo
    :O)

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