“La città nuova”, poesia di Alda Merini

“La città nuova”, poesia di Alda Merini

Mag 30, 2012

“La città nuova”

 

 

Ecco un bianco scenario
per tratteggiarvi l’accompagnamento
degli oggetti di sfondo che pur vivono.
non ne sarò l’artefice impaziente.
Berrò alle coppe della nostalgia,
avrò preteso d’ozio nelle lacrime…
perché non mi ribello alla natura:
la mia lentezza li esaspera…
La mia lentezza? No, la mia fiducia.
Per adesso è deserto.
Il mondo può rifarsi senza me,
E intanto gli altri mi denigreranno

 
28 dicembre 1948

 

Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009) è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana.

 

4 comments

  1. Preghiera a GESù

    Gesù…
    noi umili portatori della tua parola..
    noi che ci affidiamo a te….
    dove sei???
    perche i nostri fratelli e sorelle ..
    subiscono questa interminabile..
    tortura della natura…
    ogni nostra pregheria …
    ogni nostro pensiero..
    a stare vicino..
    a queste persone che soffrono…
    dopo ogni scossa risulta vano…
    tante persone hanno perso qualkosa…
    chi un parente….
    chi una casa…
    chi ha lavorato una vita…
    per avere un futuro migliore…
    e tutto ad un tratto non esiste piu nulla…
    GESù come sempre ci affidiamo
    totalmente a te…
    affinche tutto questo orrore
    abbia una fine..
    amen…
    (maurizio sorrentino)

  2. massimo /

    carissimo Maurizio io sono(e non so se dire purtroppo)ateo che in greco vuole dire senza Dio.Credo solo nell’uomo e adesso dico purtroppo perché non ho un appoggio ai miei dolori e non riesco a dare un senso alla morte ma mi comporto sempre come se l’altro fossi io.Non procuro dolori ma ne ricevo,non prevarico ma ricevo soprusi.Mi chiedo se alla fin fine io non sia cristiano,cattolico,credente più di altri che si battono il petto in chiesa e fuori sparlano.L’orrore,secondo me,nasce e muore dall’uomo che è e resterà responsabile delle sue azioni indipendentemente dal suo credo.Del resto il libero arbitriolo consente:Un saluto a te

  3. massimo /

    immaginate un pittore davanti ad una tela bianca.Pennello in mano ma nessun movimento della mano sporca la tela e quindi nessun oggetto viene dipinto,niente prende vita.L’assenza dell’opera non vuol dire assenza di vita perché tutto scorre e continua come sempre.Rimane il pittore e la tela intonsa ma il tempo è passato.

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