“Sporadic Spectra” noise giapponese di Government Alpha – recensione di Galakordi

“Sporadic Spectra” noise giapponese di Government Alpha – recensione di Galakordi

Mag 26, 2012

La proposta musicale di Yasutoshi Yoshida si inserisce nel vasto panorama harsh noise di matrice giapponese. Come Government Alpha appare per la prima volta nella compilation “Extreme Music From Japan”, datata 1995, e successivamente dietro Xerxes, etichetta che metterà in piedi da sé e con cui pubblicherà i suoi lavori senza obblighi artistico-contrattuali. Non che ce ne fosse stato quel gran bisogno, comunque.

La scena noise giapponese si è sempre distinta per la totale originalità delle proposte e la forte connotazione identitaria e personale di artisti, sotto-correnti e quant’altro. Si potrebbe anzi affermare senza alcun rischio di smentita che il noise contemporaneo venga proprio dal Giappone, e che lì abbia attraversato i suoi momenti più felici e conosciuto alcuni tra i cambiamenti più significativi della propria evoluzione. Purtroppo per chi legge recensire questo genere di opere è sempre arduo.

Non si può infatti parlare di contenuti oggettivi né tantomeno basarsi su dei referenti “materiali” o “tecnici” in quanto questo genere di musica si basa, anche in fase di composizione, su matrici essenzialmente emotive e psichiche istantanee. La mancanza pressocchè totale di un tempo, di un ritmo, di una melodia, o di un qualcosa di anche soltanto definibile come appartenente a una canzone rende questa musica adatta al fluire del pensiero libero. Niente di meglio che goderne in mezzo al traffico cittadino o durante una passeggiata in bicicletta. Ogni onda sonora, ogni struttura formata e distrutta nel giro di un nonnulla, ogni correlativo oggettivo visualizzato dal fruitore durante l’ascolto apparterranno soltanto a lui.

Dicevo della difficoltà con cui affrontare una simile corrente, sopratutto nei confronti di chi non conosce questo tipo di musica, se non parlando della corrente stessa e di ciò che rappresenta (sempre, però, con forti e irrinunciabili connotazioni soggettive). Non dico ciò per pararmi il culo, tutt’altro, ma perché semplicemente più volte mi è capitato di girare per la rete in cerca di notizie su questo o quell’album, quand’anche non sul genere stesso, e di non riuscire mai a restare soddisfatto dalle cose lette. Le impressioni sono e restano sempre frutto della completa soggettività dell’ascoltatore, e forse non può essere altrimenti.

Il criterio dell’oggettività può essere al limite applicato soltanto nei confronti dell’effettivo valore delle opere. Molti sono infatti i casi di mero plagio (anche se più che di plagio bisognerebbe parlare di tentativi di emulazione mancati e andati a finire nel limbo delle cose insipide, quand’anche di proposte decisamente denigrabili o dimenticabili). La ricchezza delle proposte in una scena musicale non è infatti quasi mai sinonimo di qualità. Per fare un paragone immediatamente comprensibile posso dire che sono parecchie le similitudini tra il noise e la musica elettronica. A parità di proposte sono infatti pochissime quelle realmente valide e meritevoli.

Tornando all’ascolto, dal punto di vista musicale non può non balenare il paragone con Merzbow. Le influenze ci sono tutte e naturalmente si sentono, ma rispetto ad Akita Masami Government Alpha si mantiene su binari più sghembi, più tecnologici, meno imparentati con quel ritmo che talvolta emerge dalle composizioni merzbowiane (solitamente dei brevi loop di batteria iperdistorta che fanno da tappeto ritmico a delle cascate di suono che formano poi una sorta di texture che caratterizza l’intero brano) e che nei momenti peggiori può indurre anche nell’irriducibile ascoltatore una noia frustrante che fa presto a sfociare nei territori dell’autopunizione.

Yoshida rimane invece più libero e forse il suo suono sarà a tratti un po’ meno pieno, ma la violenza sonora di certo non mancherà di farvi godere delle pene acustiche degne della giornata lavorativa di un operaio.

Come sempre l’album è consigliabile soltanto a quella piccolissima fetta di popolazione mondiale cultrice di cotanta goduria, o a chi si ritroverà un giorno nella poco piacevole situazione di dover fare a gara con il proprio vicino di casa quattordicenne a cui è stato appena regalato uno stereo, e che commetterà il gravissimo errore di svegliarvi nel bel mezzo dei postumi dell’alcol con l’ultimo telefonatissimo album di Raf o Vasco Rossi.

 

Written by Galakordi

 

 

Fonte:

http://www.debaser.it/recensionidb/ID_15881/Government_Alpha_Sporadic_Spectra.htm

 

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